Fondi insufficienti per una vera riforma fiscale, misure Covid spesso giuste ma inconsistenti e disapplicazione degli ISA per il 2020. Sono stati questi tre i capitoli su cui Maurizio Postal, Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, si è più soffermato durante l'audizione sulla prossima manovra finanziaria tenutasi sabato 21 novembre alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Postal ha sottolineato come le risorse messe a disposizione dal governo per la riforma fiscale siano "nella sostanza 2,5 miliardi di euro per l'anno 2022 e 1,5 miliardi di euro a regime a decorrere dal 2023", cifre ritenute "sostanzialmente inconsistente rispetto ad un obiettivo di riforma dell'intero sistema fiscale". Il relatore è giunto a queste cifre prendendo in considerazione le risorse che complessivamente verranno stanziate dall'esecutivo, sottraendo loro quelle destinate alla riforma dell'assegno universale: "Degli 8 miliardi di euro per l'anno 2022 e 7 miliardi di euro a regime dall'anno 2023, 5,5 miliardi sono infatti destinati alla riforma dell'assegno universale alla famiglia, al cui servizio vengono attribuiti 3 miliardi anche per l'anno 2021, presumibilmente... [continua sul sito]
Nel 2019 la pressione fiscale è salita al 42,4%, in aumento per la prima volta negli ultimi cinque anni. A dare l'allarme è il documento "Analisi della pressione fiscale in Italia, in Europa e nel mondo" pubblicato in settimana dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dalla Fondazione nazionale commercialisti. Nel dettagliato studio che fotografa lo stato della pressione fiscale in Italia nei confronti dei partner europei e mondiali risulta infatti come l'anno scorso, per la prima volta dopo un lustro, la tendenza si sia nuovamente invertita: nel 2019 la pressione fiscale italiana è salita portandosi al 42,4%, un incremento dello 0,7% rispetto al 2018. La frazione dei ricavi che se ne va in tributi è dell'1,4% superiore alla media europea e si colloca sesta nella graduatoria comunitaria.
Ha generato tuttavia scalpore il dato stimato dal Cndcec e Fnc che prende in considerazione il sommerso e l'economia illegale: al netto di queste ultime componenti (pari al 12% del Pil, secondo le stime), la pressione fiscale italiana raggiunge il 48,2%. Una percentuale che scalerebbe rapidamente la classifica dei regimi fiscali più aspri d'Europa piazzandosi... [continua sul sito]
Legge 2 aprile 2020, n. 21, in conversione del D.L. 3/2020. Il Decreto Legge n.3, 5 febbraio 2020, all'articolo 1 e 2, introduce due misure con impatto significativo sul cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti. Tali misure in sintesi.

L'articolo 1 prevede, relativamente ai redditi prodotti nel mese di luglio 2020, quindi a partire dalla busta paga di luglio o di agosto a seconda del momento concordato del pagamento, la sostituzione del bonus D.L. 66/2014 (cd. "Bonus Renzi") con un nuovo bonus di importo pari a 100 euro mensili diretto ad una platea di beneficiari più estesa.

Il bonus deve essere rapportato al periodo di lavoro, e sarà percepito dai lavoratori con un reddito annuo da €8.174 a 28.000 (il limite del cd. "Bonus Renzi" era di 26.600€).

Per l'anno 2020 il bonus totale erogato ammonterà quindi fino ad un massimo di 600 euro. A partire dal 2021 il bonus ammonterà fino ad un massimo di 1200 euro annui. Tale bonus non andrà ad aumentare il reddito imponibile e non è quindi soggetto a imposizione fiscale o a ritenute previdenziali.

L'articolo 2 prevede che, limitatamente ai mesi da luglio a dicembre 2020, sia prevista l'aggiunta di una ulteriore detrazione... [continua sul sito]
Per commercianti e professionisti, scatta dal 1° luglio il credito d'imposta del 30% sulle transazioni tracciabili; dalla stessa data, scende a 2.000 euro il limite di utilizzo del contante.
A ricordarlo è FiscoOggi, la rivista online dell'Agenzia Entrate.
Lo scopo è quello di incentivare l'impiego di mezzi di pagamento diversi dal contante e la normativa era stata introdotta dal decreto fiscale Dl n. 124/2019 collegato alla legge di bilancio 2020.
E' stato istituito, a favore degli esercenti attività d'impresa, arte e professioni con ricavi/compensi non superiori a 400.000 euro, un credito d'imposta sulle commissioni addebitate dagli intermediari per le transazioni elettroniche effettuate dai consumatori dal 1° luglio 2020.
Inoltre è stato fissato, sempre con decorrenza dal 1° luglio, a 2.000 euro il valore soglia oltre il quale si applica il divieto al trasferimento di denaro liquido fra soggetti diversi; attualmente il limite è fissato a 3.000 euro. Dal 1° gennaio 2022, il tetto scenderà ulteriormente a mille euro.
Da giovedì 1° luglio, a commercianti, artigiani e professionisti spetterà un credito d'imposta nella misura del 30% delle... [continua sul sito]
L'art. 122 del decreto Rilancio (decreto-legge n. 34 del 2020), prevede la possibilità di cedere, anche a istituti di credito e altri intermediari finanziari:

il credito d'imposta per botteghe e negozi di cui all'articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia);
il credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda di cui all'articolo 28 del decreto Rilancio;
il credito d'imposta per l'adeguamento degli ambienti di lavoro di cui all'articolo 120 del decreto Rilancio;
il credito d'imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro e l'acquisto di dispositivi di protezione di cui all'articolo 125 del decreto Rilancio.

In caso di cessione:

la responsabilità per l'esistenza del credito ricade comunque solo in capo al cedente;
il cessionario risponde solo per l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto.

E' un principio consolidato. Anche con riferimento alle cessioni dei crediti d'imposta da Ecobonus e Sismabonus, l'Amministrazione finanziaria aveva... [continua sul sito]
A seguito della grave emergenza sanitaria ed economica, molti enti locali hanno attivato misure a sostegno delle fasce più deboli. Ma anche in tale contesto sono sorti dubbi di natura commerciale e fiscale.

L'Istituto IFEL (una Fondazione per la Finanza e l'Economia Locale istituita nel 2006 dall'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani - ANCI) ha pubblicato una interessante nota.
L'articolo 2, comma 4, dell'Ordinanza del Capo della Protezione civile n. 658/2020 stabilisce che ciascun Comune è autorizzato all'acquisizione, in deroga al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50:

di buoni spesa utilizzabili per l'acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell'elenco pubblicato da ciascun comune;
di generi e prodotti di prima necessità.

Le scelte applicative dei Comuni possono essere decise con ampia discrezionalità, in deroga alle norme del Codice degli appalti: dall'acquisto di strumenti tipo "buoni pasto" di ampia spendibilità locale, a convenzioni con esercizi commerciali, all'acquisto diretto di generi alimentari e relativa distribuzione.
Diversi Comuni, in prevalenza di medie e piccole dimensioni, si stanno orientando alla "emissione diretta" di documenti del tipo "buoni spesa", spendibili presso gli esercizi... [continua sul sito]
Con provvedimento del 31/10/2019 prot. 739122/2019 dell'Agenzia delle Entrate viene disposto che entro il 31 dicembre 2019 tutti i registratori di cassa telematici debbano essere configurati in modo da consentire, dal 1° gennaio 2020, la trasmissione dei dati necessari per consentire al cliente di partecipare alla c.d. "lotteria degli scontrini". Solo in campo sanitario non si potranno trasmettere i dati necessari per la lotteria sino a tutto il 30 giugno 2020.

Per partecipare alla lotteria il registratore di cassa telematico elaborarà nella chiusura giornaliera una sorta di resoconto degli scontrini emessi, contenente il "codice lotteria" del consumatore e non il codice fiscale del consumatore.

L'Agenzia delle Entrate trasmette poi all'Agenzia delle Dogane i dati relativi all'alimentazione della "banca dati sistema lotteria".

Relativamente al "codice lotteria" questo dovrebbe essere rilasciato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su richiesta dell'interessato, così come indicato nel parere 197 del Garante Privacy.
Con provvedimento del 31/10/2019 prot. 739122/2019 dell'Agenzia delle Entrate viene disposto che entro il 31 dicembre 2019 tutti i registratori di cassa telematici debbano essere configurati in modo da consentire, dal 1° gennaio 2020, la trasmissione dei dati necessari per consentire al cliente di partecipare alla c.d. "lotteria degli scontrini". Solo in campo sanitario non si potranno trasmettere i dati necessari per la lotteria sino a tutto il 30 giugno 2020.

Per partecipare alla lotteria il registratore di cassa telematico elaborarà nella chiusura giornaliera una sorta di resoconto degli scontrini emessi, contenente il "codice lotteria" del consumatore e non il codice fiscale del consumatore.

L'Agenzia delle Entrate trasmette poi all'Agenzia delle Dogane i dati relativi all'alimentazione della "banca dati sistema lotteria".

Relativamente al "codice lotteria" questo dovrebbe essere rilasciato dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli su richiesta dell'interessato, così come indicato nel parere 197 del Garante Privacy.
Non è escluso l'obbligo di pagamento della tassa automobilistica per la vettura soggetta a fermo disposto dall'agente della riscossione. Le Commissioni tributarie provinciali di Firenze e Bologna hanno sollevato una questione di legittimità costituzionale delle proprie leggi regionali che prevedono la debenza del bollo auto anche per i veicoli sottoposti a fermo fiscale.
In particolare le disposizioni regionali denunciate prevedono che "La trascrizione presso il PRA del provvedimento di fermo derivante dalla procedura di riscossione coattiva di crediti di natura pubblicistica non esplica effetti ai fini della interruzione e sospensione dell'obbligo tributario".

Tale disposizione violerebbe, secondo i giudici rimettenti, gli articoli 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione, in quanto in contrasto con la norma di cui all'articolo 5, comma 36 (oggi 37), del Decreto Legge n. 953/1982, che invece prevede una espressa esenzione dall'obbligo di pagamento della tassa automobilistica nel caso di perdita di possesso e/o indisponibilità del mezzo ("La perdita del possesso del veicolo o dell'autoscafo per forza maggiore o per fatto di terzo o la indisponibilità conseguente a provvedimento dell'autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione, annotate nei registri... [continua sul sito]