A febbraio la produzione industriale è salita rispetto a gennaio, ma resta ancora sotto i livelli del 2020. Il fatturato delle srl di servizi di alloggio e ristorazione nel biennio 2020-2021 perderanno oltre 38 miliardi di euro rispetto al 2019. Continua la pubblicazione delle statistiche relative all’andamento dell’economia italiana post-scoppio dell’emergenza sanitaria. Martedì 13 aprile sia Istat sia il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno rilasciato nuovi rapporti, riguardanti rispettivamente la produzione industriale del mese di febbraio 2021 e l’andamento del fatturato delle srl dei servizi di alloggio e ristorazione per gli anni 2020 e 2021.

Gli ultimi dati Istat parlano di un leggero aumento della produzione industriale per febbraio 2021 rispetto a gennaio, con una variazione congiunturale pari al +0,2%. Numeri positivi che però se scomposti per voci lasciano intravedere uno scenario meno idilliaco. Sarebbero infatti stati solo i beni di consumo ad aver registrato un aumento nella produzione (+2,6%), a fronte di una riduzione congiunturale dell’energia (-2,0%), dei beni strumentali (-1,7%) e dei beni intermedi (-0,5%)… [continua sul sito]

Fondi insufficienti per una vera riforma fiscale, misure Covid spesso giuste ma inconsistenti e disapplicazione degli ISA per il 2020. Sono stati questi tre i capitoli su cui Maurizio Postal, Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, si è più soffermato durante l’audizione sulla prossima manovra finanziaria tenutasi sabato 21 novembre alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Postal ha sottolineato come le risorse messe a disposizione dal governo per la riforma fiscale siano “nella sostanza 2,5 miliardi di euro per l’anno 2022 e 1,5 miliardi di euro a regime a decorrere dal 2023”, cifre ritenute “sostanzialmente inconsistente rispetto ad un obiettivo di riforma dell’intero sistema fiscale”. Il relatore è giunto a queste cifre prendendo in considerazione le risorse che complessivamente verranno stanziate dall’esecutivo, sottraendo loro quelle destinate alla riforma dell’assegno universale: “Degli 8 miliardi di euro per l’anno 2022 e 7 miliardi di euro a regime dall’anno 2023, 5,5 miliardi sono infatti destinati alla riforma dell’assegno universale alla famiglia, al cui servizio vengono attribuiti 3 miliardi anche per l’anno 2021, presumibilmente… [continua sul sito]

Solo un commercialista su tre ha beneficiato del Bonus da 600 euro e il 58% degli intervistati ha dichiarato di avere almeno un cliente che non riaprirà. Questi i dati che emergono dall’Osservatorio Covid-19 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e della Fondazione Nazionale Commercialisti. Tramite interviste condotte su un campione rappresentativo di Commercialisti tra il 22 e il 25 maggio 2020 pari a 1.125 risposte, l’Osservatorio garantisce una panoramica sulla grave situazione di difficoltà che studi professionali e imprese loro clienti stanno vivendo.

Stando alle interviste condotte oltre il 54% dei commercialisti avrebbe subito un calo di fatturato nel mese di aprile 2020 superiore ad un terzo rispetto allo stesso mese del 2019. Il 35% di questi ultimi ha dichiarato un calo superiore ai 10.000 euro. Solo il 34% dei commercialisti intervistati ha potuto beneficiare del bonus da 600 euro istituito dal Decreto Legge cd. “Cura Italia” per il mese di marzo.

L’Osservatorio sul Covid-19 non si limita a fotografare il clima nel quale i commercialisti sono stati catapultati e permette di apprezzare anche i problemi dei… [continua sul sito]

Posticipare la nomina del collegio sindacale in un’ottica di semplificazione dei processi societari: auspicabile venga accordata alle società la possibilità di nominare l’organo di controllo anche successivamente alla scadenza nell’art.379, terzo comma, del Codice della crisi.

È la proposta riportata in una nota della Fondazione nazionale dei commercialisti, che riferisce sulle interlocuzioni tenutesi tra il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Istituzioni e Ministero.

Così la nota, in un passaggio dedicato al nuovo articolo 2477: “Stando a quanto recita l’art. 2477, quinto comma, c.c. l’assemblea, chiamata ad approvare il bilancio in cui viene superato almeno uno dei nuovi limiti individuati nel secondo comma, dovrebbe provvedere entro trenta giorni dalla data di approvazione del bilancio alla nomina dell’organo di controllo o del revisore”. Termine in apparenza perentorio che però, secondo la nota, “non trova applicazione per le prime nomine che si rendano necessarie a seguito dei mutati parametri di riferimento che impongono obbligatoriamente la nomina dell’organo di controllo o del revisore, dal momento che… [continua sul sito]