Anticipare l’incasso delle somme dovute dal debitore e ridurre i tempi per l’avvio delle azioni cautelari ed esecutive.Nell’esercizio della delega fiscale, ed ai sensi di quanto previsto dall’articolo 16, co. 1, lett. d) n. 1) l’esecutivo intende potenziare l’attività di riscossione coattiva dell’agente della riscossione, anche attraverso il progressivo superamento dello strumento del ruolo e della cartella di pagamento per le entrate da affidare al Concessionario.Atti esattivi che, come noto, devono rispettare, secondo la normativa vigente, specifiche formalità la cui assenza, se eccepita innanzi gli Organi di Giustizia tributaria, può determinarne la nullità. Proprio dal processo di digitalizzazione degli atti in materia tributaria, operante dal 1° luglio 2017, (art. 7-quater, D.L. 22.10.2016, n. 193), che consente all’Agente della riscossione, di notificare via PEC cartelle di pagamento, avvisi di intimazione eccetera, sono scaturite una nutrita serie di nuove eccezioni mosse dai contribuenti riguardanti la regolarità delle procedure di notificazione telematica. E’ quindi sorto un significativo contenzioso sulla validità delle trasmissione telematica dei… [continua sul sito]

Alle porte di settembre è utile passare in rassegna le rilevazioni economiche pubblicate da Istat e Banca d’Italia nel corso del mese di agosto. Temi centrali sono un rallentamento della produzione industriale, la difficoltà nella lettura della dinamica dei fatturati e un peggioramento considerevole della bilancia delle partite correnti dell’Italia, segnata dalla crisi energetica. A luglio scende la produzione industriale

A giugno la produzione industriale ha registrato una caduta del 2,1% rispetto a maggio. A dirlo è Istat con il suo consueto rapporto, che certifica la seconda discesa consecutiva di questo indicatore. Una fase di difficoltà per la produzione che riduce la crescita congiunturale dell’ultimo trimestre ad un +1,2% rispetto all’intervallo precedente. Da sottolineare come l’unica voce in crescita nel mese di giugno sia l’energia, con un +1,9% mensile. Scendono invece i beni strumentali (-3,3%), i beni di consumo (-2,1%) e i beni intermedi (-1,3%).

Commenta Istat: “A giugno si rileva, per il secondo mese consecutivo, una flessione congiunturale dell’indice destagionalizzato della produzione industriale. La dinamica negativa è estesa a quasi tutti i settori, con l’eccezione di quello dell’energia. Se guardiamo al secondo trimestre nel suo complesso, la variazione congiunturale risultante è positiva. Anche in termini tendenziali la produzione, al netto degli effetti di calendario, è in diminuzione. A livello settoriale è ampia la flessione dei beni strumentali, mentre sono in crescita i beni di consumo e l’energia”… [continua sul sito]

Ad agosto la produzione industriale italiana subisce una battuta d’arresto dello 0,2% rispetto a luglio. Una variazione negativa che riporta l’indice esattamente sui livelli registrati ad agosto 2020, annullando la variazione tendenziale. Il dato comunicato da Istat nel suo ultimo aggiornamento si pone in controtendenza rispetto alla nota di luglio, quando lo stesso istituto certificava una salita della produzione dell’0,8% su base mensile e del 7,0% rispetto al luglio 2020. L’appiattimento della variazione tendenziale è senza dubbio legato alla riduzione della distanza dall’output precedente la crisi economica del Covid, ormai recuperato sul fronte della produzione industriale. In parte però questo rallentamento potrebbe essere legato a fattori più profondi attinenti all’economia reale e all’effettivo andamento della crescita italiana.

Anzitutto è bene comprendere cosa ha portato l’indice a scendere nel mese di agosto. O meglio, cosa non lo ha portato a scendere: tre delle quattro componenti hanno registrato una variazione negativa. Se i beni strumentali sono cresciuti dello 0,8%, l’energia ha registrato un -2,1%, i beni di consumo un -2,0% e i beni intermedi un… [continua sul sito]

La produzione industriale fallisce il recupero rispetto a febbraio, delineando uno scenario di stagnazione che sposta in avanti il ritorno ai livelli pre-Covid. Nel suo ultimo rapporto sulla produzione industriale Istat ha comunicato che a marzo l’indice della produzione industriale è diminuito dello 0,1% rispetto al mese di febbraio. Una nuova battuta d’arresto nel ritorno ai livelli precedenti all’avvento del virus. Nella media del primo trimestre 2021 la produzione è cresciuta dello 0,9% rispetto al quarto trimestre 2020, registrando così allo stesso tempo un recupero e un incremento insufficiente a ripristinare i valori del 2019. La diminuzione dello 0,1% è legata ad un andamento eterogeneo delle varie componenti. L’energia ha visto un +1,8% su febbraio, i beni intermedi un +0,5% e i beni strumentali un +0,2%, dati positivi che sono stati riportati sotto la pari dal comparto dei beni di consumo, nel quale la produzione è scesa dell’1,5%. Il confronto con marzo 2020 presenta un salto dell’indice in doppia cifra, causato dalla natura stessa dei dati dell’anno precedente: si trattava della prima ondata dei contagi, con relativo blocco della produzione e lockdown “duro” nel tentativo… [continua sul sito]

A febbraio la produzione industriale è salita rispetto a gennaio, ma resta ancora sotto i livelli del 2020. Il fatturato delle srl di servizi di alloggio e ristorazione nel biennio 2020-2021 perderanno oltre 38 miliardi di euro rispetto al 2019. Continua la pubblicazione delle statistiche relative all’andamento dell’economia italiana post-scoppio dell’emergenza sanitaria. Martedì 13 aprile sia Istat sia il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno rilasciato nuovi rapporti, riguardanti rispettivamente la produzione industriale del mese di febbraio 2021 e l’andamento del fatturato delle srl dei servizi di alloggio e ristorazione per gli anni 2020 e 2021.

Gli ultimi dati Istat parlano di un leggero aumento della produzione industriale per febbraio 2021 rispetto a gennaio, con una variazione congiunturale pari al +0,2%. Numeri positivi che però se scomposti per voci lasciano intravedere uno scenario meno idilliaco. Sarebbero infatti stati solo i beni di consumo ad aver registrato un aumento nella produzione (+2,6%), a fronte di una riduzione congiunturale dell’energia (-2,0%), dei beni strumentali (-1,7%) e dei beni intermedi (-0,5%)… [continua sul sito]

Con la caduta dello 0,2% di dicembre l’Italia nel 2020 registra un -11,4% complessivo nella produzione industriale: si tratta del secondo peggior risultato dall’inizio delle statistiche dopo la crisi del 2009. Con il rapporto pubblicato martedì 9 febbraio Istat ha chiuso ufficialmente la serie di pubblicazioni relative alla produzione industriale italiana nel 2020. Un rapporto che, purtroppo, riporta ancora un segno meno in termini congiunturali (oltre che tendenziali) e dedica ampio spazio anche ad un confronto con l’andamento degli ultimi trent’anni.

Stando alla rilevazione dell’Istat, l’indice della produzione industriale italiana ha registrato una caduta dello 0,2% nel mese di dicembre rispetto a novembre 2020, che porta ad un -0,8% nel quarto trimestre rispetto al terzo trimestre. Se l’energia (+1,8%) e i beni intermedi (+1,0%) risollevano il bilancio, beni strumentali (-0,8%) e beni di consumo (-0,3%) riportano l’asticella in territorio negativo. Spostandosi sul tendenziale i dati chiaramente peggiorano, figli di un 2020 segnato dalla pandemia e dalle restrizioni. A dicembre 2020 la produzione industriale si è assestata il 2,0% sotto i livelli di dicembre 2019… [continua sul sito]

Battuta d’arresto per la produzione industriale italiana che a settembre interrompe la striscia positiva inaugurata nel mese di maggio.
Istat ha comunicato che a settembre l’indice destagionalizzato della produzione industriale si è contratto del 5,6% rispetto ad agosto. Questa riduzione congiunturale ha colpito tutti i reparti che vanno a comporre l’indice, a cominciare dai beni di consumo (-4,8%), passando per i beni strumentali (-3,9%) e colpendo anche in termini marginali anche l’energia (-0,1%). Ad affossare l’indice, sempre in termini congiunturali, sono stati il settore dell’industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-24,1%), la produzione di prodotti farmaceutici (-7,6%), fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-7,4%), metallurgia e fabbricazione di prodotti di metallo (-7,3%) e fabbricazione di mezzi di trasporto (-11,9%).

Il dato negativo della produzione industriale interrompe la striscia cominciata a maggio (+41,7% su aprile dopo la fine del lockdown) e continuata a giugno (+8,2%), luglio (+7,4%), agosto (+7,4%). Il dato preoccupa soprattutto se paragonato a quello registrato dalle altre due principali economie dell’Eurozona,… [continua sul sito]

La produzione industriale a gennaio batte le previsioni mentre continuano a scendere i prestiti alle società non finanziarie. Istat e Banca d’Italia hanno pubblicato le ultime rilevazioni statistiche prima dell’emergenza Covid-19, che comincerà ad essere catturata dai dati relativi al mese di febbraio. In altre parole i dati in nostro possesso oggi fotografano la condizione di partenza con cui l’Italia si è trovata a far fronte all’epidemia. Rilevazioni che, dopo il susseguirsi di provvedimenti governativi focalizzati sul contenimento, saranno destinate inevitabilmente ad erodersi e a peggiorare.

Anzitutto la notizia (relativamente) buona: la produzione industriale a gennaio è aumentata del 3,7% rispetto a dicembre. Gli analisti si aspettavano un rimbalzo dell’1,6% dopo il dato negativo di dicembre (-2,6%), previsione largamente battuta. Inserita in un’ottica tendenziale, ovvero relativa agli ultimi 12 mesi, la produzione continua a risultare in contrazione, stavolta dello 0,1% (gli analisti si aspettavano un -3,7%). L’aumento nella produzione su base mensile si è verificato in tutti i comparti, in primis nei beni strumentali (+4,1%), seguiti dai beni intermedi… [continua sul sito]