In un primo momento poteva sembrare che gli operatori del settore sanitario fossero tenuti ad installare un registratore telematico (RT) dei corrispettivi, tant'è che tale ipotesi formulata dal nostro studio veniva ripresa il 08 novembre 2019 dal network Odontoiatria 33; ora il tracciato record riportato nel Decreto del MEF del 19 ottobre 2020 (vedi di seguito) per medici, veterinari etc.  prevede l'indicazione del campo "fattura", mentre ad esempio per le farmacie e gli ottici prevede il campo "documento commerciale" (cioè scontrino) oppure fattura, il che sta a significare che nessun obbligo di installazione di RT sussiste nei confronti di medici, veterinari, psicologi ed in genere per i professionisti operanti nel settore sanitario e soggetti alle norme sul Sistema Tessera Sanitaria (STS).

L'attuale normativa STS prevede che i soggetti interessati (in particolare i medici, i veterinari, farmacie, infermieri, ottici etc.) trasmettano entro il mese di gennaio 2021 (Decreto MEF 29.01.2021 - G.U. 31 del 6.2.2021 - invio dei dati del 2020 posticipato all'8.2.2021) i dati relativi ai pazienti "privati" ed agli importi delle parcelle riscosse dai medesimi, ai fini dell'inserimento... [continua sul sito]
A dicembre 2020 il commercio migliora, ma resta oltre il 10% sotto i livelli del 2019. A dirlo è il rapporto Congiuntura Confcommercio pubblicato nel mese di gennaio, che fotografa il profondo rosso delle attività legate al commercio in un periodo legato dalla forte incertezza per il futuro e, ovviamente, dalla pandemia. L’Indicatore dei Consumi di Confcommercio (ICC) relativo a dicembre 2020 fa segnare un -11,1% rispetto allo stesso mese del 2019. Una caduta inferiore al -16,2% fatto segnare a novembre, ma che chiaramente non permette di festeggiare. La riduzione è da imputare integralmente al mercato dei servizi, che perde addirittura il 41,3% rispetto all’anno precedente (mentre i beni si limitano ad un -0.6%). Nel 2020 l’indicatore registra un calo del 14,7%, causato anche qui da un -30,3% nei servizi e da un -7,9% nei beni. Gli unici settori che reggono, secondo l’analisi di Confcommercio, sarebbero l’alimentazione domestica (+2,1%) e le comunicazioni (+8,7%). Questo calo del 14,7% è tuttavia calcolato secondo i criteri di Confcommercio stessa, trattandosi di un loro indicatore: “Il dato non riflette il calo complessivo dei consumi, per i quali la nostra stima si... [continua sul sito]
A dicembre 2020 il commercio migliora, ma resta oltre il 10% sotto i livelli del 2019. A dirlo è il rapporto Congiuntura Confcommercio pubblicato nel mese di gennaio, che fotografa il profondo rosso delle attività legate al commercio in un periodo legato dalla forte incertezza per il futuro e, ovviamente, dalla pandemia. L’Indicatore dei Consumi di Confcommercio (ICC) relativo a dicembre 2020 fa segnare un -11,1% rispetto allo stesso mese del 2019. Una caduta inferiore al -16,2% fatto segnare a novembre, ma che chiaramente non permette di festeggiare. La riduzione è da imputare integralmente al mercato dei servizi, che perde addirittura il 41,3% rispetto all’anno precedente (mentre i beni si limitano ad un -0.6%). Nel 2020 l’indicatore registra un calo del 14,7%, causato anche qui da un -30,3% nei servizi e da un -7,9% nei beni. Gli unici settori che reggono, secondo l’analisi di Confcommercio, sarebbero l’alimentazione domestica (+2,1%) e le comunicazioni (+8,7%). Questo calo del 14,7% è tuttavia calcolato secondo i criteri di Confcommercio stessa, trattandosi di un loro indicatore: “Il dato non riflette il calo complessivo dei consumi, per i quali la nostra stima si... [continua sul sito]
Tra marzo e luglio le imprese italiane potrebbero accumulare un fabbisogno di liquidità pari a 73 miliardi di euro. Lo dice Banca d'Italia, nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria aggiornato alla fine di aprile 2020. Palazzo Koch ha infatti stimato l'impatto che la (grave) crisi economica causata dal lockdown sta avendo sui bilanci delle imprese italiane, stima che prende in considerazione il periodo marzo-luglio 2020 (in quanto "gli scenari sull'andamento del Pil [...] prefigurano un recuperano nella seconda metà [dell'anno]"). Ebbene, secondo tali previsioni le attività economiche accumuleranno un fabbisogno di liquidità pari a circa 73 miliardi di euro, "ipotizzando che le imprese possano ricorrere alle sole attività liquide detenute in bilancio". Prendendo in considerazione anche la moratoria per le PMI il fabbisogno scenderebbe a circa 59 miliardi di euro, cifra che si riduce a 50 miliardi di euro nel caso in cui "le imprese utilizzassero completamente i margini disponibili sulle aperture di credito". Tra le società di capitale il deficit di liquidità riguarderebbe circa 130.000 imprese: "In percentuale del fatturato, sarebbe più alto per quelle che prima della crisi... [continua sul sito]
Tra marzo e luglio le imprese italiane potrebbero accumulare un fabbisogno di liquidità pari a 73 miliardi di euro. Lo dice Banca d'Italia, nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria aggiornato alla fine di aprile 2020. Palazzo Koch ha infatti stimato l'impatto che la (grave) crisi economica causata dal lockdown sta avendo sui bilanci delle imprese italiane, stima che prende in considerazione il periodo marzo-luglio 2020 (in quanto "gli scenari sull'andamento del Pil [...] prefigurano un recuperano nella seconda metà [dell'anno]"). Ebbene, secondo tali previsioni le attività economiche accumuleranno un fabbisogno di liquidità pari a circa 73 miliardi di euro, "ipotizzando che le imprese possano ricorrere alle sole attività liquide detenute in bilancio". Prendendo in considerazione anche la moratoria per le PMI il fabbisogno scenderebbe a circa 59 miliardi di euro, cifra che si riduce a 50 miliardi di euro nel caso in cui "le imprese utilizzassero completamente i margini disponibili sulle aperture di credito". Tra le società di capitale il deficit di liquidità riguarderebbe circa 130.000 imprese: "In percentuale del fatturato, sarebbe più alto per quelle che prima della crisi... [continua sul sito]
L'economia italiana continua a ristagnare, la manifattura e i consumatori restano fiduciosi. In estrema sintesi è questo il quadro dipinto dalle ultime rilevazioni rese note dall'Istat al crepuscolo del 2019. Un'annata che le statistiche hanno vissuto sul filo del rasoio, con i timori per una recessione che l'Italia è riuscita con un colpo di reni a scongiurare. Il Pil non si è contratto ma non è nemmeno cresciuto in maniera convincente, nel segno della stagnazione che ha attanagliato l'economia reale. Le ultime statistiche del 2019 pubblicate dall'Istat (le prossime le avremo nel 2020) fotografano e confermano questo trend, manifestando però una interessante dicotomia tra i dati della produzione e quelli della fiducia degli operatori economici: i primi tra il deludente e il neutro, i secondi che guardano con un sorriso (neanche troppo forzato) il prossimo futuro.

Se il 13 dicembre l'Istituto nazionale di statistica ci comunicava che gli ordinativi dell'industria ad ottobre avevano registrato un aumento congiunturale dello 0,5% (ma una flessione dello 0,5% guardando agli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti), dalla nota del 20 dicembre relativa ai prezzi alla produzione dell'industria non arrivano grosse turbolenze. A novembre 2019 infatti si stima una diminuzione congiunturale dello 0,2% dei prezzi e una diminuzione tendenziale del 2,5% che all'apparenza potrebbe... [continua sul sito]
L'economia italiana continua a ristagnare, la manifattura e i consumatori restano fiduciosi. In estrema sintesi è questo il quadro dipinto dalle ultime rilevazioni rese note dall'Istat al crepuscolo del 2019. Un'annata che le statistiche hanno vissuto sul filo del rasoio, con i timori per una recessione che l'Italia è riuscita con un colpo di reni a scongiurare. Il Pil non si è contratto ma non è nemmeno cresciuto in maniera convincente, nel segno della stagnazione che ha attanagliato l'economia reale. Le ultime statistiche del 2019 pubblicate dall'Istat (le prossime le avremo nel 2020) fotografano e confermano questo trend, manifestando però una interessante dicotomia tra i dati della produzione e quelli della fiducia degli operatori economici: i primi tra il deludente e il neutro, i secondi che guardano con un sorriso (neanche troppo forzato) il prossimo futuro.

Se il 13 dicembre l'Istituto nazionale di statistica ci comunicava che gli ordinativi dell'industria ad ottobre avevano registrato un aumento congiunturale dello 0,5% (ma una flessione dello 0,5% guardando agli ultimi tre mesi rispetto ai tre mesi precedenti), dalla nota del 20 dicembre relativa ai prezzi alla produzione dell'industria non arrivano grosse turbolenze. A novembre 2019 infatti si stima una diminuzione congiunturale dello 0,2% dei prezzi e una diminuzione tendenziale del 2,5% che all'apparenza potrebbe... [continua sul sito]
Con Decreto del MEF datato 22.11.2019 e pubblicato sulla G.U. 4.12.2019 viene resa obbligatoria la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria ed ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata, per le prestazioni rese nel 2019 da parte dei seguenti soggetti:
a) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di tecnico sanitario di laboratorio biomedico;
b) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di tecnico audiometrista;
c) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di tecnico audioprotesista;
d) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di tecnico ortopedico;
e) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di dietista;
f) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di tecnico di neurofisiopatologia;
g) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di tecnico fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare;
h) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di igienista dentale;
i) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di fisioterapista;
j) gli iscritti all'albo della professione sanitaria di logopedista;... [continua sul sito]