Nel 2020 il numero di nuove partite Iva è crollato del 14,8% ma le chiusure si sono ridotte del 25%: la spiegazione dei dati (apparentemente) contrastanti pubblicati dal Mef. Come da tradizione il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato le rilevazioni dell'Osservatorio sulle partite Iva nell'anno appena concluso, analizzando i dati provenienti dal mondo del lavoro autonomo. Nel 2020 le nuove partite Iva registrate sono state circa 464.700, con una forte diminuzione rispetto al 2019, quantificabile in un -14,8%. L'emergenza sanitaria e la crisi economica hanno evidentemente colpito la capacità del sistema Italia di generare nuove attività imprenditoriali. Contestualmente al rapporto sull'anno 2020 preso nella sua interezza, il ministero ha pubblicato anche i dati relativi al solo quarto trimestre. Qui la caduta tendenziale, quindi sempre confrontata con il trimestre dell'anno precedente, registra una caduta di minore entità: -6,1% con 102.373 nuove partite Iva. Questo dato da una parte lancia un segnale di speranza, in quanto testimone di un tentativo di rilancio, ma dall'altra certifica ancora una lontananza sostanziale dai livelli pre-Covid.

I rapporti... [continua sul sito]
La crisi sanitaria ha ridotto di un terzo le aperture di nuove partite Iva. È ciò che emerge dall'ultimo rapporto
Dal 2010 l'Italia ha perso 293mila artigiani e 47mila commercianti. È questa la sintesi dei dati pubblicati dall'Osservatorio dei Lavoratori autonomi dell'Inps, fotografia di un sistema economico affetto da una grave emorragia di partite Iva verso il lavoro subordinato. "Da dieci anni è in atto un vero e proprio processo di desertificazione del tessuto delle piccole partite IVA", commenta il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. "Un lasso di tempo nel quale si evidenzia una sostanziale fuga dalla partita IVA a favore del lavoro subordinato e parasubordinato (che potrà forse essere contrastata dal potenziamento del regime forfetario fino a 65.000 euro di fatturato che decorre dal 2019) e un significativo incremento del livello medio degli assegni pensionistici. Una tendenza che, a parere della categoria, rischia di diventare irreversibile a causa dell'emergenza legata al coronavirus". Il trend negativo sarebbe legato anche al genere del titolare: il numero degli artigiani maschi è sceso in maniera costante negli ultimi dieci anni da 1.444.878 (nel 2010) a 1.210.503 (nel 2019) mentre le femmine registrano un andamento più costante, sebbene nettamente... [continua sul sito]
Nel primo trimestre 2020 il numero di nuove partite Iva si è ridotto del 19,7% rispetto al 2019. Questo il dato che emerge dall'ultimo comunicato dell'Osservatorio sulle partite IVA del Ministero dell'Economia e delle finanze. Nei primi tre mesi del 2020 infatti si contano 158.740 nuove attività, quasi un quinto in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Nei primi due mesi, rileva il Mef, risulta una contrazione dell'8% dovuta "principalmente alla diminuzione di avviamenti in regime forfetario rispetto al notevole aumento riscontrato nei primi mesi del 2019 grazie all'innalzamento del limite di ricavi a 65.000 euro". Poi a marzo è intervenuta l'emergenza sanitaria. In particolare il diffondersi del contagio e le stringenti misure di contenimento avrebbero portato ad un calo di aperture pari al 50%.
Tre quarti delle nuove aperture di partita Iva è da imputare alle persone fisiche (76,1%), seguite dalle società di capitali (18,6%) e dalle società di persone (3,6%). Nel mese di marzo tutte le forme giuridiche registrano un crollo compreso tra il 50 e il 57%, mentre nei primi due mesi del 2020 sono state le società di persone fisiche ad accusare maggiormente il colpo (... [continua sul sito]
Nel primo trimestre 2020 il numero di nuove partite Iva si è ridotto del 19,7% rispetto al 2019. Questo il dato che emerge dall'ultimo comunicato dell'Osservatorio sulle partite IVA del Ministero dell'Economia e delle finanze. Nei primi tre mesi del 2020 infatti si contano 158.740 nuove attività, quasi un quinto in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Nei primi due mesi, rileva il Mef, risulta una contrazione dell'8% dovuta "principalmente alla diminuzione di avviamenti in regime forfetario rispetto al notevole aumento riscontrato nei primi mesi del 2019 grazie all'innalzamento del limite di ricavi a 65.000 euro". Poi a marzo è intervenuta l'emergenza sanitaria. In particolare il diffondersi del contagio e le stringenti misure di contenimento avrebbero portato ad un calo di aperture pari al 50%.
Tre quarti delle nuove aperture di partita Iva è da imputare alle persone fisiche (76,1%), seguite dalle società di capitali (18,6%) e dalle società di persone (3,6%). Nel mese di marzo tutte le forme giuridiche registrano un crollo compreso tra il 50 e il 57%, mentre nei primi due mesi del 2020 sono state le società di persone fisiche ad accusare maggiormente il colpo (... [continua sul sito]