Uno degli obiettivi dichiarati del Governo in ambito fiscale è stato quello di contrastare il fenomeno delle partite IVA “apri e chiudi” e quindi l’evasione e le frodi fiscali perpetrate attraverso la costituzione di imprese individuali o Srl semplificate, che operano per brevi periodi violando obblighi fiscali e contributivi per poi scomparire, sottraendosi di fatto a ogni attività di riscossione.
Con questo fine, la Legge di bilancio 2023 (articolo 1, commi da 148 a 150, della legge 197/2022) ha previsto che, in occasione dell’attribuzione del numero di partita IVA, vengano svolte specifiche analisi del rischio per intercettare i soggetti “fiscalmente pericolosi”, con conseguente invito a esibire i documenti attestanti l’effettivo esercizio di un’attività economica.
In caso di esito negativo del controllo, l’Ufficio dovrà emanare un provvedimento di cessazione della partita Iva appena attribuita e irrogare una sanzione amministrativa di 3mila euro, senza possibilità di applicare il beneficio del “cumulo giuridico”. L’interessato potrà riaprire la partita IVA soltanto dopo aver presentato una fideiussione assicurativa o bancaria di durata triennale… [continua sul sito]

Il DPCM del 3 novembre 2020, in vigore da venerdì 6 novembre a giovedì 3 dicembre 2020, prevede MISURE NAZIONALI RESTRITTIVE valide su tutto il territorio italiano (‘zona gialla’, nella quale è necessario contrastare la diffusione del virus), a cui si aggiungono ULTERIORI MISURE a livello REGIONALE a seconda che la regione rientri in uno scenario di ELEVATA GRAVITÀ (la cosiddetta “zona arancione”) o di MASSIMA GRAVITÀ (la cosiddetta “zona rossa”).
Le regioni in cui si applicano le ulteriori misure previste nelle zone arancioni e rosse sono individuate con ordinanza del Ministro della Salute, sentiti i Presidenti delle Regioni interessate, sulla base del monitoraggio dei dati epidemiologici e dei dati elaborati dalla cabina di regia, sentito il Comitato tecnico scientifico.
Attualmente le tre fasce sono così individuate:
Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.

Vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Raccomandazione di non spostarsi se… [continua sul sito]

Gli Osservatori provinciali permanenti sulla Cooperazione nascono nel 2007, a seguito della sottoscrizione del Protocollo sulla Cooperazione tra Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali e il Ministero dello Sviluppo Economico con le Centrali Cooperative (Confcooperative, A.G.C.I. e Legacoop) e le Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori più rappresentative a livello nazionale (C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L.).

Successivamente con circolare n. 25/SEGR/0013075 del 12.10.2007, diretta alle proprie Direzioni Regionali e Provinciali, il Ministero del Lavoro ha previsto, presso ogni Direzione Provinciale, la costituzione di Osservatori composti da membri designati dalle Organizzazioni firmatarie del Protocollo, nonché da rappresentanti dell’INPS e dell’INAIL.

Obiettivo prioritario del Ministero del lavoro è stato quello di garantire l’uniformità operativa degli Osservatori su tutto il territorio nazionale e potenziare l’efficacia dell’attività svolta dagli stessi.
Efficacia dell’attività svolta dagli Osservatori
I Consessi sono volti ad assicurare una specifica attività di monitoraggio sia sotto il profilo di una corretta applicazione… [continua sul sito]