Nel 2020 il numero di nuove partite Iva è crollato del 14,8% ma le chiusure si sono ridotte del 25%: la spiegazione dei dati (apparentemente) contrastanti pubblicati dal Mef. Come da tradizione il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato le rilevazioni dell’Osservatorio sulle partite Iva nell’anno appena concluso, analizzando i dati provenienti dal mondo del lavoro autonomo. Nel 2020 le nuove partite Iva registrate sono state circa 464.700, con una forte diminuzione rispetto al 2019, quantificabile in un -14,8%. L’emergenza sanitaria e la crisi economica hanno evidentemente colpito la capacità del sistema Italia di generare nuove attività imprenditoriali. Contestualmente al rapporto sull’anno 2020 preso nella sua interezza, il ministero ha pubblicato anche i dati relativi al solo quarto trimestre. Qui la caduta tendenziale, quindi sempre confrontata con il trimestre dell’anno precedente, registra una caduta di minore entità: -6,1% con 102.373 nuove partite Iva. Questo dato da una parte lancia un segnale di speranza, in quanto testimone di un tentativo di rilancio, ma dall’altra certifica ancora una lontananza sostanziale dai livelli pre-Covid.

I rapporti… [continua sul sito]

Il ministero dell’Interno ha inviato ai prefetti una circolare che fornisce indicazioni in merito all’applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2020 che ha disposto l’applicazione su tutto il territorio nazionale, a far data dal 14 aprile e fino al 3 maggio 2020, di misure urgenti di contenimento del contagio, sia di carattere generale sia finalizzate allo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali.
Il DPCM, nel confermare l’attuale regime di sospensione delle attività commerciali al dettaglio, ad esclusione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, inserisce, nel novero delle attività consentite, il commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria, il commercio al dettaglio di libri, nonché il commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati. Il provvedimento ribadisce l’obbligo di assicurare, oltre alla distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto di beni.
Il DPCM conferma, inoltre, la sospensione di tutte le attività produttive… [continua sul sito]

Il ministero dell’Interno ha inviato ai prefetti una circolare che fornisce indicazioni in merito all’applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2020 che ha disposto l’applicazione su tutto il territorio nazionale, a far data dal 14 aprile e fino al 3 maggio 2020, di misure urgenti di contenimento del contagio, sia di carattere generale sia finalizzate allo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali.
Il DPCM, nel confermare l’attuale regime di sospensione delle attività commerciali al dettaglio, ad esclusione delle attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, inserisce, nel novero delle attività consentite, il commercio di carta, cartone e articoli di cartoleria, il commercio al dettaglio di libri, nonché il commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati. Il provvedimento ribadisce l’obbligo di assicurare, oltre alla distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto di beni.
Il DPCM conferma, inoltre, la sospensione di tutte le attività produttive… [continua sul sito]