Dati in chiaroscuro per l’economia italiana nelle ultime rilevazioni dell’Istat. La ripresa economica prosegue infatti con le stesse contraddizioni che le statistiche avevano fotografato nei mesi precedenti. Nel mese di novembre sono aumentati gli occupati, con una riduzione dei disoccupati e degli inattivi, e questo è il dato positivo. Meno rassicuranti sono i numeri del commercio al dettaglio che nello stesso mese hanno registrato una caduta rispetto ad ottobre, complicando il recupero dei livelli pre-crisi.

Partendo dal dato positivo, quello che riguarda il mercato del lavoro, va sottolineata la continuità del recupero dei posti con il mese di ottobre. Rispetto al mese precedente, infatti, si contano 64mila occupati in più. Questo numero però va confrontato con le altre due componenti del sistema, ovvero i disoccupati e gli inattivi. Anche in questo caso i dati rassicurano perché il numero degli inattivi è sceso di 46mila unità rispetto a ottobre e, ciò nonostante, il numero dei disoccupati è stato rivisto al ribasso di 43mila unità (non è scontato che ad una diminuzione degli inattivi scenda anche il numero dei disoccupati, segno che l’offerta di manodopera… [continua sul sito]

Continua a rallentare la crescita nel numero degli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. A comunicarlo è il Rapporto 2020 redatto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale Commercialisti. Nel corso del 2019 infatti gli iscritti all’Albo sono aumentati dello 0,1%, una crescita inferiore a quella registrata nel 2018 (0,3%) che conferma un trend negativo persistente dal 2015. La crescita degli iscritti nel 2017 fu dello 0,4%, nel 2016 dello 0,5% e nel 2015 dell’1%. In termini assoluti si tratta di 136 iscritti in più nel 2019, mentre nel 2018 l’aumento fu di 306 unità.

La dinamica riportata a livello nazionale si sostanzia in numeri ben differenziati guardando alle regioni. Sono sette quelle che hanno registrato un decremento (Valle d’Aosta -1,6%, Sicilia -1,2%, Puglia -1%, Liguria -0,6%, Piemonte -0,5%, Calabria -0,4% e Abruzzo -0,2%). Le altre tredici regioni hanno sostenuto il saldo, portandolo così leggermente in positivo. Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Molise si sono rivelate stabili, mentre le restanti dieci hanno registrato aumenti netti di iscritti, a partire dal… [continua sul sito]

Dal 2010 l’Italia ha perso 293mila artigiani e 47mila commercianti. È questa la sintesi dei dati pubblicati dall’Osservatorio dei Lavoratori autonomi dell’Inps, fotografia di un sistema economico affetto da una grave emorragia di partite Iva verso il lavoro subordinato. “Da dieci anni è in atto un vero e proprio processo di desertificazione del tessuto delle piccole partite IVA”, commenta il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. “Un lasso di tempo nel quale si evidenzia una sostanziale fuga dalla partita IVA a favore del lavoro subordinato e parasubordinato (che potrà forse essere contrastata dal potenziamento del regime forfetario fino a 65.000 euro di fatturato che decorre dal 2019) e un significativo incremento del livello medio degli assegni pensionistici. Una tendenza che, a parere della categoria, rischia di diventare irreversibile a causa dell’emergenza legata al coronavirus”. Il trend negativo sarebbe legato anche al genere del titolare: il numero degli artigiani maschi è sceso in maniera costante negli ultimi dieci anni da 1.444.878 (nel 2010) a 1.210.503 (nel 2019) mentre le femmine registrano un andamento più costante, sebbene nettamente… [continua sul sito]