Continua a rallentare la crescita nel numero degli iscritti all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. A comunicarlo è il Rapporto 2020 redatto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale Commercialisti. Nel corso del 2019 infatti gli iscritti all'Albo sono aumentati dello 0,1%, una crescita inferiore a quella registrata nel 2018 (0,3%) che conferma un trend negativo persistente dal 2015. La crescita degli iscritti nel 2017 fu dello 0,4%, nel 2016 dello 0,5% e nel 2015 dell'1%. In termini assoluti si tratta di 136 iscritti in più nel 2019, mentre nel 2018 l'aumento fu di 306 unità.

La dinamica riportata a livello nazionale si sostanzia in numeri ben differenziati guardando alle regioni. Sono sette quelle che hanno registrato un decremento (Valle d'Aosta -1,6%, Sicilia -1,2%, Puglia -1%, Liguria -0,6%, Piemonte -0,5%, Calabria -0,4% e Abruzzo -0,2%). Le altre tredici regioni hanno sostenuto il saldo, portandolo così leggermente in positivo. Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Molise si sono rivelate stabili, mentre le restanti dieci hanno registrato aumenti netti di iscritti, a partire dal... [continua sul sito]
Il coronavirus è costato 280 miliardi di fatturato alle società di capitali italiane nel primo semestre 2020. Questo il risultato della simulazione riportata in un documento di ricerca della Fondazione nazionale commercialisti e dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili pubblicato nel mese di luglio. Gli autori hanno infatti raccolto i dati diffusi dall'Istat sull'impatto del lockdown e li hanno incrociati con i dati di bilancio delle società di capitali estratte dalla banca dati Aida: in tale modo è stato possibile condurre simulazioni con l'obiettivo di "cogliere l'entità dell'impatto sul fatturato delle società di capitali nel primo semestre dell'anno". Gli autori precisano come si tratti di "simulazioni e non vere e proprie stime", stima che è stata "resa particolarmente difficile sia dalla natura straordinaria di un fenomeno senza precedenti e, in quanto tale, impossibile da osservare con i modelli previsivi tradizionali, sia perché i dati congiunturali arrivano sempre con un certo ritardo". L'analisi considera circa 830mila società che fatturano complessivamente circa 2.700 miliardi di euro, l'89% di tutte le imprese e l'85% di tutti... [continua sul sito]
Il coronavirus è costato 280 miliardi di fatturato alle società di capitali italiane nel primo semestre 2020. Questo il risultato della simulazione riportata in un documento di ricerca della Fondazione nazionale commercialisti e dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili pubblicato nel mese di luglio. Gli autori hanno infatti raccolto i dati diffusi dall'Istat sull'impatto del lockdown e li hanno incrociati con i dati di bilancio delle società di capitali estratte dalla banca dati Aida: in tale modo è stato possibile condurre simulazioni con l'obiettivo di "cogliere l'entità dell'impatto sul fatturato delle società di capitali nel primo semestre dell'anno". Gli autori precisano come si tratti di "simulazioni e non vere e proprie stime", stima che è stata "resa particolarmente difficile sia dalla natura straordinaria di un fenomeno senza precedenti e, in quanto tale, impossibile da osservare con i modelli previsivi tradizionali, sia perché i dati congiunturali arrivano sempre con un certo ritardo". L'analisi considera circa 830mila società che fatturano complessivamente circa 2.700 miliardi di euro, l'89% di tutte le imprese e l'85% di tutti... [continua sul sito]
In un documento di ricerca pubblicato il 1 giugno 2020, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dalla Fondazione Nazionale Commercialisti hanno analizzato le "Misure fiscali dei decreti sull'emergenza da Covid-19". Tra queste vi sono norme relative all'imposta regionale sulle attività produttive, l'IRAP.

L'articolo 24 del decreto "Rilancio" introduce agevolazioni in relazione ai versamenti dell'imposta regionale sulle attività produttive. Specificamente queste ultime si applicano alle imprese e ai lavoratori autonomi, rispettivamente, con ricavi e compensi non superiori ai 250 milioni di euro nel periodo di imposta 2019 (antecedente a quello in corso al 19 maggio 2020).

Ai sensi del comma 1 dell'articolo 24 del decreto "Rilancio" non è dovuto il versamento del saldo IRAP relativo al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019 (resta il versamento dell'acconto dovuto per il medesimo periodo d'imposta). Non è dovuto nemmeno il versamento della prima rata dell'acconto IRAP relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (ovvero il 2020) nella misura del 40% o del 50% per i soggetti... [continua sul sito]
Nuove agevolazioni "Smart&Start Italia" e modifiche degli incentivi per gli investimenti in beni strumentali sono al centro dell'ultima informativa periodica dedicata alla "Finanza aziendale" della Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Con l'ultima legge di bilancio è stata infatti modificata la disciplina relativa a "Smart&Start Italia", programma a sostegno della creazione di imprese innovative dalla dotazione finanziaria pari a 90 milioni di euro attiva dal 20 gennaio 2020. La misura si rivolge alle start-up innovative in possesso dei requisiti previsti dall'art. 25 del D.L. 179/2012: esse devono essere di piccola dimensione e non costituite da più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda. Possono inoltre presentare domanda di agevolazione anche le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, costituzione che deve intervenire entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Sono ammessi al programma i piani di impresa di importo compreso tra 100.000 e 1.500.000 euro, che abbiano ad oggetto la produzione di beni e l'erogazione di servizi che presentano almeno una delle seguenti caratteristiche: devono avere (1) un significativo... [continua sul sito]