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dipendenti – Studio Paolisso & Partners
Il tasso di occupazione nel mese di marzo ha toccato un nuovo record positivo dall'inizio delle serie storiche (59,9%), ma attenzione alle statistiche e alla dinamica demografica.

Istat ha pubblicato l'aggiornamento di marzo 2022 dedicato al mercato del lavoro. Al suo interno, un quadro complessivo di crescita. Nel terzo mese dell'anno il numero di occupati è aumentato di 81mila unità rispetto a febbraio, con un incremento dello 0,4% del tasso di occupazione. Un aumento che coinvolge secondo le rilevazioni le donne, i dipendenti e persone con oltre 24 anni di età. Stabile invece la dinamica degli uomini e come ormai da oltre un anno a questa parte negativo per gli autonomi. Il numero degli occupati supera quota 23 milioni complessivi. Un traguardo raggiunto grazie soprattutto (per non dire quasi integralmente) alla dinamica dei lavoratori dipendenti.

Tra marzo 2021 e 2022 infatti sono 804mila gli occupati in più, ben 742mila dei quali dipendenti. Solo 62mila sono gli autonomi aggiunti alle statistiche, con un pesante -41mila unità soltanto nel mese di marzo 2022. Va sottolineato che, sempre all'interno dell'insieme dei dipendenti, sono i contratti... [continua sul sito]
Niente scossa per il mercato del lavoro italiano alla fine del 2021: il numero di occupati rimane pressoché invariato e trainato dai dipendenti a termine. Ne risentono le retribuzioni, cresciute circa un terzo del tasso di inflazione, con ovvie conseguenze sul potere d'acquisto.

Dicembre è stato un mese di calma per il mercato del lavoro italiano, con flussi limitati e variazioni contenute. A dicembre 2021 infatti sono diminuite le persone in cerca di lavoro, con 29mila disoccupati in meno. Durante il mese il numero di inattivi è cresciuto di sole 4mila unità. Un elemento positivo: la discesa della disoccupazione non è strettamente legata all'aumento degli inattivi e "scoraggiati". Il numero degli occupati è rimasto pressoché stabile rispetto a novembre, con solo mille lavoratori in più. Vista la discrepanza nei flussi dei tre insiemi (disoccupati, occupati e inattivi) potrebbe aver giocato un ruolo chiave la demografia. Il tasso di occupazione è infatti tornato ai livelli pre-pandemici (al 59,0%) anche se mancano circa 286mila occupati tra dicembre 2021 e febbraio 2020: una statistica da non sottovalutare quando si analizza il quadro generale.

Analizzando... [continua sul sito]
Dati in chiaroscuro per l'economia italiana nelle ultime rilevazioni dell'Istat. La ripresa economica prosegue infatti con le stesse contraddizioni che le statistiche avevano fotografato nei mesi precedenti. Nel mese di novembre sono aumentati gli occupati, con una riduzione dei disoccupati e degli inattivi, e questo è il dato positivo. Meno rassicuranti sono i numeri del commercio al dettaglio che nello stesso mese hanno registrato una caduta rispetto ad ottobre, complicando il recupero dei livelli pre-crisi.

Partendo dal dato positivo, quello che riguarda il mercato del lavoro, va sottolineata la continuità del recupero dei posti con il mese di ottobre. Rispetto al mese precedente, infatti, si contano 64mila occupati in più. Questo numero però va confrontato con le altre due componenti del sistema, ovvero i disoccupati e gli inattivi. Anche in questo caso i dati rassicurano perché il numero degli inattivi è sceso di 46mila unità rispetto a ottobre e, ciò nonostante, il numero dei disoccupati è stato rivisto al ribasso di 43mila unità (non è scontato che ad una diminuzione degli inattivi scenda anche il numero dei disoccupati, segno che l'offerta di manodopera... [continua sul sito]
Al 31 dicembre 2019 le non profit attive in Italia ammontavano a 362.634 unità. Una crescita dello 0,9% rispetto al 2018. A dirlo è il censimento permanente delle istituzioni non profit realizzato da Istat e aggiornato lo scorso 15 ottobre. Stando a questo documento le istituzioni di questa categoria in Italia avrebbero registrato una crescita senza soluzione di continuità in termini numerici nell'ultimo decennio: il numero delle istituzioni registrate è in costante aumento dal 2011. Dieci anni fa, nel 2011 appunto, queste realtà erano 301.191, passando a 336.275 nel 2015 e raggiungendo le 343.432 nel 2016. Nel 2017 le 350.492 unità, con una ulteriore crescita del 2,6% nel 2018, raggiungendo le 359.574 unità. Tra il 2018 e il 2019 la crescita si è leggermente rallentata ma non interrotta.

Nel proprio rapporto Istat stima che in totale le 362.634 non profit occupano qualcosa come 861.919 dipendenti. Un numero che in prima istanza potrebbe far immaginare ad una media di circa due dipendenti per ciascuna realtà, ma che si scontrerebbe con l'estrema polarizzazione e concentrazione dei dipendenti. Infatti oltre l'85% delle istituzioni non profit è senza lavoratori... [continua sul sito]
Il Decreto Sostegni (D.L. 22 marzo 2021, n. 41) ha previsto il riconoscimento di un ulteriore aiuto per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, i lavoratori dipendenti o autonomiappartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali nonchè i lavoratori dello spettacolo e dello sport.

I soggetti che hanno già beneficiato delle indennità previste dal decreto Ristori (articoli 15 e 15-bis, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176) pari a 1.000 euro riceveranno automaticamente la nuova una tantum pari a 2.400 euro, senza necessità di presentare domanda.

Il decreto Sostegni riconosce un’indennità onnicomprensiva pari a 2.400 euro ai lavoratori:


dipendenti stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali,
in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali.


Tali lavoratori devono aver cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e... [continua sul sito]
Sanzione di 30.000 euro ad una Asp. dalla newsletter del Garante n. 473 del 19.02.2021)

Il Garante ha sanzionato per 30.000 euro l'Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Enna per l'utilizzo di un sistema di rilevazione delle presenze basato sul trattamento di dati biometrici dei dipendenti. A seguito del rafforzamento delle garanzie previste dal Regolamento e dal Codice privacy, per installare questo tipo di sistemi è necessaria infatti una base normativa che sia proporzionata all'obiettivo perseguito e che fissi misure appropriate e specifiche per tutelare i diritti degli interessati. Nel caso della Asp di Enna la base normativa invocata era carente, non essendo stato adottato il regolamento attuativo della legge 56/2019 (poi abrogata) che doveva stabilire garanzie per circoscrivere gli ambiti di applicazione e regolare le principali modalità del trattamento.

L'istruttoria dell'Autorità, avviata a seguito di alcuni articoli di stampa, ha consentito di accertare che il sistema di rilevazione presenze dell'Asp di Enna acquisiva le impronte digitali di oltre 2.000 dipendenti memorizzandole in forma crittografata sul badge di ciascun lavoratore. L'Azienda, poi, verificava l'identità del... [continua sul sito]