L'emergenza sanitaria Covid-19 sta mettendo in difficoltà aziende e lavoratori. Mentre il governo e le istituzioni sono al lavoro per trovare soluzioni e incentivi per sostenere i livelli occupazionali, destinati purtroppo a crollare, è importante segnalare e fare chiarezza sugli incentivi già esistenti. Una chiara informazione sulle agevolazioni riservate ad alcune categorie di lavoratori può fare infatti spostare l'ago della bilancia verso la scelta di un'assunzione, premiando sia l'azienda che il candidato. Con il presente articolo sintetizziamo di seguito le caratteristiche del bonus per l'assunzione di soggetti disabili, in vigore dal 2016 e dettagliato dalla Circolare INPS n.99 del 13 giugno 2016.

Quali aziende possono usufruire del bonus disabili?
Possono ottenere il bonus tutti i datori di lavoro privati (anche liberi professionisti ed enti pubblici economici) che versano regolarmente tutti i contributi dovuti, che osservano gli obblighi di legge e le norme a tutela delle condizioni di lavoro e che realizzano un incremento netto dell'occupazione, rispetto alla media della forza occupata nell'anno precedente.

Quali lavoratori... [continua sul sito]
(Circolare Ministero dell'Interno del 30 maggio 2020). Il Decreto Rilancio ha introdotto una procedura di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno scaduto (a proposito, vi suggeriamo il nostro articolo a riguardo).

Il 30 maggio il Ministero dell'Interno ha pubblicato una circolare per definire le modalità per la presentazione delle istanze di regolarizzazione. Riportiamo di seguito le novità introdotte:

LIMITI DI REDDITO
Sono stati specificati i limiti di reddito minimo per i datori di lavoro interessati. Tali limiti sono individuati in:

Reddito imponibile minimo non inferiore a 30.000 euro, per i settori produttivi agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse.
Reddito non inferiore a 20.000 euro, per i settori del lavoro domestico o di assistenza alla persona (in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito), e non inferiore a 27.000 euro, in caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi.

Tali limiti non si applicano al datore di lavoro affetto da patologie o disabilità che ne limitano l'autosufficienza, che presenta l'istanza... [continua sul sito]
Emersione di rapporti di lavoro

Con il nuovo decreto legge Rilancio, all'articolo 103 il legislatore ha emesso un provvedimento finalizzato a regolarizzare i rapporti di lavoro subordinato che coinvolgono lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale.

A chi è indirizzato il provvedimento

Ai cittadini stranieri in possesso di un permesso di soggiorno scaduto e ai datori di lavoro italiani, comunitari o stranieri con permesso di soggiorno valido e non scaduto che occupano lavoratori irregolari, nei seguenti settori di attività:

agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l'autosufficienza;
lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Contratti regolari per i datori, permessi temporanei per i cittadini

Il datore di lavoro ha la possibilità di presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri oppure per dichiarare... [continua sul sito]
Emersione di rapporti di lavoro

Con il nuovo decreto legge Rilancio, all'articolo 103 il legislatore ha emesso un provvedimento finalizzato a regolarizzare i rapporti di lavoro subordinato che coinvolgono lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale.

A chi è indirizzato il provvedimento

Ai cittadini stranieri in possesso di un permesso di soggiorno scaduto e ai datori di lavoro italiani, comunitari o stranieri con permesso di soggiorno valido e non scaduto che occupano lavoratori irregolari, nei seguenti settori di attività:

agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l'autosufficienza;
lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

Contratti regolari per i datori, permessi temporanei per i cittadini

Il datore di lavoro ha la possibilità di presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri oppure per dichiarare... [continua sul sito]
Invitiamo gli interessati a leggere tre interessanti documenti pubblicati on line:

il 2 marzo la Regione Veneto ha emanato la circolare COVID-19: indicazioni per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari. La circolare è destinato prioritariamente a tutti soggetti aventi ruoli e responsabilità in tema di tutela della salute nei luoghi di lavoro ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ed ha l'obiettivo di fornire indicazioni operative, da attuare nel rispetto dei principi di precauzione e proporzionalità, finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l'efficacia delle misure di contenimento adottate per contrastare l'epidemia di COVID-19.


il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria della Regione Lombardia ATS Insubria ha pubblicato il documento FAQ - AZIENDE E LAVORATORI che riporta le risposte ai quesiti più frequenti posti dalle aziende e dai lavoratori tramite le associazioni datoriali operanti nelle provincie di Varese e Como.
l'azienda Sanitaria di Bologna ha pubblicato Misure di contenimento del Covid-19 nei luoghi di lavoro. Aggiornamento del 06.03.2020.[continua sul sito]
Con la presente circolare si comunica che a partire dal 1° gennaio 2020, il periodo di congedo di paternità obbligatorio è stato aumentato a 7 giorni, ed è stato confermato che è inoltre possibile utilizzare una ulteriore giornata facoltativa in sostituzione di un giorno di congedo obbligatorio della madre.
Pertanto, l'INPS, con Messaggio del 21 febbraio 2020 n. 679, ha voluto dare delle chiarificazioni su come va presentata la domanda, confermando che l'istanza di congedo all'INPS è da presentare solo per i lavoratori padri che ricevono l'indennità direttamente dall'Istituto.

CONGEDO DI PATERNITA': A CHI SPETTA, IN QUALI MISURE ED ENTRO QUALI TERMINI?

Il congedo obbligatorio è utilizzabile se sussistono le seguenti condizioni:

i figli sono nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020;
nella misura di 7 giorni (si ricorda che fino al 31 dicembre 2019 i giorni erano 5);
entro 5 mesi dalla nascita oppure dall'ingresso in famiglia del minore, o dall'entrata in Italia in caso di adozione internazionale.

Oltre al congedo obbligatorio per il lavoratore padre c'è anche... [continua sul sito]
Con la presente circolare si comunica che a partire dal 1° gennaio 2020, il periodo di congedo di paternità obbligatorio è stato aumentato a 7 giorni, ed è stato confermato che è inoltre possibile utilizzare una ulteriore giornata facoltativa in sostituzione di un giorno di congedo obbligatorio della madre.
Pertanto, l'INPS, con Messaggio del 21 febbraio 2020 n. 679, ha voluto dare delle chiarificazioni su come va presentata la domanda, confermando che l'istanza di congedo all'INPS è da presentare solo per i lavoratori padri che ricevono l'indennità direttamente dall'Istituto.

CONGEDO DI PATERNITA': A CHI SPETTA, IN QUALI MISURE ED ENTRO QUALI TERMINI?

Il congedo obbligatorio è utilizzabile se sussistono le seguenti condizioni:

i figli sono nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020;
nella misura di 7 giorni (si ricorda che fino al 31 dicembre 2019 i giorni erano 5);
entro 5 mesi dalla nascita oppure dall'ingresso in famiglia del minore, o dall'entrata in Italia in caso di adozione internazionale.

Oltre al congedo obbligatorio per il lavoratore padre c'è anche... [continua sul sito]
Con il Dpcm del 23 febbraio 2020, il Governo è intervenuto per rendere più immediato il ricorso allo smart working ("lavoro agile"), nelle aree considerate a rischio per l'emergenza Coronavirus: in tali aree è ora consentita l'attivazione dello smart working anche in assenza dell'accordo individuale.
Lo smart working è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. La definizione di smart working, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).
Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall'INAIL nella Circolare n. 48/2017... [continua sul sito]
Con il Dpcm del 23 febbraio 2020, il Governo è intervenuto per rendere più immediato il ricorso allo smart working ("lavoro agile"), nelle aree considerate a rischio per l'emergenza Coronavirus: in tali aree è ora consentita l'attivazione dello smart working anche in assenza dell'accordo individuale.
Lo smart working è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. La definizione di smart working, contenuta nella Legge n. 81/2017, pone l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone).
Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. È, quindi, prevista la loro tutela in caso di infortuni e malattie professionali, secondo le modalità illustrate dall'INAIL nella Circolare n. 48/2017... [continua sul sito]
Gli stranieri "rubano" il lavoro agli italiani? Si tratterebbe solo un luogo comune, secondo un'analisi realizzata dalla Fondazione Leone Moressa. L'istituto di studi nato nel 2002 da un'iniziativa della CGIA di Mestre sostiene, dati alla mano, come la manodopera "immigrata" si ponga in un rapporto di complementarietà - e non di sostituzione - con quella "autoctona". In altre parole sul mercato del lavoro stranieri e italiani convivono ed entrambe queste componenti sarebbero fondamentali al sistema economico del Paese.

L'analisi della Fondazione si basa su un dato di fatto: la popolazione straniera in età lavorativa (15-64 anni) è in costante aumento dall'inizio del millennio: si passa dagli 1,5 milioni del 2004 ai 4 milioni registrati nel 2018. "Tra gli italiani questa componente è scesa da 36,8 milioni del 2004 a 34,7 milioni nel 2018. Gli stranieri hanno di fatto arginato questo fenomeno, mantenendo costante il volume complessivo oltre i 38 milioni", dice il rapporto.

Questo aumento nel dato nominale della forza lavoro straniera non ha potuto che riflettersi anche sulle statistiche degli occupati: "Negli ultimi quindici anni è costantemente cresciuto... [continua sul sito]