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procedura – Studio Paolisso & Partners
L'art. 4-ter del D.L. 28.10.2020, n. 137, convertito con modificazioni da L. 18.12.2020, n. 176, interviene sulla normativa istitutiva in materia di esdebitazione della persona fisica dettata dalla L. n. 27/01/2012, n. 3, introducendo alcune misure che anticipano le novità del Codice della crisi e dell'insolvenza, in vigore dal 15 maggio 2022.
Composizione della crisi da sovraindebitamento

La legge 27/01/2012, n. 3,  titolata “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi di sovraindebitamento” concede alle persone fisiche di stralciare un indebitamento eccessivo rispetto alle proprie possibilità.
Il debito di cui si chiede la ristrutturazione deve essere stato contratto al di fuori dell’attività d’impresa o professionale per motivi  non discendenti dalla volontà del debitore (perdita del lavoro, crisi familiari, infortuni, malattie ecc.) nonostante la diligenza impiegata nell’assumere le obbligazioni medesime.
L’istituto, che permette una completa riabilitazione economico-finanziaria al soggetto che se ne avvale, è quindi riservato ai soggetti non fallibili in grosse difficoltà economiche e con debiti verso terzi.
Il piano del debitore viene proposto per la sua omologa al Tribunale e consiste in una vera e propria ristrutturazione debitoria, con stralci, da proporre ai creditori.


Ammissione alla procedura

Il debitore può accedere alla procedura se:


persona... [continua sul sito]
(Circolare Ministero dell'Interno del 30 maggio 2020). Il Decreto Rilancio ha introdotto una procedura di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno scaduto (a proposito, vi suggeriamo il nostro articolo a riguardo).

Il 30 maggio il Ministero dell'Interno ha pubblicato una circolare per definire le modalità per la presentazione delle istanze di regolarizzazione. Riportiamo di seguito le novità introdotte:

LIMITI DI REDDITO
Sono stati specificati i limiti di reddito minimo per i datori di lavoro interessati. Tali limiti sono individuati in:

Reddito imponibile minimo non inferiore a 30.000 euro, per i settori produttivi agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse.
Reddito non inferiore a 20.000 euro, per i settori del lavoro domestico o di assistenza alla persona (in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito), e non inferiore a 27.000 euro, in caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi.

Tali limiti non si applicano al datore di lavoro affetto da patologie o disabilità che ne limitano l'autosufficienza, che presenta l'istanza... [continua sul sito]
Come abbiamo già anticipato nella nostra news del 1° maggio 2020 Impresa SIcura iNVITALIA: al via i rimborsi per le imprese che hanno acquistato DPI è in fase di attivazione il bando Impresa SIcura, gestito da Invitalia e rivolto alle aziende che vogliono chiedere un rimborso per le spese sostenute per l'acquisto di DPI, finalizzati al contenimento e al contrasto dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il bando si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano che, alla data di presentazione della domanda di rimborso, siano:

regolarmente costituite e iscritte come "attive" nel Registro delle imprese
con sede principale o secondaria sul territorio nazionale
nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria

e consente di ottenere il rimborso delle spese sostenute dalle aziende per l'acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19. Sono 50 milioni di... [continua sul sito]
La valutazione della prova.
L'art. 192 co. 1 sancisce il principio del libero convincimento del giudice nella valutazione della prova e del suo obbligo della motivazione da parte del giudice nel momento della valutazione della prova. Il disposto dell'art. 192 co. 1 sottolinea l'attribuzione esclusiva al giudice del merito del potere di valutazione della prova e dell'obbligo di esplicitare, nel modo più rigoroso e completo la motivazione posta a base della decisione adottata, deve ritenersi che si sia inteso ribadire in pieno il principio del libero convincimento, ancorandolo alla necessità di indicazione specifica dei risultati acquisiti e dei criteri adottati, al fine di evitare che lo stesso trasmodi in un uso arbitrario di tale principio.

Il libero convincimento non può significare prova a valutazione libera, il principio si àncora al dato probatorio risultante dalla dialettica dibattimentale, investe l'area riservata alla valutazione del dato, trova il suo limite nella motivazione.

Nella valutazione della prova, siano esse dirette o indirette, il giudice non può sottrarsi al dovere di accertare alla luce di ogni altra emergenza acquisita,... [continua sul sito]