In conseguenza del crollo attuale e prospettico degli investimenti pubblicitari numerose realtà editoriali subiscono un aggravamento delle condizioni di sostenibilità economica, le spese pubblicitarie, durante il lockdown, hanno subito un notevole calo, calo peraltro che si è registrato in quasi tutte le altre realtà economiche.

L'articolo 57 bis del D.L. 50/2017 aveva introdotto un credito di imposta spettante a a fronte di sostenimento di costi per campagne pubblicitarie su stampa quotidiana e periodica e on line (stampa nazionale o locale), emittenti televisive o radiofoniche locali.

L'articolo 57 bis del D.L. 50/2017 veniva modificato nel corso del 2020 dal D.L. 18/2020, ulteriormente modificato dall'articolo 186 del D.L. 19.5.2020 n. 34 - convertito dalla legge 17 luglio 2020 n. 77.
Informazioni sintetiche sul credito di imposta



Stanziamento massimo previsto dallo Stato
60 milioni di euro *


Chi può fruire del credito di imposta

Imprese (indipendentemente dal regime contabile)
Professionisti[continua sul sito]
La legge 77/2020 ha esteso la validità dei congedi parentali COVID-19, introdotti con il DL Cura Italia, fino al 31 agosto 2020, aumentandone i giorni fruibili da 15 a 30.
All'articolo 72 del DL Cura Italia vengono illustrati i requisiti e le modalità con cui usufruire i suddetti permessi:

il congedo parentale COVID-19 prevede un'indennità pari al 50% della retribuzione per lavoratori pubblici, privati e autonomi con figli fino a 12 anni di età;
può essere richiesto da entrambi i genitori per periodi alternati, cioè può essere fruito da un solo genitore, oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni;
nel caso in cui i congedi vengano riconosciuti, possono essere usufruiti in maniera giornaliera o oraria dal 5 marzo 2020 al 31 agosto 2020, per un massimo di 30 giorni.

Attenzione: in base alla circolare INPS n.139 del 2002, nei periodi di congedo parentale si computano anche gli eventuali giorni festivi o non lavorativi che ricadano al loro interno. Questo significa, ad esempio, che il lavoratore che richiede un congedo di due settimane consecutive (lavorative, dal lunedì della prima settimana al venerdì della seconda... [continua sul sito]
(Circolare Ministero dell'Interno del 30 maggio 2020). Il Decreto Rilancio ha introdotto una procedura di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno scaduto (a proposito, vi suggeriamo il nostro articolo a riguardo).

Il 30 maggio il Ministero dell'Interno ha pubblicato una circolare per definire le modalità per la presentazione delle istanze di regolarizzazione. Riportiamo di seguito le novità introdotte:

LIMITI DI REDDITO
Sono stati specificati i limiti di reddito minimo per i datori di lavoro interessati. Tali limiti sono individuati in:

Reddito imponibile minimo non inferiore a 30.000 euro, per i settori produttivi agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse.
Reddito non inferiore a 20.000 euro, per i settori del lavoro domestico o di assistenza alla persona (in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito), e non inferiore a 27.000 euro, in caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi.

Tali limiti non si applicano al datore di lavoro affetto da patologie o disabilità che ne limitano l'autosufficienza, che presenta l'istanza... [continua sul sito]
La conversione in Legge del D.L. 124/2019 conferma che i crediti IRPEF-IRES-IRAP di importo superiore ai 5.000 euro (da vedere poi se sottoposti a visto di conformità, se non sottoposti a visto secondo il punteggio ISA di quale anno) seguono la stessa sorte del credito IVA, e cioè che potranno essere utilizzati in compensazione unicamente trascorsi dieci giorni dalla data di presentazione "telematica" della dichiarazione, come testualmente indicato nella Nota di Lettura 102 del Senato (1).

Il caso concreto - sino al 2019
Il 2 gennaio 2019 il professionista XY redigeva "a spanne" la propria dichiarazione dei redditi per l'anno 2018 da cui risultava un reddito di 100.000 euro e stimava un massimo di Irpef dovuta di 36.000 euro, risultvano però 53.000 euro di ritenute di acconto, quindi la dichiarazione "a spanne" evidenziava 17.000 euro di credito Irpef; XY prudenzialmente già dai versamenti di IVA, contibuti per il personale etc. con scadenza 16 febbraio 2019 iniziava ad utilizzare un credito di 15.000 euro di Irpef, sino ad esaurimento di tale credito. A luglio 2019 XY redigeva la dichiarazione in versione definitiva, determinava l'esatto credito... [continua sul sito]
La conversione in Legge del D.L. 124/2019 conferma che i crediti IRPEF-IRES-IRAP di importo superiore ai 5.000 euro (da vedere poi se sottoposti a visto di conformità, se non sottoposti a visto secondo il punteggio ISA di quale anno) seguono la stessa sorte del credito IVA, e cioè che potranno essere utilizzati in compensazione unicamente trascorsi dieci giorni dalla data di presentazione "telematica" della dichiarazione, come testualmente indicato nella Nota di Lettura 102 del Senato (1).

Il caso concreto - sino al 2019
Il 2 gennaio 2019 il professionista XY redigeva "a spanne" la propria dichiarazione dei redditi per l'anno 2018 da cui risultava un reddito di 100.000 euro e stimava un massimo di Irpef dovuta di 36.000 euro, risultvano però 53.000 euro di ritenute di acconto, quindi la dichiarazione "a spanne" evidenziava 17.000 euro di credito Irpef; XY prudenzialmente già dai versamenti di IVA, contibuti per il personale etc. con scadenza 16 febbraio 2019 iniziava ad utilizzare un credito di 15.000 euro di Irpef, sino ad esaurimento di tale credito. A luglio 2019 XY redigeva la dichiarazione in versione definitiva, determinava l'esatto credito... [continua sul sito]