La conversione in Legge del D.L. 124/2019 conferma che i crediti IRPEF-IRES-IRAP di importo superiore ai 5.000 euro (da vedere poi se sottoposti a visto di conformità, se non sottoposti a visto secondo il punteggio ISA di quale anno) seguono la stessa sorte del credito IVA, e cioè che potranno essere utilizzati in compensazione unicamente trascorsi dieci giorni dalla data di presentazione "telematica" della dichiarazione, come testualmente indicato nella Nota di Lettura 102 del Senato (1).

Il caso concreto - sino al 2019
Il 2 gennaio 2019 il professionista XY redigeva "a spanne" la propria dichiarazione dei redditi per l'anno 2018 da cui risultava un reddito di 100.000 euro e stimava un massimo di Irpef dovuta di 36.000 euro, risultvano però 53.000 euro di ritenute di acconto, quindi la dichiarazione "a spanne" evidenziava 17.000 euro di credito Irpef; XY prudenzialmente già dai versamenti di IVA, contibuti per il personale etc. con scadenza 16 febbraio 2019 iniziava ad utilizzare un credito di 15.000 euro di Irpef, sino ad esaurimento di tale credito. A luglio 2019 XY redigeva la dichiarazione in versione definitiva, determinava l'esatto credito... [continua sul sito]
La conversione in Legge del D.L. 124/2019 conferma che i crediti IRPEF-IRES-IRAP di importo superiore ai 5.000 euro (da vedere poi se sottoposti a visto di conformità, se non sottoposti a visto secondo il punteggio ISA di quale anno) seguono la stessa sorte del credito IVA, e cioè che potranno essere utilizzati in compensazione unicamente trascorsi dieci giorni dalla data di presentazione "telematica" della dichiarazione, come testualmente indicato nella Nota di Lettura 102 del Senato (1).

Il caso concreto - sino al 2019
Il 2 gennaio 2019 il professionista XY redigeva "a spanne" la propria dichiarazione dei redditi per l'anno 2018 da cui risultava un reddito di 100.000 euro e stimava un massimo di Irpef dovuta di 36.000 euro, risultvano però 53.000 euro di ritenute di acconto, quindi la dichiarazione "a spanne" evidenziava 17.000 euro di credito Irpef; XY prudenzialmente già dai versamenti di IVA, contibuti per il personale etc. con scadenza 16 febbraio 2019 iniziava ad utilizzare un credito di 15.000 euro di Irpef, sino ad esaurimento di tale credito. A luglio 2019 XY redigeva la dichiarazione in versione definitiva, determinava l'esatto credito... [continua sul sito]
L'articolo 58 del D.L. 124/2019 prevede, a decorrere dal periodo di imposta in corso, che il versamento degli acconti IRPEF - IRAP per i soggetti cui si applicano gli ISA e per i soci partecipanti a società soggette ad ISA, avvengano in misura pari al 100% dell'imposta, suddivisi in due rate, di cui una con scadenza il prossimo 2 dicembre, pari al 50% dell'imposta dovuta relativamente all'anno precedente. Per l'anno in corso non dovrebbero esservi mutamenti nel versamento dell'acconto, in quanto quasi tutti i contribuenti hanno versato il 40% in precedenza e verseranno, quindi, il 60% alla scadenza del 2 dicembre 2019.

Di seguito una tabella riportante la misura degli acconti, con evidenziate in colore giallo le "nuove misure" degli acconti.




Imposta/contributo
% complessiva da versare in acconto
% versata in acconto a luglio- agosto
% da versare entro il 30 novembre


IRPEF - IRAP
(persone fisiche e società di persone - SNC - SAS )
100%
40%
60%


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L'articolo 58 del D.L. 124/2019 prevede, a decorrere dal periodo di imposta in corso, che il versamento degli acconti IRPEF - IRAP per i soggetti cui si applicano gli ISA e per i soci partecipanti a società soggette ad ISA, avvengano in misura pari al 100% dell'imposta, suddivisi in due rate, di cui una con scadenza il prossimo 2 dicembre, pari al 50% dell'imposta dovuta relativamente all'anno precedente. Per l'anno in corso non dovrebbero esservi mutamenti nel versamento dell'acconto, in quanto quasi tutti i contribuenti hanno versato il 40% in precedenza e verseranno, quindi, il 60% alla scadenza del 2 dicembre 2019.

Di seguito una tabella riportante la misura degli acconti, con evidenziate in colore giallo le "nuove misure" degli acconti.




Imposta/contributo
% complessiva da versare in acconto
% versata in acconto a luglio- agosto
% da versare entro il 30 novembre


IRPEF - IRAP
(persone fisiche e società di persone - SNC - SAS )
100%
40%
60%


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La fatturazione elettronica
L'articolo 15 del D.L. 124/2019 proroga a tutto il 2020 il divieto di emettere la fattura elettronica in ambito sanitario, per i soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, si tratta in pratica del divieto di emettere la FTE nei confronti di soggetti "privati", rammentando che il D.L. 14/12/2018 n. 135 (art. 9 bis comma 2) aveva inoltre previsto che il divieto si applicava anche ai soggetti che non sono tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche.

Dal 1° luglio 2020 la trasmissione di corrispettivi per le prestazioni sanitarie
Il comma 2 dell'art. 15 del D.L. 124/2019 va invece a modificare l'art. 2 comma 6 quater del D.lgs. 5/8/2015 n. 127: per quanto di nostra comprensione dal 1° luglio 2020 i soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria effettueranno l'invio dei dati con l'utilizzo dei "nuovi registratori di cassa" in grado di trasmettere telematicamente i dati relativi ai corrispettivi giornalieri; considerato la tipologia dei dati da trasmettere e le codifiche... [continua sul sito]
La fatturazione elettronica
L'articolo 15 del D.L. 124/2019 proroga a tutto il 2020 il divieto di emettere la fattura elettronica in ambito sanitario, per i soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, si tratta in pratica del divieto di emettere la FTE nei confronti di soggetti "privati", rammentando che il D.L. 14/12/2018 n. 135 (art. 9 bis comma 2) aveva inoltre previsto che il divieto si applicava anche ai soggetti che non sono tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche.

Dal 1° luglio 2020 la trasmissione di corrispettivi per le prestazioni sanitarie
Il comma 2 dell'art. 15 del D.L. 124/2019 va invece a modificare l'art. 2 comma 6 quater del D.lgs. 5/8/2015 n. 127: per quanto di nostra comprensione dal 1° luglio 2020 i soggetti tenuti all'invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria effettueranno l'invio dei dati con l'utilizzo dei "nuovi registratori di cassa" in grado di trasmettere telematicamente i dati relativi ai corrispettivi giornalieri; considerato la tipologia dei dati da trasmettere e le codifiche... [continua sul sito]
Si rammenta che dal 1° luglio 2018 il pagamento di stipendi, anticipi etc., qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro (incluse le collaborazioni coordinate e continuative, i contratti di lavoro in qualsiasi forma instaurati dalle cooperative con i propri soci), dovrà avvenire con strumenti "tracciabili" (bonifico, strumenti di pagamento elettronici, assegno intestato e consegnato direttamente al lavoratore). LA FIRMA DEL LAVORATORE SULLA BUSTA PAGA NON COSTITUISCE PROVA DELL'AVVENUTO PAGAMENTO DELLA RETRIBUZIONE .

In caso di violazione di applica al datore di lavoro la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro, definibile ai sensi della Legge 689/1981 con oblazione entro 60 giorni pari ad un terzo del massimo, cioè 1.667 euro.

Sono esclusi dalla disposizione i pagamenti effettuati da soggetti "privati" per gli addetti ai servizi domestici (colf, badanti etc.).
Gli assegni bancari e postali superiori a 999,99 euro devono recare lindicazione del beneficiario e la clausola di non trasferibilità (articolo 49 comma 5 del D.lgs. 231).



TABELLA LIMITI PAGAMENTI IN CONTANTI... [continua sul sito]
Si rammenta che dal 1° luglio 2018 il pagamento di stipendi, anticipi etc., qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro (incluse le collaborazioni coordinate e continuative, i contratti di lavoro in qualsiasi forma instaurati dalle cooperative con i propri soci), dovrà avvenire con strumenti "tracciabili" (bonifico, strumenti di pagamento elettronici, assegno intestato e consegnato direttamente al lavoratore). LA FIRMA DEL LAVORATORE SULLA BUSTA PAGA NON COSTITUISCE PROVA DELL'AVVENUTO PAGAMENTO DELLA RETRIBUZIONE .

In caso di violazione di applica al datore di lavoro la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro, definibile ai sensi della Legge 689/1981 con oblazione entro 60 giorni pari ad un terzo del massimo, cioè 1.667 euro.

Sono esclusi dalla disposizione i pagamenti effettuati da soggetti "privati" per gli addetti ai servizi domestici (colf, badanti etc.).
Gli assegni bancari e postali superiori a 999,99 euro devono recare lindicazione del beneficiario e la clausola di non trasferibilità (articolo 49 comma 5 del D.lgs. 231).



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