La Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021, art. 1, c. 121) ha previsto, in via eccezionale, per i periodi di paga dal 01/01/2022 al 31/12/2022, un esonero sulla quota dei contributi INPS (in particolare la quota IVS, ovvero l’aliquota di finanziamento invalidità, vecchiaia e superstiti) a carico dei dipendenti dello 0,8%.

L’esonero è riconosciuto per i soli rapporti di lavoro dipendente a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima.

Sono agevolabili tutti i rapporti di lavoro dipendente, compresi gli apprendisti, già in essere e quelli che si costituiranno nel 2022.

Per le Cooperative (es. Cooperative DPR 602/1970, Cooperative Piccola pesca L. 250/1958) ai soci lavoratori spetta l’esonero dello 0,8% se, oltre ad essere soci, sono dipendenti.

Sono esclusi:

i rapporti di lavoro domestico
lavoro autonomo e collaborazioni, compresi quelli dei settori Spettacolo e Sportivi professionisti.

La soglia di reddito… [continua sul sito]

L’Assegno unico e universale è un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. L’importo spettante varia in base alla condizione economica del nucleo familiare sulla base di ISEE valido al momento della domanda, tenuto conto dell’età e del numero dei figli nonché di eventuali situazioni di disabilità dei figli.

L’Assegno è stato definito unico, poiché è finalizzato alla semplificazione e al contestuale potenziamento degli interventi diretti a sostenere la genitorialità e la natalità, e universale in quanto viene garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico, anche in assenza di ISEE o con ISEE superiore alla soglia di euro 40mila.

L’Assegno unico e universale spetta ai nuclei familiari in cui ricorrono le seguenti condizioni:

per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, decorre dal settimo mese di gravidanza;
per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni che:

frequenti un corso di formazione… [continua sul sito]

Dal 22 ottobre 2021 al 31 dicembre 2021 è stato creato uno specifico congedo parentale destinato ai genitori lavoratori con figli conviventi di età minore di anni 14 con patologia SARS CoV2, in quarantena da contatto o con la propria attività didattica o educativa in presenza sospesa. Il Messaggio Inps n. 4564 del 21.12.2021 comunica le modalità operative per presentare domanda di congedo parentale per genitori lavoratori con figli affetto da Covid.
 

REQUISITI PER AVER DIRITTO ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

Il congedo può essere utilizzato anche dai genitori lavoratori affidatari i quali rientrino in una delle seguenti categorie:

lavoratori dipendenti
lavoratori iscritti iscritti alla gestione separata in percentuale prevalente
genitori lavoratori autonomi

I genitori con figli con disabilità affetti da SARS CoV-2, in quarantena da contatto, con attività didattica o educativa in presenza sospesa, o con chiusura del centro diurno assistenziale possono usufruire di tale congedo senza il rispetto dei limiti di età del figlio e senza il requisito della convivenza.

Si… [continua sul sito]

Com’è noto  l’ INPS sosteneva che la base imponibile per il calcolo dei contributi dovuti dagli iscritti nelle gestioni previdenziali degli artigiani e commercianti fosse costituita da tutti i redditi di impresa, comprendendo in tali redditi anche la quota del reddito dichiarato fiscalmente da società a responsabilità limitata,  anche nel caso in cui tali utili non fossero oggetto di distribuzione  (cfr. la Circolare Inps 102 del 12 giugno 2003 – paragrafo 2); norma assolutamente assurda poiché si andavano a sottoporre a contribuzione redditi che non sono certo classificabili tra i redditi di impresa ma bensì tra i redditi di capitale.

Ne nasceva, nel corso degli anni, un rilevante e corposo contenzioso tra iscritti che detenevano partecipazioni in più di una società a responsabilità limitata  in quanto solo in una di esse, eventualmente, il socio avrebbe potuto prestato la propria opera lavorativa con carattere di continuità e prevalenza, oppure tra titolare di ditta individuale che deteneva partecipazioni anche in una s.r.l., mentre l’Inps indicava che formavano base imponibile per l’obbligo di contribuzione anche gli utili  “maturati ma non riscossi”… [continua sul sito]

L’articolo 1, commi 201 e 22 della Legge 178 del 30.12.2020 (legge di bilancio) ha istituito un fondo di iniziali 1 miliardo di euro, destinato a finanziare l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per il 2021 di

artigiani
commercianti
professionisti Inps gest. separata
professionisti iscritti in Casse di Previdenza

La Legge di bilancio 2021 prevede che le categorie di cui sopra siano esentate per il 2021 dal pagamento dei contributi previdenziali qualora nel 2019:

abbiano un reddito complessivo non superiore ad euro 50.000 nel 2019
abbiano subito un calo di fatturato/corrispettivi nel 2020 superiore al 33% rispetto all’anno 2019.

Le modalità attuative erano e sono  delegate all’emanazione di un decreto attuativo da emanarsi di concerto tra  Ministero delle Finanze e Ministero del Lavoro, decreto che puntualmente non è stato emanato.

L’Inps, peraltro, ha emanato la circolare  09.02.2021 n. 17 circa la contribuzione 2021 dovuta da artigiani e commercianti, senza un minimo accenno alle disposizioni di cui sopra.

In… [continua sul sito]

Con il  messaggio n. 4231 del 12 novembre 2020 L’INPS comunica quali sono i pensionati tenuti a dichiarare entro il 30 novembre 2020 i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2019:

Sono esclusi dall’obbligo di dichiarazione dei i redditi da lavoro autonomo conseguiti nell’anno 2019 unicamente i seguenti soggetti:

i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994;
i titolari di pensione di vecchiaia.
i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo,
i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima,
i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni. Ai fini dei 40 anni è utile anche la contribuzione relativa a periodi successivi alla decorrenza… [continua sul sito]

Se provassimo a chiedere ad un neo laureato in Italia quali sono le sue aspettative per la pensione, molto probabilmente non otterremmo una risposta molto ottimista. Complice un po’ il mutamento dei criteri di calcolo e lo spostamento dell’età pensionabile, un po’ il terrorismo mediatico, la speranza nel futuro tende ad essere smorzata nella tipica espressione “chissà se ci arriverò!”.

In realtà però l’INPS mette a disposizione dei giovani numerose possibilità di riscatto dei periodi contributivi, che permettono di anticipare notevolmente il diritto alla pensione, addirittura riconoscendo ai fini pensionistici periodi non lavorati e accreditando periodi che sarebbero altrimenti persi. Attenzione: non limitano in alcun modo l’ammontare finale della pensione!

Oggi vogliamo segnalare due opportunità, purtroppo poco conosciute, che permettono ad un giovane, con qualche sacrificio, di investire notevolmente sul proprio futuro (non è un’esagerazione: nel caso di un giovane che abbia iniziato a lavorare a 16 anni, potrebbe essere possibile riscattare fino a 10 anni di contributi!)

1. Riscatto dei periodi non coperti da contribuzione (vale solo fino al 31/12/2021!)

Periodo riscattabile: (possibilità valida solo per i soggetti privi di anzianità contributiva al 31/12/1995)… [continua sul sito]

Consigliabile quindi attivarsi per ottenere lo SPID in tempi rapidi. Con circolare n. 87 del 17/07/2020 l’Inps ha comunicato lo switch-off (cioè la dismissione) del codice PIN che verrà sostituito dallo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

In pratica ad oggi i cittadini, le imprese e gli intermediari accedono ai servizi del portale dell’INPS attraverso un codice identificativo ed un codice Pin; attualmente l’accesso ai servizi avviene anche con la CNS (Carta Nazionale dei Servizi), la Carta di identità elettronica e lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà “nuovi” codici Pin per consentire l’accesso ai servizi, che sarà consentito soltanto con lo SPID, fatto salvo l’accesso con codice Pin per coloro che non possono richiedere lo SPID (ad esempio i minori oppure i soggetti extracomunitari); dal 1° ottobre 2020 sarà possibile l’accesso ai servizi per coloro che sono già in possesso del codice PIN fino alla data che sarà successivamente comunicata dall’INPS.

Cos’è il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID)
E’ un sistema che permette di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione, utilizzando… [continua sul sito]