(dalla newsletter del Garante del 6 febbraio 2024)
I datori di lavoro pubblici e privati che per la gestione della posta elettronica utilizzano programmi forniti anche in modalità cloud da oggi hanno a disposizione nuove indicazioni utili a prevenire trattamenti di dati in contrasto con la disciplina sulla protezione dei dati e le norme che tutelano la libertà e la dignità dei lavoratori.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha infatti adottato un documento di indirizzo denominato “Programmi e servizi informatici di gestione della posta elettronica nel contesto lavorativo e trattamento dei metadati” rivolto ai datori di lavoro pubblici e privati.
Il documento nasce a seguito di accertamenti effettuati dall’Autorità dai quali è emerso che alcuni programmi e servizi informatici per la gestione della posta elettronica, commercializzati da fornitori anche in modalità cloud, sono configurati in modo da raccogliere e conservare – per impostazione predefinita, in modo preventivo e generalizzato – i metadati relativi all’utilizzo degli account di posta elettronica dei dipendenti (ad esempio, giorno, ora, mittente, destinatario, oggetto e dimensione… [continua sul sito]
Il servizio supporto di AteneoWeb riceve a volte segnalazioni di utenti che lamentano la mancata ricezione delle nostre newsletter o comunicazioni importanti. Suggeriamo alcuni semplici passaggi, prendendo come esempio il client web di Gmail, ma facilmente generalizzabili agli altri sistemi di posta elettronica.
Prima di entrare in dettaglio su come evitare che mail importanti ci sfuggano, chiariamo cosa sono e a cosa servono le cartelle “Posta in arrivo”, “SPAM” e “Promozioni”.
Posta in arrivo: in questa cartella vengono recapitati tutti i messaggi personali che è bene tenere in evidenza per non rischiare di perdere comunicazioni importanti
Promozioni: qui, sempre secondo le intenzioni di Gmail dovrebbero essere recapitati i messaggi non “personali”, cioè promozionali o non espressamente inviati al destinatario.
SPAM: in questa cartella Google e gli altri client di posta dovrebbero mettere tutti i messaggi che l’utente non vorrebbe ricevere (secondo algoritimi di valutazione di Gmail) in parte influenzabili dall’utete
Il problema è che a volte, indipendemente dalla volontà dell’utente e dalle impostazioni degli algoritmi automatici di Gmail, qualche messaggio sfugge alle regole e viene spostato nella cartella SPAM, con il concreto rischio per l’utente di non essere… [continua sul sito]
