È una fase particolarmente delicata per la politica monetaria dell’eurozona. Il consiglio direttivo della Bce è diviso come sempre tra “falchi” – che spingono per una svolta restrittiva – e le “colombe” – che sperano nella continuità per favorire dei tassi bassi. Mentre però fino a qualche mese fa il tasso di inflazione e la crisi economica facevano propendere l’asticella per i secondi, ad oggi le condizioni sono cambiate in favore dei primi, rendendo il dibattito meno scontato.

Il tasso di inflazione dell’Eurozona ha infatti toccato il 3,0% nel mese di agosto 2021, in netta salita rispetto al 2,2% del mese di luglio. Il “merito” è quasi integralmente della dinamica dei beni energetici, che hanno raggiunto il 15,4% di variazione del prezzo rispetto all’anno precedente. Anche in Italia l’inflazione è stata ritoccata al rialzo dalle statistiche Istat. Quest’ultime parlano di un tasso di inflazione al 2,0% su base annua ad agosto, in aumento rispetto all’1,9% di luglio. Anche qui la componente energetica la fa da padrona con un +19,8% nei beni energetici e un +34,4% per la componente regolamentata. Se l’Italia si piazza sotto la media dell’Eurozona, in Germania – rappresentante… [continua sul sito]

Nel 2020 l’intervento fiscale dello Stato ha ridotto la diseguaglianza dei redditi del 14,1 punti dell’indice di Gini. È ciò che emerge dalla simulazione pubblicata dall’Istat martedì 27 luglio, “La redistribuzione del reddito in Italia”, che cerca di determinare l’impatto delle politiche pubbliche di sostegno al reddito, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva e dei trasferimenti monetari durante il 2020. Una statistica importante nell’anno in cui il governo italiano ha registrato il rapporto deficit/Pil più elevato dall’inizio degli anni ’90 (-9,5%), chiudendo per ovvi motivi un bilancio estremamente espansivo nel tentativo di arginare le conseguenza della profonda recessione legata alle prime ondate del Covid-19.

Stando alle simulazioni Istat, in Italia la misura della diseguaglianza del reddito primario è pari ad un indice di Gini di 0,443 (in corrispondenza dello zero si registra la distribuzione dei redditi perfettamente egualitaria, in corrispondenza dell’1 la massima disuguaglianza). Ebbene, l’intervento pubblico nel 2020 ha permesso di comprimere questa disuguaglianza dello 0,141, scendendo dopo trasferimenti e prelievi a 0,302. La grande differenza… [continua sul sito]