È una fase particolarmente delicata per la politica monetaria dell’eurozona. Il consiglio direttivo della Bce è diviso come sempre tra “falchi” – che spingono per una svolta restrittiva – e le “colombe” – che sperano nella continuità per favorire dei tassi bassi. Mentre però fino a qualche mese fa il tasso di inflazione e la crisi economica facevano propendere l’asticella per i secondi, ad oggi le condizioni sono cambiate in favore dei primi, rendendo il dibattito meno scontato.
Il tasso di inflazione dell’Eurozona ha infatti toccato il 3,0% nel mese di agosto 2021, in netta salita rispetto al 2,2% del mese di luglio. Il “merito” è quasi integralmente della dinamica dei beni energetici, che hanno raggiunto il 15,4% di variazione del prezzo rispetto all’anno precedente. Anche in Italia l’inflazione è stata ritoccata al rialzo dalle statistiche Istat. Quest’ultime parlano di un tasso di inflazione al 2,0% su base annua ad agosto, in aumento rispetto all’1,9% di luglio. Anche qui la componente energetica la fa da padrona con un +19,8% nei beni energetici e un +34,4% per la componente regolamentata. Se l’Italia si piazza sotto la media dell’Eurozona, in Germania – rappresentante… [continua sul sito]



