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inflazione – Studio Paolisso & Partners
L'aumento dei prezzi erode il potere d'acquisto degli italiani, cui reddito disponibile ha comunque registrato una variazione leggermente positiva.

Secondo le recenti rilevazioni Istat, nel primo trimestre del 2022 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto del 2,6% rispetto al periodo precedente. Ciò non toglie il pesante impatto che sta avendo l'aumento dei prezzi sulle reali disponibilità di spesa delle famiglie. L'aumento del deflatore implicito dei consumi finali erode infatti l'aumento del potere d'acquisto ad un +0,3%. Nei primi tre mesi del 2022, poi, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 12,6%, in crescita rispetto alla fine del 2021. Ricapitolando, il reddito disponibile lordo della famiglie è aumentato del 5,9% rispetto all'anno precedente, con una spesa per consumi lordi cresciuta di ben il 12,1% e l'aumento degli investimenti fissi lordi pari a +25,5%.

Sulle famiglie a pesare è soprattutto l'aumento dei prezzi al consumo. Nel mese di giugno il tasso di inflazione si è attestato sull'8,0%, livello che non si registrava dal mese di gennaio 1986. Più contenuta ma sempre crescente anche... [continua sul sito]
Nel mese di maggio 2022 il tasso di inflazione torna a salire, facendo segnare un aumento del 6,9% negli ultimi dodici mesi. L'aumento dell'indice dei prezzi al consumo è particolarmente rilevante per due ragioni. Da una parte il tasso di inflazione nel mese di aprile si era fermato a +6,0%, realizzando così a maggio un incremento di quasi un punto percentuale. Dall'altra è da segnalare il confronto storico: non si registrava un tasso di inflazione tanto sostenuto dal mese di marzo 1986, quando l'indice dei prezzi al consumo era cresciuto del 7,0% su base annua. Numeri risalenti ad un'altra epoca e oggi dettati ancora una volta principalmente dalla corsa dei beni energetici.

Questi ultimi fanno infatti registrare un aumento del 42,2% negli ultimi dodici mesi, in rialzo rispetto ai numeri di aprile (+39,5%). I beni energetici regolamentati imprimono la spinta più profonda all'indice, con un +64,3% rispetto al 2021.

A tal proposito può essere utile analizzare l'andamento dei prezzi all'ingrosso dell'energia, così da comprendere preventivamente se anche nelle statistiche di giugno dovremo mettere in conto un delta rilevante. Secondo i dati forniti da... [continua sul sito]
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza procede più lentamente del previsto, complici le tensioni sul fronte delle materie prime e l'aumento del tasso di inflazione.

Stando alle stime dell'Ufficio parlamentare di bilancio infatti la realizzazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza sarebbe inferiore a quanto ipotizzato dal governo. Per la precisione, si erano ipotizzati interventi per 13,7 miliardi di euro (tra sovvenzioni a fondo perduto e prestiti aggiuntivi). Allo stato dell'arte ne sarebbero però stati spesi solo 5,1 miliardi, riguardanti per lo più progetti già in essere.

"Già negli ultimi mesi l'economia internazionale risentiva di frizioni nella logistica, di colli di bottiglia nell'offerta e di fortissimi aumenti dei costi energetici, i cui rischi prospettici sono oggi inaspriti dal conflitto russo-ucraino", scrive l'Upb. "I rincari e, in alcuni casi, la carenza di materie prime e beni intermedi acuiscono anche il rischio connesso all'ipotesi dell'integrale, tempestiva ed efficiente attuazione dei progetti di investimento del PNRR".

L'ufficio studi si dice però ottimista sul medio termine, facendosi... [continua sul sito]
Il 2021 non è stato sufficiente a far recuperare il crollo della spesa dei consumi delle famiglie italiane registrato nel 2020. Secondo la stima preliminare dell'Istat infatti la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia è stata pari a 2.439 euro nel 2021. Una cifra più alta del 4,7% rispetto al 2020, quando la media si fermava a 2.328 euro. Una crescita rilevante che porta la media mensile più vicina ma non ancora ai livelli del 2019. Nell'anno precedente alla crisi del Covid le famiglie italiane spendevano 2.560 euro al mese. La dinamica va comunque soppesata con la dinamica dell'inflazione, tornata decisamente rilevante all'interno delle statistiche: tolto l'aumento dell'indice dei prezzi al consumo la crescita della spesa delle famiglie si riduce ad un +2,8% rispetto al 2020. Come per altre categorie di rilevazioni statistiche, anche questa media risente di un sensibile discostamento delle tre diverse macroaree della Penisola: al Nord la spesa delle famiglie raggiunge i 2.676 euro mensili, al Centro i 2.588 euro e al Sud "soli" 1.985 euro complessivi.

C'è un elemento di cui bisogna tenere conto in questa analisi. La voce della spesa delle famiglie... [continua sul sito]
Non si ferma la corsa dei prezzi in Italia che nel mese di gennaio hanno registrato un nuovo picco. secondo le ultime rilevazioni dell'Istat, nel primo mese dell'anno l'indice dei prezzi al consumo è aumentato dell'1,6% su base mensile e del 4,8% rispetto allo stesso mese del 2021. Non si registrava un salto di questa portata addirittura dall'aprile 1996. A trainare l'aumento dei prezzi restano i beni energetici. Se questi ultimi nel mese di dicembre risultavano essere il 29,1% più alti rispetto all'anno precedente, nel mese di gennaio l'aumento è salito al 38,6%. Impressionante la dinamica della componente regolamentata, passata dal già +41,9% di dicembre ad un +94,6% a gennaio che non ha alcun precedente nella serie storica dell'Istat per violenza e velocità. I beni energetici non regolamentati si limitano - per così dire - ad un +22,9% che tuttavia non permette di certo di far rientrare l'aumento dei prezzi.

Così come nei precedenti aggiornamenti, l'aumento dell'indice dei prezzi al consumo ha toccato anche altre voci, non limitandosi all'universo dell'energia. I beni alimentari non lavorati hanno accelerato l'aumento dei prezzi da +2,3% a +3,6%. L'inflazione... [continua sul sito]
A novembre l'inflazione tocca il 3,8% su base annua, riportando l'accelerazione dei prezzi al 2008.

Non si placa la furia dell'indice dei prezzi al consumo che, anche a novembre, fa segnare una impennata. A dirlo è l'ultimo aggiornamento dell'Istat, cui stime fissano l'inflazione del penultimo mese dell'anno a +3,8% su base annua e a +0,7% rispetto a ottobre. La salita dell'indice dei prezzi al consumo non è una novità, è stato anzi il trend di questa seconda metà del 2021. Tuttavia il dato di novembre racchiude in sé alcune novità rilevanti da sottolineare.

Non rappresenta certamente una di queste novità il prezzo dell'energia che resta la variabile responsabile di gran parte dell'aumento dell'indice. I beni energetici hanno fatto segnare un aumento del 30,7% rispetto a novembre 2020, quando in ottobre la variazione tendenziale si limitava a +24,9%. In questo ambito il dato di discontinuità con gli aggiornamenti precedenti è rappresentato dall'inversione di marcia della componente regolamentata passata da +42,3% a +41,8%. Consistente invece il salto dei prezzi della componente non regolamentata che in ottobre cresceva del 15,0%, diventato +24,3%... [continua sul sito]
È una fase particolarmente delicata per la politica monetaria dell'eurozona. Il consiglio direttivo della Bce è diviso come sempre tra "falchi" - che spingono per una svolta restrittiva - e le "colombe" - che sperano nella continuità per favorire dei tassi bassi. Mentre però fino a qualche mese fa il tasso di inflazione e la crisi economica facevano propendere l'asticella per i secondi, ad oggi le condizioni sono cambiate in favore dei primi, rendendo il dibattito meno scontato.

Il tasso di inflazione dell'Eurozona ha infatti toccato il 3,0% nel mese di agosto 2021, in netta salita rispetto al 2,2% del mese di luglio. Il "merito" è quasi integralmente della dinamica dei beni energetici, che hanno raggiunto il 15,4% di variazione del prezzo rispetto all'anno precedente. Anche in Italia l'inflazione è stata ritoccata al rialzo dalle statistiche Istat. Quest'ultime parlano di un tasso di inflazione al 2,0% su base annua ad agosto, in aumento rispetto all'1,9% di luglio. Anche qui la componente energetica la fa da padrona con un +19,8% nei beni energetici e un +34,4% per la componente regolamentata. Se l'Italia si piazza sotto la media dell'Eurozona, in Germania - rappresentante... [continua sul sito]
I beni energetici continuano a trainare l'indice dei prezzi al consumo, portando il tasso di inflazione al livello più alto da gennaio 2013 e ponendo interrogativi sulle prospettive dei mesi autunnali. Con il suo ultimo aggiornamento Istat ha reso noto che nel mese di agosto 2021 il tasso di inflazione è salito dello 0,5% rispetto a luglio e del 2,1% su agosto 2020. Il dato tendenziale ha registrato una nuova accelerazione rispetto a luglio, quando il confronto con l'anno 2020 si "fermava" a +1,9%. L'aumento dell'indice dei prezzi al consumo è un fenomeno che sta colpendo comunque tutta l'Eurozona che, sempre per il mese di luglio, ha toccato in media il 3% rispetto al 2020 (con tassi più alti nell'Europa del nord).

L'impennata dell'inflazione, perlomeno in Italia, resta però un fenomeno dai numeri contrastanti. Basta infatti eliminare dal paniere i beni energetici per scendere a +0,6%. L'inflazione "di fondo", quella più strettamente legata al ciclo economico del Paese, continua infatti ad essere contenuta sebbene sia da segnalare un suo incremento rispetto al mese di luglio, quando questo indicatore si era fermato a +0,4%. È quindi della questione energia che... [continua sul sito]
Il tasso di inflazione è salito anche a maggio, aumentando per il quinto mese consecutivo. La situazione però non è così semplice e fermarsi alla singola rilevazione potrebbe complicare la comprensione del quadro generale. Stando ai dati Istat nel mese di maggio 2021 il tasso di inflazione italiano è salito all'1,3% rispetto al 2020. Ad aprile la variazione positiva si fermava all'1,1%. Per ritrovare valori così alti è necessario tornare alla fine del 2018. All'apparenza parrebbe un ritorno dell'inflazione che potrebbe condizionare nel breve periodo sia i mercati finanziari che il sistema produttivo. Considerando la sola inflazione "di fondo", però, i valori cambiano radicalmente: l'aumento dei prezzi al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi è rimasto stabile a +0,3%. Numeri decisamente inferiori che impongono di analizzare le singole componenti dell'inflazione. I beni energetici hanno giocato un ruolo chiave nel rialzo dei primi mesi del 2021, inasprendo la salita dei prezzi anche nel mese di maggio. I beni energetici che in aprile vedevano un +9,8% rispetto al 2020, in maggio registrano un +13,8% anno su anno. Una salita così poderosa da costituire all'interno... [continua sul sito]
Nel 2020 il Pil dell'Italia è diminuito dell'8,9% rispetto al 2019, ma ora i mercati finanziari osservano con attenzione l'inflazione, salita nuovamente a febbraio a +0,6%. L'economia italiana si trova attualmente sospesa tra il passato, il tragico 2020, e il futuro, ovvero le rinnovate prospettive di inflazione per il 2021. Il mercato azionario e obbligazionario negli ultimi giorni ha subito infatti l'impatto delle aspettative sull'andamento del potere d'acquisto, specialmente negli Stati Uniti dove la ripresa dovrebbe essere più robusta rispetto all'Europa. In questo scenario l'Italia, come altri Paesi del Vecchio continente, si ritrova per il momento spettatrice passiva del verificarsi di un nuovo equilibrio sui mercati finanziari.

Partendo dal passato, ovvero come l'Italia ha superato il 2020, Istat ha fornito un quadro approfondito con il suo rapporto dedicato al Pil e all'indebitamento delle Amministrazioni pubbliche. Lo scorso anno il Pil a prezzi di mercato si è attestato a 1.651,6 miliardi di euro, ben il 7,8% in meno rispetto al 2019. In termini di volume il Prodotto interno lordo ha invece perso l'8,9%. Sempre in termini di volume la figura 1 del rapporto... [continua sul sito]