Il Piano nazionale di ripresa e resilienza procede più lentamente del previsto, complici le tensioni sul fronte delle materie prime e l’aumento del tasso di inflazione.

Stando alle stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio infatti la realizzazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza sarebbe inferiore a quanto ipotizzato dal governo. Per la precisione, si erano ipotizzati interventi per 13,7 miliardi di euro (tra sovvenzioni a fondo perduto e prestiti aggiuntivi). Allo stato dell’arte ne sarebbero però stati spesi solo 5,1 miliardi, riguardanti per lo più progetti già in essere.

“Già negli ultimi mesi l’economia internazionale risentiva di frizioni nella logistica, di colli di bottiglia nell’offerta e di fortissimi aumenti dei costi energetici, i cui rischi prospettici sono oggi inaspriti dal conflitto russo-ucraino”, scrive l’Upb. “I rincari e, in alcuni casi, la carenza di materie prime e beni intermedi acuiscono anche il rischio connesso all’ipotesi dell’integrale, tempestiva ed efficiente attuazione dei progetti di investimento del PNRR”.

L’ufficio studi si dice però ottimista sul medio termine, facendosi… [continua sul sito]

Previsioni “ottimistiche” rispetto alle altre istituzioni – sono loro stessi a definirle così – legate alla domanda interna, all’efficace utilizzo dei fondi europei e ad un favorevole andamento dei contagi. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha pubblicato la sua nota sulla congiuntura del mese di agosto, provando a prevedere l’andamento di breve-medio termine dell’economia italiana.

Nel 2021 la crescita del Pil potrebbe raggiungere il 5,8%, superando le previsioni iniziali contenute nel Def di aprile. L’Ufficio parlamentare di bilancio sostiene infatti che quest’anno l’economia italiana potrebbe beneficiare del forte incremento congiunturale del Pil del secondo trimestre. Tuttavia molto passa per il terzo trimestre che, secondo i modelli di previsione di breve periodo dell’Upb, sarebbe minacciato da una eventuale recrudescenza della pandemia ma dovrebbe continuare a registrare una espansione. Il ruolo chiave per la crescita del biennio successivo al drammatico 2020 lo avrà chiaramente la spesa pubblica, che trainerà la ripresa molto più della domanda estera (diversamente da quanto l’economia italiana ci aveva abituato nell’ultimo decennio). “Nel complesso del biennio… [continua sul sito]

Una seconda ondata potrebbe avere un impatto sulla dinamica del Pil del quarto trimestre compreso tra -3,5 e -8,0%. A dirlo è l’Ufficio parlamentare di bilancio nella sezione finale nella sua nota sulla congiuntura di ottobre 2020. Oltre a tracciare un quadro dell’attuale congiuntura economica, infatti, l’Upb ha stimato l’impatto sulla (de)crescita del Pil nel quarto trimestre di una seconda ondata di contagi di Covid-19 in Italia. La simulazione si basa sullo “stringency index”, indicatore costruito dall’Università di Oxford per tracciare le restrizioni adottate nei Paesi del mondo per fronteggiare l’epidemia. L’Upb fa notare come durante la prima ondata l’Italia abbia mostrato “un’elevata correlazione (0,89) tra la serie storica della quota di tamponi positivi e quella dello stringency index”. Attraverso la quota di tamponi positivi sul totale sarebbe quindi possibile stimare l’impatto dell’epidemia sull’economia dei singoli Paesi: “La dinamica del PIL mensile da febbraio ad oggi sembra effettivamente allineata allo stringency index; la correlazione contemporanea tra le due serie è di circa il 92 per cento, simile a quella di indicatori quantitativi come la produzione industriale”… [continua sul sito]