Previsioni “ottimistiche” rispetto alle altre istituzioni – sono loro stessi a definirle così – legate alla domanda interna, all’efficace utilizzo dei fondi europei e ad un favorevole andamento dei contagi. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha pubblicato la sua nota sulla congiuntura del mese di agosto, provando a prevedere l’andamento di breve-medio termine dell’economia italiana.

Nel 2021 la crescita del Pil potrebbe raggiungere il 5,8%, superando le previsioni iniziali contenute nel Def di aprile. L’Ufficio parlamentare di bilancio sostiene infatti che quest’anno l’economia italiana potrebbe beneficiare del forte incremento congiunturale del Pil del secondo trimestre. Tuttavia molto passa per il terzo trimestre che, secondo i modelli di previsione di breve periodo dell’Upb, sarebbe minacciato da una eventuale recrudescenza della pandemia ma dovrebbe continuare a registrare una espansione. Il ruolo chiave per la crescita del biennio successivo al drammatico 2020 lo avrà chiaramente la spesa pubblica, che trainerà la ripresa molto più della domanda estera (diversamente da quanto l’economia italiana ci aveva abituato nell’ultimo decennio). “Nel complesso del biennio… [continua sul sito]

Il mese di agosto fa registrare entrate fiscali migliori delle attese mentre l’Istat taglia le stime sulla crescita del Pil nel secondo trimestre. È a queste due facce della stessa medaglia che bisogna guardare per comprendere cosa sta accadendo all’economia italiana alle porte dell’autunno. Con un comunicato dai toni decisamente ottimisti il Ministero dell’economia e delle finanze ha reso noto come i dati provvisori sulle entrate tributarie al 20 agosto mostrino un andamento superiore alle attese. Per la precisione nel mese di agosto 2020 si è registrato un aumento del 9% delle entrate versate con il modello F24 rispetto al 2019. Questa dinamica positiva sarebbe sostenuta dal buon andamento dell’Irpef e dell’Ires versate in autoliquidazione. I dati del gettito, comunica il Mef, mostrano una crescita dell’Irpef del 3,3% e dell’Ires del 4,8%, mentre l’Irap mostra una variazione negativa del 49% (legata al cancella mento del versamento del saldo 2019 e della prima rata di acconto 2020 contenuta nel Decreto Rilancio per le imprese con fatturato inferiore a 250 milioni). Nel complesso il gettito dell’autoliquidazione risulta superiore al 2019 di circa un miliardi di euro. Il Mef parla… [continua sul sito]