Con un comunicato del 31 maggio 2022 l’ UIF ha ravvisato la necessità di analizzare profili di anomalia sui rischi di infiltrazioni di organizzazioni criminali nella fase di accesso alle misure previste nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed all’improprio utilizzo di fondi stanziati per l’attuazione del piano medesimo.

In particolare la UIF richiama le precedenti linee di indirizzo sulla prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi al Covid-19 ed al PNRR, nelle quali viene inoltre fatto rimando agli schemi rappresentativi di comportamenti anomali concernenti operatività connesse ad illeciti fiscali, documento nel quale l’UIF affermava che “Anche le indagini giudiziarie dimostrano come l’evasione fiscale rappresenti lo strumento per precostituire fondi da reinserire nel circuito economico o per agevolare più articolate condotte criminose.” analizzando schemi di anomalie quali:

utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti
frodi sull’iva intracomunitaria
frodi fiscali internazionali e altre forme di evasione fiscale internazionale
cessione di crediti fiscali fittizi e… [continua sul sito]

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza procede più lentamente del previsto, complici le tensioni sul fronte delle materie prime e l’aumento del tasso di inflazione.

Stando alle stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio infatti la realizzazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza sarebbe inferiore a quanto ipotizzato dal governo. Per la precisione, si erano ipotizzati interventi per 13,7 miliardi di euro (tra sovvenzioni a fondo perduto e prestiti aggiuntivi). Allo stato dell’arte ne sarebbero però stati spesi solo 5,1 miliardi, riguardanti per lo più progetti già in essere.

“Già negli ultimi mesi l’economia internazionale risentiva di frizioni nella logistica, di colli di bottiglia nell’offerta e di fortissimi aumenti dei costi energetici, i cui rischi prospettici sono oggi inaspriti dal conflitto russo-ucraino”, scrive l’Upb. “I rincari e, in alcuni casi, la carenza di materie prime e beni intermedi acuiscono anche il rischio connesso all’ipotesi dell’integrale, tempestiva ed efficiente attuazione dei progetti di investimento del PNRR”.

L’ufficio studi si dice però ottimista sul medio termine, facendosi… [continua sul sito]