La stima preliminare del Pil italiano pubblicata da Istat lo scorso 31 ottobre certifica una crescita dello 0,5% in termini congiunturali. Il valore è inferiore al +1,1% registrato nel secondo trimestre ma comunque superiore al +0,1% del primo trimestre. Il risultato di questa dinamica è una discesa della crescita tendenziale, giunta a +2,6% rispetto all’anno precedente. Come sottolinea la stessa Istat: “La fase espansiva del Pil prosegue pertanto per il settimo trimestre consecutivo, ma in decelerazione rispetto al secondo trimestre dell’anno. La crescita acquisita per il 2022 è pari al 3,9%”.

La crescita del terzo trimestre non cambia il quadro previsto da Banca d’Italia nel 2023, che vede una dinamica del Pil tra la stagnazione e la recessione, a seconda delle condizioni e degli scenari che dovessero verificarsi. In uno scenario avverso, infatti, Palazzo Koch stima una contrazione del Pil dell’1,5% nel 2023. Questo scenario comprende un arresto delle forniture di gas russo a partire dall’ultimo trimestre 2022, con ulteriori rincari dell’energia e rallentamento del commercio mondiale. Allo stato attuale, la prima di queste tre condizioni pare sempre più probabile… [continua sul sito]

Con un comunicato del 31 maggio 2022 l’ UIF ha ravvisato la necessità di analizzare profili di anomalia sui rischi di infiltrazioni di organizzazioni criminali nella fase di accesso alle misure previste nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ed all’improprio utilizzo di fondi stanziati per l’attuazione del piano medesimo.

In particolare la UIF richiama le precedenti linee di indirizzo sulla prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi al Covid-19 ed al PNRR, nelle quali viene inoltre fatto rimando agli schemi rappresentativi di comportamenti anomali concernenti operatività connesse ad illeciti fiscali, documento nel quale l’UIF affermava che “Anche le indagini giudiziarie dimostrano come l’evasione fiscale rappresenti lo strumento per precostituire fondi da reinserire nel circuito economico o per agevolare più articolate condotte criminose.” analizzando schemi di anomalie quali:

utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti
frodi sull’iva intracomunitaria
frodi fiscali internazionali e altre forme di evasione fiscale internazionale
cessione di crediti fiscali fittizi e… [continua sul sito]

Una rapida risoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina non avrebbe effetti strutturali sull’economia italiana ma nel caso in cui la guerra dovesse protrarsi, con uno stop alle forniture di gas, l’Italia cadrà in recessione già nel 2022. Banca d’Italia prova a orientarsi in una fase particolarmente critica a livello geopolitico, in grado di riscrivere e ribaltare previsioni e certezze nel giro di poche settimane.

Nel suo ultimo bollettino economico, Banca d’Italia traccia tre scenari macroeconomici legati all’evoluzione del conflitto russo-ucraino, con relative criticità sul fronte dell’approvvigionamento energetico. Nello scenario più favorevole Palazzo Koch ipotizza una “rapida risoluzione del conflitto”, in grado di appianare le tensioni sul mercato delle materie prime e ripristinare la fiducia nel breve termine. Si tratta ovviamente di condizioni ottimistiche, forse persino idilliache: “Dalla metà del 2022 i prezzi del gas e del petrolio tornerebbero sui livelli attesi all’inizio di gennaio, annullando gli incrementi impliciti nelle attuali quotazioni dei futures e pari a circa 40 punti percentuali nel 2022 e a 50 punti nel 2023 per il gas, e a circa il 30… [continua sul sito]

Secondo le analisi di Banca d’Italia, nei primi due mesi del 2022 si sono registrate 22mila assunzioni in più rispetto alle cessazioni di rapporti di lavoro. Un dato positivo che conferma il trend di crescita e recupero verso i numeri pre-pandemici. Nonostante ciò, Palazzo Koch rileva una “lieve flessione” nel numero di posti di lavoro creati rispetto agli ultimi mesi del 2021. Una dinamica che andrebbe oltre i pesanti effetti stagionali che si registrano a cavallo tra le due annate (chiusura dei contratti a fine 2021 e attivazione ad inizio 2022). Come registra Banca d’Italia: “Il rallentamento è stato più marcato in alcuni comparti dei servizi e in particolare nel commercio e nel turismo, penalizzati dai nuovi timori di contagio e dalle restrizioni connesse con la diffusione della variante Omicron. Il numero di attivazioni nette nell’industria è rimasto su livelli sostanzialmente simili a quelli dei mesi precedenti”.

La ripresa del mercato del lavoro in Italia è stata trainata lungo tutto il 2021 da contratti a termine. Questo fenomeno pare però si sia indebolito all’inizio del 2022, vi sono cioè segnali di riequilibrio tra le due tipologie di occupazione all’interno… [continua sul sito]

Cos’è la Banca ore

La banca ore è un sistema previsto da contratto che permette di gestire le ore di lavoro effettuate in più da un dipendente rispetto al normale orario di lavoro, con risposi compensativi invece di monetizzazione

Perché la banca ore è stata inserita nel CCNL delle Cooperative Sociali

Secondo quanto disposto dall’art. 1 comma 1 della Legge 8 novembre 1991, n. 381 e successive modificazioni, le cooperative sociali hanno come scopo di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso:

la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi, incluse le attività di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a), b), c), d), l), e p), del decreto legislativo 3 luglio2017, n. 112 –  recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale, di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), della legge 6 giugno 2016, n. 106;
(lettera così modificata dall’art. 17, comma 1, d.lgs. n. 122 del 2017)

b) lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate… [continua sul sito]

L’economia italiana continua a crescere con un buon ritmo, sebbene gli indicatori anticipatori comincino a registrare un fisiologico rallentamento nell’ultima parte del 2021. È ciò che si desume dal bollettino economico di Banca d’Italia pubblicato lo scorso 22 ottobre. Palazzo Koch stima che nel terzo trimestre la crescita del Pil sia stata superiore al 2%, sebbene a settembre l’indicatore Ita-coin abbia registrato timidi segnali di cedimento: “L’indicatore Ita-coin è sceso, pur restando largamente positivo; tale andamento risente in parte dei problemi di approvvigionamento delle imprese manifatturiere, mentre la domanda ha fornito un contributo positivo”, si legge nella nota.

In effetti nel suo ultimo bollettino economico Banca d’Italia dedica ampio spazio al tema dell’approvvigionamento delle materie prime. Stando ad un suo sondaggio condotto tra il 26 agosto e il 16 settembre su 1.500 imprese, buona parte delle aziende ritiene che la situazione economica sia migliorata rispetto alla scorsa primavera, ma un’altra consistente parte considera rilevante il problema della crisi energetica e dell’approvvigionamento dei materiali necessari a portare avanti la propria… [continua sul sito]

L’emergenza sanitaria 2020, in particolare i periodi di chiusura forzata di talune attività commerciali e la restrizione alla libera circolazione delle persone sono state le principali causa del cambiamento delle abitudini degli italiani anche in relazione agli strumenti di pagamento.

La Banca d’Italia ha pubblicato nel luglio 2021 uno studio di 31 pagine (LINK) – autori: Guerino Ardizzi, Alessandro Gambini, Andrea Nobili, Emanuele Pimpini e Giorgia Rocco – dal titolo, appunto “L’impatto della pandemia sull’uso degli strumenti di pagamento in Italia”, dal quale ci permettiamo di trarre alcuni passi significativi ed alcune immagini, ritenute anch’esse significative al di là di ogni altro commento.

Il numero di POS tra il 2014 ed il 2019 è più che raddoppiato  (rapporto 7 abitanti su 100 al centro – nord e di 4,5 su 100 nel mezzogiorno).
La quota acquisti online su quelli con carte è aumentata dal 25% di febbraio al 40% di aprile 2020.
 

Incidenza delle transazioni e commerce (dati giornalieri – valori percentuali)

Le conclusioni

I risultati mostrano… [continua sul sito]

Una ripresa graduale, con lo spettro di nuove restrizioni e chiusure. È un compito sempre più difficile quello a cui è chiamato il bollettino economico di Banca d’Italia, ovvero fotografare lo stato dell’economia italiana e provare a delineare le prospettive di breve termine. I bollettini di Palazzo Koch, come i precedenti in tempo di pandemia, faticano infatti sempre a tenere il passo con la rapida evoluzione del quadro epidemiologico, già alteratosi rispetto alla sua stesura e pubblicazione il 16 luglio scorso. Non per questo però i dati contenuti nel documento perdono di rilevanza.

Stando ai dati in possesso di Banca d’Italia, nel primo trimestre 2021 il Pil italiano sarebbe cresciuto dello 0,1% rispetto alla fine del 2020 con “significativa revisione al rialzo rispetto alla stima preliminare dell’Istat, e in linea con la valutazione di sostanziale stazionarietà fornita in aprile sulla base dei nostri indicatori ad alta frequenza”. In base ai dati disponibili al momento della stesura del bollettino, Banca d’Italia stima che “l’attività industriale abbia continuato a crescere nel secondo trimestre, riportandosi sui livelli pre-pandemici”. Istat aveva stimato… [continua sul sito]

Ad ogni aumento della disoccupazione di un punto corrisponde la riduzione della natalità di un quarto di punto e dell’immigrazione netta di oltre due punti. A causa della crisi economica legata al Covid la popolazione italiana in età lavorativa nel 2065 sarà inferiore di 1,6-3,4 milioni rispetto allo scenario base (senza pandemia), con minore crescita del Pil del 17-27%. Sono queste le previsioni shock pubblicate da Banca d’Italia nell’occasional paper “Alcune valutazioni sul probabile impatto demografico della crisi Covid-19”. Nello studio, gli autori Giacomo Caracciolo, Salvatore Lo Bello e Dario Pellegrino avanzano una stima dell’impatto della crisi economica da Covid-19 sulla demografia italiana e, di conseguenza, sulla crescita del Pil nel lungo periodo.

Gli autori hanno utilizzato una regressione lineare, mettendo in relazione il tasso di disoccupazione e di natalità italiani nel periodo compreso tra il 1980 e il 2019. Dall’operazione emerge che “in media, un aumento di 1 per cento nel tasso di disoccupazione contemporaneo è associato ad una riduzione di circa 0,22-0,24 per cento nel tasso di natalità” e che “La relazione stimata, coerentemente con i risultati… [continua sul sito]

Più del 60% delle famiglie dichiara di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese, in aumento del 10% rispetto al periodo pre-pandemia. È questa una delle evidenze emerse dall’ultima “indagine straordinaria sulle famiglie italiane” di Banca d’Italia. Il sondaggio condotto da Palazzo Koch porta la firma delle ricercatrici Concetta Rondinelli e Francesca Zanichelli ed ha coinvolto oltre 2.800 nuclei familiari tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2021. Dalla ricerca emerge che il 23% delle famiglie si aspetta un netto peggioramento del quadro generale nei successivi dodici mesi, il 9% in meno della precedente rilevazione (condotta nel novembre 2020), lasciando intravedere un graduale miglioramento nelle prospettive. Le tempistiche restano tuttavia di lunga durata: solo il 16% delle famiglie pensa che l’emergenza sanitaria rientrerà nel 2021 mentre circa un terzo pone come riferimento il 2023.

Sul fronte del reddito permane uno stato di incertezza con lo shock della pandemia ancora non riassorbito. Il 70% delle famiglie prevede per il 2021 un reddito pari a quello percepito nel 2020 ma un sesto se ne attende uno inferiore. Poco meno di un terzo delle famiglie,… [continua sul sito]