La ripresa dell'economia italiana è stretta dal persistere della pandemia e dal prolungamento delle restrizioni anti-contagio. Banca d'Italia ha pubblicato il secondo bollettino economico del 2021, nel quale analizza l'andamento dell'economia italiana alla fine del 2020 e fa il punto della situazione sul primo trimestre dell'anno corrente. Nel quarto trimestre 2020 il Pil italiano si è ridotto dell'1,9% rispetto al terzo trimestre, in controtendenza con i mesi estivi. Le statistiche congiunturali del Pil 2020 sono pressoché uniche dall'inizio delle serie storiche e, per questo motivo, difficili da interpretare. Nel primo trimestre 2020 il Prodotto interno lordo si era contratto del 5,5% (inizio della pandemia), nel secondo trimestre di un ulteriore 13,0% (restrizioni pesanti e picco prima ondata) mentre nel terzo trimestre, grazie all'allentarsi delle misure anti-contagio, il Pil aveva recuperato il 15,9% (un recupero solo parziale rispetto a quanto perso nel primo semestre 2020).

Il quarto trimestre 2020 si caratterizza per una dinamica negativa delle voci principali che compongono il Pil: la spesa delle famiglie si è ridotta del 2,7% rispetto al terzo trimestre... [continua sul sito]
In primavera tornerà la crescita ma bisognerà attendere il 2023 per rivedere i livelli precedenti la pandemia. È questa una della previsioni contenute nel primo bollettino economico del 2020 curato da Banca d'Italia, pubblicato nei giorni scorsi. Palazzo Koch precisa su quale ipotesi si basa lo scenario macroeconomico preso in considerazione: domanda estera ponderata per i mercati di destinazione in crescita del 6,9% nel 2021, rafforzamento dell'euro in area 1,23 dollari, prezzo del Brent a 52 dollari, tasso Euribor trimestrale stabile a -0,5%, tasso di interesse dei Btp a 0,7% e spinta propulsiva dei fondi europei della Next generation Eu. Ebbene, con questi presupposti Banca d'Italia prevede che nel 2021 il Pil crescerà del 3,5%, quindi del 3,8% nel 2022 e del 2,3% nel 2023. Sebbene venga previsto un aumento degli investimenti, anche grazie alle politiche attualmente anticicliche portate avanti dalla Commissione europea, la componente principale della ripresa italiana dovrebbe restare ancora una volta in capo alle esportazioni, ovvero la domanda estera. Banca d'Italia vede un +9,8% nel 2021 dopo un drammatico -14,9% del 2020, voce che porterà in dote alla crescita del Pil circa... [continua sul sito]
"Nelle proiezioni per l'Italia una graduale ripresa globale e condizioni monetarie accomodanti favorirebbero il ritorno a una crescita moderata ma restano rilevanti rischi". Questa la sintesi di Banca d'Italia che apre il suo primo bollettino economico del 2020. L'economia italiana continua ad essere in balia di correnti contrastanti, alcune impegnate a sospingerla, altre a frenare l'entusiasmo: è imprescindibile mettere ordine alla grande mole di dati che di settimana in settimana vengono rilasciati.

Anzitutto Banca d'Italia sostiene sulla base delle proprie stime che nel quarto trimestre 2019 il Pil sia rimasto pressoché invariato. Nello specifico l'indicatore Ita-Coin (che fornisce un'istantanea dell'andamento dell'economia italiana attraverso l'analisi di una molteplicità di informazioni) è tornato positivo per la prima volta da novembre 2018, seppur con un debole +0,05. Ciò suggerirebbe che il peggio, per il momento, sia stato superato: a luglio 2019 l'indicatore era sceso a -0,2. Nel terzo trimestre 2019 il Pil sarebbe cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Una minima espansione figlia di espansioni di più grande entità apprezzabili scompattando... [continua sul sito]