Agenzia delle entrate – Riscossione non può applicare il fermo su un’auto cointestata se tutti i proprietari non sono debitori con il Fisco. La giurisprudenza delle corti di merito è concorde nella tutela del co-intestatario che risulta totalmente estraneo all’inadempimento tributario. A pieno regime l’infernale macchina della riscossione per i contribuenti decaduti dalla pace fiscale. Notificate le prime intimazioni di pagamento, in alcuni casi Agenzia Entrate – Riscossione ed i Concessionari per la riscossione delle imposte locali, hanno già attivato, in tempi record, le procedure esecutive e cautelari come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

Si ha notizia che vengano eseguiti provvedimenti di fermo amministrativo su autoveicoli in comproprietà anche se uno solo degli intestatari risulta debitore verso l’Erario o per tributi locali, con relativa trascrizione del fermo amministrativo al PRA.

Il provvedimento cautelare di riscossione coattiva determina quindi l’indisponibilità del mezzo – e quindi l’impossibilità a circolare – non solo per il debitore dell’Agente di riscossione, ma anche per l’altro proprietario che non ha debiti iscritti a ruolo scaduti per imposte erariali e/o contributi previdenziali, eccetera.

LA POSIZIONE DEGLI AGENTI di RISCOSSIONE

Secondo la posizione avanzata da alcuni dirigenti degli Enti di Riscossione, se il comproprietario in bonis intestatario del mezzo… [continua sul sito]

Una rapida risoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina non avrebbe effetti strutturali sull’economia italiana ma nel caso in cui la guerra dovesse protrarsi, con uno stop alle forniture di gas, l’Italia cadrà in recessione già nel 2022. Banca d’Italia prova a orientarsi in una fase particolarmente critica a livello geopolitico, in grado di riscrivere e ribaltare previsioni e certezze nel giro di poche settimane.

Nel suo ultimo bollettino economico, Banca d’Italia traccia tre scenari macroeconomici legati all’evoluzione del conflitto russo-ucraino, con relative criticità sul fronte dell’approvvigionamento energetico. Nello scenario più favorevole Palazzo Koch ipotizza una “rapida risoluzione del conflitto”, in grado di appianare le tensioni sul mercato delle materie prime e ripristinare la fiducia nel breve termine. Si tratta ovviamente di condizioni ottimistiche, forse persino idilliache: “Dalla metà del 2022 i prezzi del gas e del petrolio tornerebbero sui livelli attesi all’inizio di gennaio, annullando gli incrementi impliciti nelle attuali quotazioni dei futures e pari a circa 40 punti percentuali nel 2022 e a 50 punti nel 2023 per il gas, e a circa il 30… [continua sul sito]