Previsioni “ottimistiche” rispetto alle altre istituzioni – sono loro stessi a definirle così – legate alla domanda interna, all’efficace utilizzo dei fondi europei e ad un favorevole andamento dei contagi. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha pubblicato la sua nota sulla congiuntura del mese di agosto, provando a prevedere l’andamento di breve-medio termine dell’economia italiana.

Nel 2021 la crescita del Pil potrebbe raggiungere il 5,8%, superando le previsioni iniziali contenute nel Def di aprile. L’Ufficio parlamentare di bilancio sostiene infatti che quest’anno l’economia italiana potrebbe beneficiare del forte incremento congiunturale del Pil del secondo trimestre. Tuttavia molto passa per il terzo trimestre che, secondo i modelli di previsione di breve periodo dell’Upb, sarebbe minacciato da una eventuale recrudescenza della pandemia ma dovrebbe continuare a registrare una espansione. Il ruolo chiave per la crescita del biennio successivo al drammatico 2020 lo avrà chiaramente la spesa pubblica, che trainerà la ripresa molto più della domanda estera (diversamente da quanto l’economia italiana ci aveva abituato nell’ultimo decennio). “Nel complesso del biennio… [continua sul sito]

Il commercio al dettaglio registra un leggero aumento delle vendite nel mese di maggio, confermando in parte quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Daniele Franco nel suo discorso all’Abi il giorno precedente la pubblicazione della statistica. Con il suo rapporto di mercoledì 7 luglio Istat ha reso noto che a maggio 2021 le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,2% in valore rispetto ad aprile. Un incremento di poco sopra la parità, frutto della combinazione di due forze con direzione opposta: le vendite dei beni alimentari sono scese del 2,0% in valore (-1,9% in volume) mentre quelle dei beni non alimentari sono salite sempre del 2,0% (2,2% in volume), generando un leggero incremento per via del diverso peso statistico. Nel confronto con maggio 2020 le vendite al dettaglio registrano un aumento del 13,3%. Una variazione in doppia cifra causata ancora una volta dalla situazione in cui versava l’economia italiana durante la prima ondata del Covid. Ne sono testimoni le due diverse componenti, con i beni alimentari in flessione dell’1,5% (beni essenziali dalla domanda rigida e quindi poco dipendenti da variazioni del potere di acquisto dettate dalla crisi) e un forte incremento… [continua sul sito]

Una seconda ondata potrebbe avere un impatto sulla dinamica del Pil del quarto trimestre compreso tra -3,5 e -8,0%. A dirlo è l’Ufficio parlamentare di bilancio nella sezione finale nella sua nota sulla congiuntura di ottobre 2020. Oltre a tracciare un quadro dell’attuale congiuntura economica, infatti, l’Upb ha stimato l’impatto sulla (de)crescita del Pil nel quarto trimestre di una seconda ondata di contagi di Covid-19 in Italia. La simulazione si basa sullo “stringency index”, indicatore costruito dall’Università di Oxford per tracciare le restrizioni adottate nei Paesi del mondo per fronteggiare l’epidemia. L’Upb fa notare come durante la prima ondata l’Italia abbia mostrato “un’elevata correlazione (0,89) tra la serie storica della quota di tamponi positivi e quella dello stringency index”. Attraverso la quota di tamponi positivi sul totale sarebbe quindi possibile stimare l’impatto dell’epidemia sull’economia dei singoli Paesi: “La dinamica del PIL mensile da febbraio ad oggi sembra effettivamente allineata allo stringency index; la correlazione contemporanea tra le due serie è di circa il 92 per cento, simile a quella di indicatori quantitativi come la produzione industriale”… [continua sul sito]

In “Le prospettive per l’economia Italia 2020-2021” Istat si è cimentato nella complicata operazione di prevedere l’andamento delle variabili economiche del Belpaese in una fase di crisi del tutto straordinaria e senza precedenti. È l’Istituto in primis che in apertura del rapporto specifica gli sforzi fatti per preservare l’affidabilità le proprie statistiche: “L’Istat ha tempestivamente messo in atto numerose e coordinate attività per fornire informazioni utili a valutare gli impatti economici del COVID-19, predisponendo e diffondendo nuove basi di dati e analisi”. Integrando le rilevazioni tradizionali con interviste raccolte nel mese di maggio presso le imprese, l’Istat quantifica la perdita del Pil nel primo trimestre a -5,3% rispetto a quello precedente (con agricoltura, industria e servizi diminuiti rispettivamente dell’1,9%, dell’8,1% e del 4,4%). Tuttavia, “Quantificare l’impatto dello shock senza precedenti che sta investendo l’economia italiana è un esercizio connotato da ampi livelli di incertezza rispetto al passato, quando la persistenza e la regolarità dei fenomeni rappresentava una solida base per il calcolo delle previsioni”.

Il Pil nel 2020… [continua sul sito]