Il commercio al dettaglio registra un leggero aumento delle vendite nel mese di maggio, confermando in parte quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Daniele Franco nel suo discorso all’Abi il giorno precedente la pubblicazione della statistica. Con il suo rapporto di mercoledì 7 luglio Istat ha reso noto che a maggio 2021 le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,2% in valore rispetto ad aprile. Un incremento di poco sopra la parità, frutto della combinazione di due forze con direzione opposta: le vendite dei beni alimentari sono scese del 2,0% in valore (-1,9% in volume) mentre quelle dei beni non alimentari sono salite sempre del 2,0% (2,2% in volume), generando un leggero incremento per via del diverso peso statistico. Nel confronto con maggio 2020 le vendite al dettaglio registrano un aumento del 13,3%. Una variazione in doppia cifra causata ancora una volta dalla situazione in cui versava l’economia italiana durante la prima ondata del Covid. Ne sono testimoni le due diverse componenti, con i beni alimentari in flessione dell’1,5% (beni essenziali dalla domanda rigida e quindi poco dipendenti da variazioni del potere di acquisto dettate dalla crisi) e un forte incremento… [continua sul sito]
A seguito della grave emergenza sanitaria ed economica, molti enti locali hanno attivato misure a sostegno delle fasce più deboli. Ma anche in tale contesto sono sorti dubbi di natura commerciale e fiscale.
L’Istituto IFEL (una Fondazione per la Finanza e l’Economia Locale istituita nel 2006 dall’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – ANCI) ha pubblicato una interessante nota.
L’articolo 2, comma 4, dell’Ordinanza del Capo della Protezione civile n. 658/2020 stabilisce che ciascun Comune è autorizzato all’acquisizione, in deroga al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50:
di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune;
di generi e prodotti di prima necessità.
Le scelte applicative dei Comuni possono essere decise con ampia discrezionalità, in deroga alle norme del Codice degli appalti: dall’acquisto di strumenti tipo “buoni pasto” di ampia spendibilità locale, a convenzioni con esercizi commerciali, all’acquisto diretto di generi alimentari e relativa distribuzione.
Diversi Comuni, in prevalenza di medie e piccole dimensioni, si stanno orientando alla “emissione diretta” di documenti del tipo “buoni spesa”, spendibili presso gli esercizi… [continua sul sito]
