Salgono gli occupati, ma sono quasi tutti a termine. Il tasso degli inattivi continua ad essere sostenuto e l’aumento dei posti vacanti testimonia la rapida evoluzione del mercato del lavoro in questo anno e mezzo di pandemia.

Il rapporto Istat sul mercato del lavoro del secondo trimestre 2021 apre con una buona notizia: l’occupazione è in forte ripresa. Si registrano infatti 523mila occupati in più rispetto al 2020. La buona notizia però presenta il suo lato oscuro: il numero di occupati alla fine di luglio 2021 era ancora 260mila unità sotto i livelli pre-pandemia di febbraio 2020.

Emerge anzitutto un’ampia divergenza tra l’occupazione di tipo permanente e quella a termine. Stando ai dati Istat nel secondo trimestre 2021 il numero dei dipendenti a termine è salito di 573mila unità rispetto allo stesso periodo del 2020. Un incremento da +23,6%, ovvero quasi di un quarto rispetto ai mesi “caldi” della pandemia. Per quanto riguarda invece i dipendenti permanenti, a tempo indeterminato, si registra una caduta di 29mila unità, pari ad un -0,2% sul 2020. Una statistica preoccupante sotto certi aspetti per la sua drasticità ma di fatto prodotto… [continua sul sito]

Si è fatto un gran parlare di ciò che l’Ocse ha scritto riguardo al Reddito di cittadinanza. Il riferimento è al contenuto di una tabella riportata a pagina 23 dello studio economico dedicato all’Italia pubblicato i primi di settembre. Al suo interno l’Organizzazione per la sicurezza e lo sviluppo economico ha riconosciuto che il “regime del Reddito di cittadinanza, introdotto nel 2019, ha contribuito a ridurre il livello di povertà delle fasce più indigenti della popolazione”. In maniera più estesa l’Ocse è anche entrato nei dettagli quantitativi dell’impatto di questo provvedimento. “Sebbene i livelli di povertà siano aumentati, nel 2020 i trasferimenti pubblici hanno limitato la diminuzione del reddito disponibile delle famiglie al 2,6% in termini reali. Il regime di protezione sociale italiano, potenziato nel 2019 con l’introduzione del Reddito di cittadinanza, ha incrementato l’entità dei trasferimenti alle famiglie a più basso reddito”. Fin qui insomma una generale approvazione della misura di contrasto alla povertà. Non mancano però le riflessioni e le puntuali raccomandazioni.

La prima, paradossalmente, riformare il Reddito di… [continua sul sito]

Il commercio al dettaglio registra un leggero aumento delle vendite nel mese di maggio, confermando in parte quanto dichiarato dal ministro dell’Economia Daniele Franco nel suo discorso all’Abi il giorno precedente la pubblicazione della statistica. Con il suo rapporto di mercoledì 7 luglio Istat ha reso noto che a maggio 2021 le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,2% in valore rispetto ad aprile. Un incremento di poco sopra la parità, frutto della combinazione di due forze con direzione opposta: le vendite dei beni alimentari sono scese del 2,0% in valore (-1,9% in volume) mentre quelle dei beni non alimentari sono salite sempre del 2,0% (2,2% in volume), generando un leggero incremento per via del diverso peso statistico. Nel confronto con maggio 2020 le vendite al dettaglio registrano un aumento del 13,3%. Una variazione in doppia cifra causata ancora una volta dalla situazione in cui versava l’economia italiana durante la prima ondata del Covid. Ne sono testimoni le due diverse componenti, con i beni alimentari in flessione dell’1,5% (beni essenziali dalla domanda rigida e quindi poco dipendenti da variazioni del potere di acquisto dettate dalla crisi) e un forte incremento… [continua sul sito]

La L. 124/2017 richiede la pubblicazione, entro il 30 giugno di ogni anno, sul proprio sito internet aziendale, dell’elenco completo e dettagliato degli aiuti e contributi pubblici ricevuti nell’esercizio dell’attività di impresa nel corso dell’anno precedente, se di importo complessivo superiore a 10.000 euro. I soggetti che non hanno un proprio sito internet devono provvedere alla pubblicazione sul sito internet delle associazioni di categoria alle quali aderiscono.

Sono obbligati alla pubblicazione i soggetti iscritti al Registro delle imprese:

società di Capitali (Spa, Srl, Sapa);
società di persone (Snc, Sas);
ditte individuali esercenti attività di impresa (a prescindere dal regime contabile ed inclusi i soggetti in contabilità ordinaria, semplificata, regime dei minimi, regime forfettario);
società cooperative (incluse le cooperative sociali).

Sono invece esclusi i liberi professionisti.

I gruppi di imprese devono provvedere a pubblicare gli aiuti e i contributi pubblici erogati:

al gruppo;
alle singole imprese facenti… [continua sul sito]

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la nota n. 1050 del 2020 precisa quali sono i requisiti che definiscono il lavoratore subordinato come notturno, facendo:

sia riferimento alla normativa in merito all’orario di lavoro
sia considerando quanto stabilisce la contrattazione collettiva.
 

DEFINIZIONE DI LAVORO NOTTURNO
Secondo la normativa in tema di orario di lavoro è considerato notturno il periodo di almeno sette ore consecutive comprese tra l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.

COME INDIVIDUARE LA 7 ORE CONSECUTIVE DI LAVORO
Si deve considerare, secondo l’Ispettorato del Lavoro:

l’orario di lavoro osservato secondo le indicazioni del contratto collettivo • e secondo le indicazioni del contratto individuale. Il periodo che rileva infatti in riferimento al D.Lgs. n. 66/2003 (normativa sull’orario di lavoro) potrà iniziare: • dalle ore 22 fino alle ore 5
oppure dalle ore 23 fino alle ore 6
oppure dalla mezzanotte fino alle ore 7. DEFINIZIONE DI LAVORATORE NOTTURNO

Nel D.Lgs. n.66/2003, viene definito… [continua sul sito]

Il mese di agosto fa registrare entrate fiscali migliori delle attese mentre l’Istat taglia le stime sulla crescita del Pil nel secondo trimestre. È a queste due facce della stessa medaglia che bisogna guardare per comprendere cosa sta accadendo all’economia italiana alle porte dell’autunno. Con un comunicato dai toni decisamente ottimisti il Ministero dell’economia e delle finanze ha reso noto come i dati provvisori sulle entrate tributarie al 20 agosto mostrino un andamento superiore alle attese. Per la precisione nel mese di agosto 2020 si è registrato un aumento del 9% delle entrate versate con il modello F24 rispetto al 2019. Questa dinamica positiva sarebbe sostenuta dal buon andamento dell’Irpef e dell’Ires versate in autoliquidazione. I dati del gettito, comunica il Mef, mostrano una crescita dell’Irpef del 3,3% e dell’Ires del 4,8%, mentre l’Irap mostra una variazione negativa del 49% (legata al cancella mento del versamento del saldo 2019 e della prima rata di acconto 2020 contenuta nel Decreto Rilancio per le imprese con fatturato inferiore a 250 milioni). Nel complesso il gettito dell’autoliquidazione risulta superiore al 2019 di circa un miliardi di euro. Il Mef parla… [continua sul sito]

L’art. 122 del decreto Rilancio (decreto-legge n. 34 del 2020), prevede la possibilità di cedere, anche a istituti di credito e altri intermediari finanziari:

il credito d’imposta per botteghe e negozi di cui all’articolo 65 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (decreto Cura Italia);
il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda di cui all’articolo 28 del decreto Rilancio;
il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro di cui all’articolo 120 del decreto Rilancio;
il credito d’imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione di cui all’articolo 125 del decreto Rilancio.

In caso di cessione:

la responsabilità per l’esistenza del credito ricade comunque solo in capo al cedente;
il cessionario risponde solo per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto.

E’ un principio consolidato. Anche con riferimento alle cessioni dei crediti d’imposta da Ecobonus e Sismabonus, l’Amministrazione finanziaria aveva… [continua sul sito]

CHI PUO’ USUFRUIRE DEL BENEFICIO?
I nuclei familiari con un reddito ISEE non superiore a 40.000 euro.
QUALI SONO I SERVIZI ACQUISTABILI?
I servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed & breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva.
ARCO TEMPORALE
Il credito è utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre 2020
QUALE BENEFICIO E’ PREVISTO?
E’ previsto un credito, utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare, nella misura di 500 euro per ogni nucleo familiare (formato almeno da 3 persone).
Se il nucleo familiare è composto da 2 persone il credito è di 300 euro
Se il nucleo familiare è composto da 1 sola persona il credito è di 150 euro.
COME SI OTTIENE IL BENEFICIO?
Il credito è riconosciuto alle seguenti condizioni, prescritte a pena di decadenza:

a) le spese debbono essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva, da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast;… [continua sul sito]

Se l’emergenza Covid-19 dovesse durare fino a maggio le imprese italiane nel 2020 potrebbero perdere circa 220 miliardi di euro di fatturato. Se lo shock dovesse durare fino a dicembre la perdita salirebbe a 470 miliardi euro. È ciò che emerge dalle prime stime Cerved relative all’impatto delle misure di contenimento del virus sui ricavi delle aziende italiane pubblicato ad inizio settimana. Lo studio prende in considerazione due scenari. Lo scenario base suppone che l’emergenza duri fino a maggio 2020, che saranno necessari due mesi per tornare alla normalità, che vi saranno impatti importanti sulle economie mondiali e sull’export e che non ci saranno crisi finanziarie innescate dal contagio. In questo scenario base le imprese italiane perderanno 220 miliardi di euro di fatturato nel 2020 (-7,4% rispetto al 2019) e 55 miliardi nel 2021 rispetto al trend senza Covid-19, facendo comunque segnare una ripresa a V e non a L. Lo scenario pessimistico, invece, prende in considerazione una emergenza che duri fino a dicembre 2020, con sei mesi necessari per il ritorno alla normalità, il completo isolamento e la chiusura dei Paesi Ue ma comunque nessuna crisi finanziaria innescata dal contagio… [continua sul sito]

Ad ormai due anni dall’entrata in vigore, dopo l’utilizzo continuativo del sistema, abbiamo rivisto passo – passo le modalità operative per il pagamento telematico dei diritti per la pubblicazione degli avvisi di vendita sul Portale delle Vendite Pubbliche e provvediamo, a beneficio dei lettori, a dare conto delle persistenti criticità del sistema e delle positive novità riscontrate (e probabilmente non da tutti colte) ad aggiornamento di quanto da noi scritto in un articolo pubblicato sui siti del circuito www.ateneoweb.com nel febbraio 2018.

Pubblicità obbligatoria sul PVP
Ricordiamo che, a partire dal 19 febbraio 2018, per effetto della modifica dell’art. 490 c.p.c., la pubblicità degli avvisi di vendita degli immobili deve essere obbligatoriamente effettuata mediante pubblicazione sul “Portale delle vendite pubbliche” all’interno di un’area del sito del Ministero della giustizia (attualmente all’indirizzo https://pvp.giustizia.it).

La pubblicazione dell’avviso sul sito https://pvp.giustizia.it avviene a seguito del pagamento del Contributo di € 100,00 richiesto per ogni singolo lotto e comprovato dall’allegazione della relativa… [continua sul sito]