Si è fatto un gran parlare di ciò che l’Ocse ha scritto riguardo al Reddito di cittadinanza. Il riferimento è al contenuto di una tabella riportata a pagina 23 dello studio economico dedicato all’Italia pubblicato i primi di settembre. Al suo interno l’Organizzazione per la sicurezza e lo sviluppo economico ha riconosciuto che il “regime del Reddito di cittadinanza, introdotto nel 2019, ha contribuito a ridurre il livello di povertà delle fasce più indigenti della popolazione”. In maniera più estesa l’Ocse è anche entrato nei dettagli quantitativi dell’impatto di questo provvedimento. “Sebbene i livelli di povertà siano aumentati, nel 2020 i trasferimenti pubblici hanno limitato la diminuzione del reddito disponibile delle famiglie al 2,6% in termini reali. Il regime di protezione sociale italiano, potenziato nel 2019 con l’introduzione del Reddito di cittadinanza, ha incrementato l’entità dei trasferimenti alle famiglie a più basso reddito”. Fin qui insomma una generale approvazione della misura di contrasto alla povertà. Non mancano però le riflessioni e le puntuali raccomandazioni.

La prima, paradossalmente, riformare il Reddito di… [continua sul sito]

Nel 2020 sono andate perse 305mila imprese di commercio non alimentari. Le stime contenute nella nota dell’Ufficio studi di Confcommercio hanno fatto il giro dei media. Numeri drammatici che non lasciano intravedere alcun raggio di luce, testimoni dell’impatto del Covid sul tessuto produttivo italiano. Ma cosa dicono davvero i dati pubblicati da Confcommercio? Anzitutto l’Ufficio studi precisa che i loro numeri si riferiscono alla mortalità effettiva che “per il 2020 è stimata correggendo il tasso di cancellazione settoriale del 2013 attraverso le accentuazioni settoriali della quota di imprese individuali e della contrazione dei consumi reali”. D’altro canto i dati ufficiali delle Camere di Commercio relativi all’intero 2020 non saranno disponibili se non nei primi mesi del 2021. Sono invece fattuali e reali i dati relativi alle nuove iscrizioni ai registri delle imprese nel 2020, nei quali si ravvisa un evidente crollo della natalità. Nei primi nove mesi del 2020 sono nate circa 50mila imprese in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, bilancio consuntivo che Confcommercio integra con una proiezione del quarto trimestre: “Secondo l’istituto Tagliacarne, la denatalità dovuta… [continua sul sito]