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italiani – Studio Paolisso & Partners
Posizione finanziaria netta sull'estero quasi in pareggio, surplus di 56,3 miliardi di euro nella bilancia dei pagamenti annuale e grande fame di Btp all'asta: i conti nazionali dell'Italia all'ingresso del tunnel Covid-19 si mostravano solidi (eccezion fatta per il solito debito pubblico). Alla vigilia dell'aggiornamento del rating di Standard & Poor's nei confronti del nostro Paese (che al momento ci vede a Bbb, appena due step prima del livello "Junk") diverse rilevazioni hanno permesso di apprezzare lo stato di salute dei conti italiani prima dell'inevitabile impatto della crisi Covid-19 destinata a far crollare il Pil del 5% nel primo trimestre e di circa il 10% nel secondo trimestre (stime Ufficio Parlamentare Bilancio).

Lunedì 20 aprile Banca d'Italia ha pubblicato la bilancia dei pagamenti aggiornata al mese di febbraio 2020. Nel rapporto viene confermata la solida posizione finanziaria internazionale dell'Italia. Nei dodici mesi antecedenti febbraio 2020 l'avanzo di conto corrente italiano è stato pari a 56,3 miliardi di euro, oltre il 3% del Pil, in salita rispetto ai 43,9 miliardi dei dodici mesi precedenti. Componente positiva principale resta quella mercantile,... [continua sul sito]
Gli stranieri "rubano" il lavoro agli italiani? Si tratterebbe solo un luogo comune, secondo un'analisi realizzata dalla Fondazione Leone Moressa. L'istituto di studi nato nel 2002 da un'iniziativa della CGIA di Mestre sostiene, dati alla mano, come la manodopera "immigrata" si ponga in un rapporto di complementarietà - e non di sostituzione - con quella "autoctona". In altre parole sul mercato del lavoro stranieri e italiani convivono ed entrambe queste componenti sarebbero fondamentali al sistema economico del Paese.

L'analisi della Fondazione si basa su un dato di fatto: la popolazione straniera in età lavorativa (15-64 anni) è in costante aumento dall'inizio del millennio: si passa dagli 1,5 milioni del 2004 ai 4 milioni registrati nel 2018. "Tra gli italiani questa componente è scesa da 36,8 milioni del 2004 a 34,7 milioni nel 2018. Gli stranieri hanno di fatto arginato questo fenomeno, mantenendo costante il volume complessivo oltre i 38 milioni", dice il rapporto.

Questo aumento nel dato nominale della forza lavoro straniera non ha potuto che riflettersi anche sulle statistiche degli occupati: "Negli ultimi quindici anni è costantemente cresciuto... [continua sul sito]
Gli stranieri "rubano" il lavoro agli italiani? Si tratterebbe solo un luogo comune, secondo un'analisi realizzata dalla Fondazione Leone Moressa. L'istituto di studi nato nel 2002 da un'iniziativa della CGIA di Mestre sostiene, dati alla mano, come la manodopera "immigrata" si ponga in un rapporto di complementarietà - e non di sostituzione - con quella "autoctona". In altre parole sul mercato del lavoro stranieri e italiani convivono ed entrambe queste componenti sarebbero fondamentali al sistema economico del Paese.

L'analisi della Fondazione si basa su un dato di fatto: la popolazione straniera in età lavorativa (15-64 anni) è in costante aumento dall'inizio del millennio: si passa dagli 1,5 milioni del 2004 ai 4 milioni registrati nel 2018. "Tra gli italiani questa componente è scesa da 36,8 milioni del 2004 a 34,7 milioni nel 2018. Gli stranieri hanno di fatto arginato questo fenomeno, mantenendo costante il volume complessivo oltre i 38 milioni", dice il rapporto.

Questo aumento nel dato nominale della forza lavoro straniera non ha potuto che riflettersi anche sulle statistiche degli occupati: "Negli ultimi quindici anni è costantemente cresciuto... [continua sul sito]