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energia – Studio Paolisso & Partners
A novembre l'inflazione tocca il 3,8% su base annua, riportando l'accelerazione dei prezzi al 2008.

Non si placa la furia dell'indice dei prezzi al consumo che, anche a novembre, fa segnare una impennata. A dirlo è l'ultimo aggiornamento dell'Istat, cui stime fissano l'inflazione del penultimo mese dell'anno a +3,8% su base annua e a +0,7% rispetto a ottobre. La salita dell'indice dei prezzi al consumo non è una novità, è stato anzi il trend di questa seconda metà del 2021. Tuttavia il dato di novembre racchiude in sé alcune novità rilevanti da sottolineare.

Non rappresenta certamente una di queste novità il prezzo dell'energia che resta la variabile responsabile di gran parte dell'aumento dell'indice. I beni energetici hanno fatto segnare un aumento del 30,7% rispetto a novembre 2020, quando in ottobre la variazione tendenziale si limitava a +24,9%. In questo ambito il dato di discontinuità con gli aggiornamenti precedenti è rappresentato dall'inversione di marcia della componente regolamentata passata da +42,3% a +41,8%. Consistente invece il salto dei prezzi della componente non regolamentata che in ottobre cresceva del 15,0%, diventato +24,3%... [continua sul sito]
Nonostante l'intervento del governo, i prezzi delle bollette dal primo ottobre faranno segnare pesanti aumenti. L'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha comunicato l'aggiornamento trimestrale delle tariffe luce e gas: la bolletta della corrente elettrica aumenterà del 29,8%, quella del gas del 14,4% rispetto al trimestre precedente. Si prospetta quindi un autunno con prezzi più pesanti nei conti di famiglie e imprese, elemento da non sottovalutare nelle stime di crescita e di ripresa economica.

L'aumento delle bollette comunicato da Arera sconta già l'intervento del legislatore che con il D.L. 130 del 27 settembre 2021 ha stanziato oltre 3 miliardi di euro proprio per contenere la salita dei prezzi. Come prevedibile, un risultato raggiunto solo in parte. Gli aumenti presentano infatti comunque una variazione positiva tra le più ampie del decennio ma, senza questo intervento di politica fiscale, si sarebbe assistito ad un +45% nella bolletta dell'elettricità e ad un +30% in quella del gas. Nel caso dell'energia elettrica, il legislatore ha azzerato temporaneamente gli oneri di sistema a carico delle utenze, limitando di fatto l'aumento alla... [continua sul sito]
I beni energetici continuano a trainare l'indice dei prezzi al consumo, portando il tasso di inflazione al livello più alto da gennaio 2013 e ponendo interrogativi sulle prospettive dei mesi autunnali. Con il suo ultimo aggiornamento Istat ha reso noto che nel mese di agosto 2021 il tasso di inflazione è salito dello 0,5% rispetto a luglio e del 2,1% su agosto 2020. Il dato tendenziale ha registrato una nuova accelerazione rispetto a luglio, quando il confronto con l'anno 2020 si "fermava" a +1,9%. L'aumento dell'indice dei prezzi al consumo è un fenomeno che sta colpendo comunque tutta l'Eurozona che, sempre per il mese di luglio, ha toccato in media il 3% rispetto al 2020 (con tassi più alti nell'Europa del nord).

L'impennata dell'inflazione, perlomeno in Italia, resta però un fenomeno dai numeri contrastanti. Basta infatti eliminare dal paniere i beni energetici per scendere a +0,6%. L'inflazione "di fondo", quella più strettamente legata al ciclo economico del Paese, continua infatti ad essere contenuta sebbene sia da segnalare un suo incremento rispetto al mese di luglio, quando questo indicatore si era fermato a +0,4%. È quindi della questione energia che... [continua sul sito]