C'è chi cerca competitività nelle economie di scala, chi cerca di offrire un servizio più a 365 gradi, chi cerca un rebranding del proprio studio: tanti titolari di stanno pensando di fondersi con altre strutture per rispondere ai cambiamenti di mercato. Ed è per questo che stiamo notando sempre più realtà professionali approfondire questa opportunità. Perché di opportunità si tratta, ci avete visto bene, ma come ogni opportunità che si rispetti, per arrivare all'obiettivo, è necessario superare una costellazione di sfide e rendersi conto che non è per nulla automatico riuscire a completare con soddisfazione questa evoluzione.

Difficoltà inattese, dolorosi prolungamenti nei tempi, mancanza di un piano, portano spesso all'aborto dell'iniziativa o ad una altrettanto insoddisfacente situazione di fusione avvenuta solo sulla carta, ma mai nella sostanza della gestione. Se questo scenario vi spaventa, ho fatto bene il mio lavoro: uomo (o donna) avvisato, mezzo salvato.

Detto questo, le fusioni efficaci esistono: come hanno fatto?

In particolare, oggi ci focalizziamo su 3 punti:

Fondere due studi "simili" è più semplice che fondere due realtà molto diverse;
Avere un piano d'azione con referenti e tappe intermedie garantisce una maggiore aderenza alle tempistiche auspicate;
I soci devono condividere gli obiettivi, le politiche di gestione... [continua sul sito]
Cass. Civ. Sez. lav., 25 gennaio 2011, n. 1699. Il divieto al licenziamento
Tra le misure adottate dal governo per affrontare la situazione di crisi causata dalla diffusione del virus Covid - 19, è compreso il divieto di effettuare licenziamenti per giustificato motivo, con l'obiettivo di contenere il tasso di disoccupazione. Tale misura è oggetto di dibattito in quanto l'imposizione di un limite così rigido al potere datoriale rischia di mettere a rischio la salute delle imprese in maggiore sofferenza.

La tutela del lavoratore da parte della Giurisprudenza e del Datore di Lavoro
Mentre da un lato la giurisprudenza ha così tentato di proteggere i posti di lavoro dei lavoratori dipendenti dagli effetti economici della crisi, dall'altro lato spetta al datore di lavoro tutelare la sicurezza e la salute fisica e mentale degli stessi nell'ambito dell'esercizio dell'attività lavorativa. Da questo ne consegue che, tra gli altri obblighi, il datore di lavoro è tenuto ad informare i lavoratori su tutti i rischi che potrebbero portare ad un danno al lavoratore tale da comprometterne il regolare svolgimento dell'attività lavorativa.

Il rispetto delle linee guida e delle misure... [continua sul sito]