Le imprese più grandi e appartenenti al settore industriale stanno resistendo meglio alla crisi, le micro e piccole realtà e i servizi sono all’angolo.
Il rapporto annuale Istat 2021 dedica un intero capitolo al sistema delle imprese italiane, riportandone lo stato di salute e il livello di solidità strutturale emerso dalle rilevazioni. Istat ha applicato la metodologia Receiver operating characteristics (ROC) suddividendo la totalità delle imprese in quattro differenti categorie. La prima è quella delle imprese “solide”, ovvero le “unità produttive che esposte ad una crisi esogena appaiono in grado di reagire in maniera strutturata e la cui operatività risulta influenzata solo in maniera marginale”. Seguono quella delle imprese resistenti, con “elementi di vulnerabilità ma che sono in grado di limitare la propria esposizione alla crisi” e quella delle “fragili”, che “pur non evidenziando un rischio operativo immediato risultano comunque particolarmente colpite dalla crisi”. Infine vi sono le imprese a “rischio strutturale”, che “subiscono conseguenze tali da metterne a repentaglio l’operatività”. Ebbene, il primo gruppo, quello delle imprese solide, secondo… [continua sul sito]



