Nel mese di aprile il numero degli occupati si è ridotto di 12mila unità, facendo segnare una battuta d’arresto dopo due mesi di forte crescita. A sancirlo sono le stime pubblicate da Istat, secondo cui il mercato del lavoro avrebbe raggiunto un mese di stallo che scalfisce – sebbene marginalmente – la salita dell’occupazione in corso dal 2021. Sarebbero infatti 12mila gli occupati in meno rispetto al mese di marzo, generati principalmente dall’ennesima caduta degli indipendenti. Il numero dei lavoratori dipendenti è infatti salito di 5mila unità, con un importante distinguo da effettuare: il numero dei posti di lavoro a termine è salito di 9mila unità mentre quello dei permanenti è sceso di 4mila unità. Questo amplia nuovamente la distanza tra le due tipologie contrattuali. Tra aprile 2021 e aprile 2022 le variazioni nominali sarebbero anche comparabili (+304mila i permanenti e +354mila quelli a termine) ma l’insieme di partenza è ben differente. Il numero dei dipendenti a termine nel corso degli ultimi dodici mesi è salito del 12,6%, consolidando un insieme ben superiore ai 3 milioni di lavoratori a termine. È perciò incontestabile il mutamento nella composizione del mercato… [continua sul sito]
Con il nuovo anno sono entrate in vigore le nuove tariffe di Arera, portando nuovi pesanti rincari per famiglie e imprese. L’Autorità italiana per energia reti e ambiente ha infatti aggiornato alla fine di dicembre il costo per le bollette del primo trimestre 2022: l’aumento è del 55% per l’elettricità e del 41,8% per il gas. Questi aumenti si riferiscono alla “famiglia tipo” che ha consumi medi da 2.700 kWh l’anno con una potenza impegnata di 3kW e consumi di gas di 1.400 metri cubi.
In termini monetari questi rincari si sostanziano in 334 euro in più per la bolletta elettrica e di 610 euro in più per quella del gas. Le famiglie si trovano così sulle spalle un incremento del 68% per la luce e del 64% per il gas nel periodo 1° aprile 2021 – 31 marzo 2022 rispetto al periodo 1° aprile 2020 – 31 marzo 2021.
Questo repentino aumento delle tariffe rispecchia l’andamento del mercato dell’energia dell’ultima parte del 2021, caratterizzato da prezzi all’ingrosso su livelli record. Basta osservare la composizione del prezzo finale in bolletta per comprendere come il costo della materia prima abbia progressivamente assunto un ruolo sempre più preponderante… [continua sul sito]
Il mercato del lavoro continua il suo percorso di recupero verso i livelli pre-crisi con un altro mese di aumento del numero degli occupati. Lo ha comunicato Istat nel suo aggiornamento del mercato del lavoro di ottobre, nel quale viene registrato un aumento dell’occupazione e contemporaneamente della disoccupazione.
Passando ai numeri veri e propri, nel mese di ottobre il numero di occupati è aumentato di 35mila unità. Una salita dello 0,2% rispetto a settembre che ha portato il tasso di occupazione al 58,6%. All’aumento del numero degli occupati è però comunque corrisposto un aumento dei disoccupati, saliti di 51mila unità rispetto a settembre (+2,2%), una correzione che ha portato il tasso di disoccupazione complessivo al 9,4%. Questi due dati sono apparentemente uno antitesi dell’altro. In realtà si tratta di una situazione ricorrente in fasi particolari del mercato del lavoro, come è quella della seconda metà del 2021.
Da una parte gli occupati sono coloro che “hanno svolto almeno un’ora di lavoro a fini di retribuzione o di profitto” (oltre ad altri casi complementari). Si tratta cioè di coloro che al momento dell’indagine hanno un lavoro… [continua sul sito]
Mi confronto spesso con professionisti in seria difficoltà nella gestione degli incassi e degli insoluti. Sovente i problemi scaturiscono da una gestione poco puntuale ed attenta di questa funzione aziendale da parte dello studio. Nel tempo si sono accumulate posizioni che per esigenze particolari del cliente si è deciso di non gestire; ci si è presto resi conto che più la somma cresceva, più diventava complesso ottenerla; tuttavia, seppure la speranza di incassare quel credito vada affievolendosi, si continua a lavorare per il cliente non puntuale.
Certo, fortunatamente non tutti i rapporti coi clienti si sono sviluppati così e certo, il professionista quando ci si mette riesce a contenere il problema… Ma condividerete con me che c’è bisogno di un processo gestito dalla struttura in automatico, pena il perdere pezzi e accorgersi che lo studio sta facendo da banca ai clienti.
La direzione dovrà innanzitutto stabilire quali sono i tempi di pagamento desiderati. Il mio consiglio è di cadenzare il forfait e conguagliare periodicamente. Così facendo, vedrete che il cliente digerirà l’onorario richiesto ben più facilmente: l’impatto psicologico di 100 euro al mese è decisamente minore di 1200 annuali.
Inoltre, è un’ottima occasione per creare… [continua sul sito]
