Lunedì 29 marzo il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la terza emissione del Btp Futura, destinata al “sostegno della ripresa economica post Covid-19 e della campagna di vaccinazioni”. Il Btp Futura resta l’unica obbligazione emessa dal Tesoro italiano rivolta unicamente alla clientela retail, ovvero i piccoli risparmiatori privati e similari. Questa tranche verrà collocata da lunedì 19 aprile a venerdì 23 aprile 2021 e, come per le precedenti emissioni, non prevede un tetto alle sottoscrizioni. Il Mef soddisferà per intero la domanda degli investitori, tenendo tuttavia per sé la facoltà di poter chiudere anticipatamente l’emissione (eventualità che nelle prime due tranche non si è verificata).

In questa terza tranche il Btp Futura conserva la struttura cedolare step-up delle precedenti emissioni, apportando tuttavia una modifica sostanziale al periodo di vita del titolo. Quest’ultima è stata infatti sensibilmente allungata a 16 anni, il doppio rispetto alla precedente (8 anni) e comunque superiore alla prima emissione (10 anni). La struttura a “scalini” del tasso cedolare rappresenta un’altra delle peculiarità di questo prodotto finanziario,… [continua sul sito]

Uno degli aspetti qualificanti ed innovativi in materia di Enti del terzo settore concerne l’introduzione di obblighi di bilancio uniformi e codificati; il Codice del Terzo settore (il D.lgs. n. 117/2017) prevede specifiche norme in materia (in particolare con gli articoli 13 e 48) regolanti le modalità secondo cui i bilanci devono essere redatti e le scadenze entro le quali gli stessi devono essere depositati presso il Registro unico del terzo settore (il RUNTS). Il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 5 marzo 2020 (pubblicato in GU n. 102 del 18 aprile 2020) introduce gli schemi di sintesi obbligatori, le regole cui attenersi e, all’articolo 3 la previsione secondo cui gli obblighi diventano cogenti con effetto dalla redazione del bilancio relativo al primo esercizio finanziario successivo a quello in corso alla data della pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, cioè, nei casi più frequenti, dal bilancio riferito all’esercizio 2021 che si redigerà l’anno prossimo. Consapevoli di tale fatto si può comunque valutare se sia opportuno anticipare l’utilizzo degli schemi, ovviamente agendo in via facoltativa.
 

Si approssima,… [continua sul sito]

In quest’ultimo periodo, basato sull’emergenza, sull’imprevisto e sull’imprevedibile, la parola d’ordine è diventata “digitalizzazione”, anche se alcune attività afferenti allo studio professionale sembrano più difficili da convertire alla logica del digitale. L’esempio che subito salta alla mente è il Modello 730.
Quest’ultimo rappresenta la roccaforte del rapporto fisico che intercorre tra commercialista e cliente: il cliente arriva, consegna la documentazione raccolta durante l’anno ed aggiorna il professionista su tutto quello che può riguardare la sua sfera privata e lavorativa.
Ci sono i convenevoli, un utile scambio di informazioni, e spesso una quota variabile di chiacchiere con voi o il personale incaricato.
Questa, per lo meno, era la prassi che accomunava la maggior parte degli studi professionali d’Italia; adesso, che tutti i rapporti interpersonali si svolgono a distanza di sicurezza, la questione 730 è ovviamente ai primi posti tra le criticità da risolvere.
Ebbene, chiariremo come gestirli quest’anno, rendendoci conto che l’emergenza sanitaria potrebbe rivelarsi un inaspettato beneficio per l’economicità di questo adempimento… [continua sul sito]