Sono tanti gli studi che abbiamo avuto modo di seguire negli anni e sono davvero diversi l’uno dall’altro. Storia, passioni professionali, zona geografica, dimensione, obiettivi, successo riscontrato, età del professionista e del gruppo di lavoro… Insomma, è comprensibile che fornire un piano dettagliato che permetta di raggiungere qualunque obiettivo, partendo da situazioni così differenti, sia pura fantasia. Quantomeno, è al di fuori della mia portata. Tuttavia, seppur dissimili, esistono delle caratteristiche che accomunano gli studi e che mi permettono di provare a definire una traccia per la crescita che si applica ai più.

Il primo passo, senza ombra di dubbio, è mettere a posto lo studio. È di primaria importanza perché consente di costruire delle solide fondamenta per qualunque sviluppo successivo ed è particolarmente utile perché permette di lavorare su cose che già si hanno e che sono quindi concrete. Mettere a posto lo studio non vuol dire riordinare i faldoni, anche se dovresti fare anche quello. Significa entrare nel merito dei meccanismi con i quali viene prodotta marginalità e stabilire un piano di azione per le cose da mettere a posto. I bersagli… [continua sul sito]

Benchmark e analisi dei dati per calcolare produttività e redditività dello Studio. Il sogno con il quale tanti professionisti hanno avviato la propria attività negli anni passati si è infranto.

Infatti, come un vaso di coccio tra i vasi di ferro, buona parte della categoria si trova incastrata in ufficio a destreggiarsi tra le evoluzioni poco prevedibili del legislatore e le richieste dei clienti, che sfociano in notevoli difficoltà a ricondurre l’operatività a dei risultati economici soddisfacenti, o addirittura sostenibili.

Purtroppo, però, la trappola degli adempimenti, dalla quale tanti vorrebbero scappare, risulta ben costruita. Tutti vorrebbero liberarsi, ma come è possibile razionalizzare gli impegni quando la sommatoria degli onorari a mala pena permette dei risultati? Ogni tassello risulta importante, proprio come nel gioco Jenga (quella torre composta da parallelepipedi di legno che i giocatori si divertono a smontare stando attenti a non determinare crolli strutturali). Se crolla, è un disastro.

Eppure, nonostante le esigenze dei clienti “sembrino” più importanti, è fondamentale riportare l’attenzione dei professionisti agli obiettivi del proprio studio perché, come nel caso delle imprese, questi sono… [continua sul sito]

In quest’ultimo periodo, basato sull’emergenza, sull’imprevisto e sull’imprevedibile, la parola d’ordine è diventata “digitalizzazione”, anche se alcune attività afferenti allo studio professionale sembrano più difficili da convertire alla logica del digitale. L’esempio che subito salta alla mente è il Modello 730.
Quest’ultimo rappresenta la roccaforte del rapporto fisico che intercorre tra commercialista e cliente: il cliente arriva, consegna la documentazione raccolta durante l’anno ed aggiorna il professionista su tutto quello che può riguardare la sua sfera privata e lavorativa.
Ci sono i convenevoli, un utile scambio di informazioni, e spesso una quota variabile di chiacchiere con voi o il personale incaricato.
Questa, per lo meno, era la prassi che accomunava la maggior parte degli studi professionali d’Italia; adesso, che tutti i rapporti interpersonali si svolgono a distanza di sicurezza, la questione 730 è ovviamente ai primi posti tra le criticità da risolvere.
Ebbene, chiariremo come gestirli quest’anno, rendendoci conto che l’emergenza sanitaria potrebbe rivelarsi un inaspettato beneficio per l’economicità di questo adempimento… [continua sul sito]

In questo momento di difficoltà ed emergenza, pubblichiamo le disposizioni di servizio predisposte dal nostro partner Studio Franco di Fossano perché pensiamo possa essere di aiuto e stimolo per i colleghi. Disposizione di servizio n. 01 integrata al 10 marzo 2020

Il termine “oggi” va inteso come data 10 marzo 2020.
Le date indicate di seguito ” 15 marzo” sono da verificare ed eventualmente da rettificare al 3 aprile 2020.
Qualsiasi informazione fornita in precedenza è da ritenersi annullata e priva di ogni effetto.

Quanto segue tiene conto delle prescrizioni adottate dal DPCM 9.3.2020.
Si raccomanda comunque di seguire le indicazioni per la prevenzione del Ministero della Salute.

Sulla G.U. n. 59 dell’8 marzo 2020 è stato pubblicato il D.P.C.M. 8.3.2020 recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza da COVID-19, ormai superato dal DPCM 9.3.2020.

Oltre alle misure note (chiusura delle scuole sino al 3 aprile 2020, chiusura di cinema, teatri, pub, sale giochi, discoteche, manifestazioni sportive etc.) si rammenta quanto segue:

attività di ristorazione e bar: apertura dalle ore 06.00 alle ore 18:00
autocertificazione per spostamenti al di fuori del Comune
mercato di Fossano: solo per la vendita prodotti alimentari… [continua sul sito]

La necessità di evolvere per far fronte alle nuove opportunità di mercato. Come essere un ottimo chef non è garanzia di sostenibilità per un ristorante, essere un bravo professionista oggi non è più sufficiente a garantire il successo di uno studio professionale.

Negli ultimi anni di convegni sulle esigenze gestionali e organizzative degli studi ho avuto modo di testare l’impatto di questa frase su centinaia di volti. Nonostante oggi i professionisti ne condividano quasi all’unanimità il significato, questa asserzione non è sempre stata corrispondente alla realtà. Se potessimo percorrere a ritroso la storia della professione verremmo infatti presto smentiti dalle evidenze.

Prima della crisi economica del 2008, la percezione di valore nel rapporto impresa-professionista sostanziava, nella maggior parte dei casi, la generazione di margini economici che erano diretta conseguenza del buon lavoro svolto. Se questo contesto fosse rimasto immutato, con il passaparola dei clienti che alimentava lo sviluppo e le parcelle che non rappresentavano motivo di discussione, la partecipazione dei professionisti ai convegni su queste tematiche sarebbe stata decisamente scarsa.
Oggi, al contrario, assistiamo con grande… [continua sul sito]

La necessità di evolvere per far fronte alle nuove opportunità di mercato. Come essere un ottimo chef non è garanzia di sostenibilità per un ristorante, essere un bravo professionista oggi non è più sufficiente a garantire il successo di uno studio professionale.

Negli ultimi anni di convegni sulle esigenze gestionali e organizzative degli studi ho avuto modo di testare l’impatto di questa frase su centinaia di volti. Nonostante oggi i professionisti ne condividano quasi all’unanimità il significato, questa asserzione non è sempre stata corrispondente alla realtà. Se potessimo percorrere a ritroso la storia della professione verremmo infatti presto smentiti dalle evidenze.

Prima della crisi economica del 2008, la percezione di valore nel rapporto impresa-professionista sostanziava, nella maggior parte dei casi, la generazione di margini economici che erano diretta conseguenza del buon lavoro svolto. Se questo contesto fosse rimasto immutato, con il passaparola dei clienti che alimentava lo sviluppo e le parcelle che non rappresentavano motivo di discussione, la partecipazione dei professionisti ai convegni su queste tematiche sarebbe stata decisamente scarsa.
Oggi, al contrario, assistiamo con grande… [continua sul sito]