Un percorso di rientro dall’indebitamento più veloce grazie ad una crescita del Pil superiore alle attese, sempre che tutto fili liscio e nel medio termine non si palesino condizioni economico-finanziarie avverse. È la sintesi del messaggio insito nella Nadef presentata settimana scorsa dal governo.

Il documento che determina la dimensione della stanza che dovrà essere arredata dalla prossima legge di bilancio. Un modo elegante per definire la Nota di aggiornamento del Def, atto con cui il governo traccia le linee guida del proprio operato in termini di politica economica. Un appuntamento fisso di inizio autunno che, stavolta, acquista importanza anche in relazione alla volatilità delle previsioni della ripresa post-Covid.

Particolarmente rilevante è infatti la revisione al rialzo del quadro macroeconomico rispetto al Def di aprile. Il tasso di crescita del Pil è stato ritoccato dal 4,5% al 6,0%. Un incremento trainato da diverse componenti, in primis la spesa per le famiglie da 4,1% a 5,2% ma soprattutto gli investimenti fissi lordi nel settore delle costruzioni, passati da +8,9% a 20,9% nella Nadef. Una variazione particolarmente ingente, dovuta… [continua sul sito]

L’Italia ha chiuso il 2019 con un deficit pari all’1,6% del Pil, nettamente al di sotto delle previsioni e ai livelli minimi da 2007. Lunedì 2 marzo l’Istat ha pubblicato le statistiche relative al Pil e all’indebitamento delle amministrazioni pubbliche dell’anno 2019, contenente diverse sorprese a livello contabile. La prima è il dato riguardante l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, noto anche e soprattutto come deficit. Nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza pubblicata il 30 settembre 2019 il rapporto tra deficit e Pil programmatico veniva limato a 2,2% rispetto al Def di aprile (2,4%). Il dato definitivo firmato Istat si è rivelato inferiore di 0,8 punti percentuali, fermandosi all’1,6%. Si tratta del valore più basso dallo scoppio della crisi finanziaria (1,3% nel 2007) e tra i tre più bassi degli ultimi quarant’anni (inizio delle serie storiche). Ad un minore deficit di bilancio corrisponde anche un maggiore avanzo primario rispetto a quanto programmato, con il conto delle Amministrazioni pubbliche al netto degli interessi passivi che conferma il risparmio fatto registrare da circa tre decenni (Grafico da banca dati Istat). Il saldo… [continua sul sito]

L’Italia ha chiuso il 2019 con un deficit pari all’1,6% del Pil, nettamente al di sotto delle previsioni e ai livelli minimi da 2007. Lunedì 2 marzo l’Istat ha pubblicato le statistiche relative al Pil e all’indebitamento delle amministrazioni pubbliche dell’anno 2019, contenente diverse sorprese a livello contabile. La prima è il dato riguardante l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, noto anche e soprattutto come deficit. Nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza pubblicata il 30 settembre 2019 il rapporto tra deficit e Pil programmatico veniva limato a 2,2% rispetto al Def di aprile (2,4%). Il dato definitivo firmato Istat si è rivelato inferiore di 0,8 punti percentuali, fermandosi all’1,6%. Si tratta del valore più basso dallo scoppio della crisi finanziaria (1,3% nel 2007) e tra i tre più bassi degli ultimi quarant’anni (inizio delle serie storiche). Ad un minore deficit di bilancio corrisponde anche un maggiore avanzo primario rispetto a quanto programmato, con il conto delle Amministrazioni pubbliche al netto degli interessi passivi che conferma il risparmio fatto registrare da circa tre decenni (Grafico da banca dati Istat). Il saldo… [continua sul sito]