L'Italia ha chiuso il 2019 con un deficit pari all'1,6% del Pil, nettamente al di sotto delle previsioni e ai livelli minimi da 2007. Lunedì 2 marzo l'Istat ha pubblicato le statistiche relative al Pil e all'indebitamento delle amministrazioni pubbliche dell'anno 2019, contenente diverse sorprese a livello contabile. La prima è il dato riguardante l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, noto anche e soprattutto come deficit. Nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza pubblicata il 30 settembre 2019 il rapporto tra deficit e Pil programmatico veniva limato a 2,2% rispetto al Def di aprile (2,4%). Il dato definitivo firmato Istat si è rivelato inferiore di 0,8 punti percentuali, fermandosi all'1,6%. Si tratta del valore più basso dallo scoppio della crisi finanziaria (1,3% nel 2007) e tra i tre più bassi degli ultimi quarant'anni (inizio delle serie storiche). Ad un minore deficit di bilancio corrisponde anche un maggiore avanzo primario rispetto a quanto programmato, con il conto delle Amministrazioni pubbliche al netto degli interessi passivi che conferma il risparmio fatto registrare da circa tre decenni (Grafico da banca dati Istat). Il saldo... [continua sul sito]
L'Italia ha chiuso il 2019 con un deficit pari all'1,6% del Pil, nettamente al di sotto delle previsioni e ai livelli minimi da 2007. Lunedì 2 marzo l'Istat ha pubblicato le statistiche relative al Pil e all'indebitamento delle amministrazioni pubbliche dell'anno 2019, contenente diverse sorprese a livello contabile. La prima è il dato riguardante l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, noto anche e soprattutto come deficit. Nella nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza pubblicata il 30 settembre 2019 il rapporto tra deficit e Pil programmatico veniva limato a 2,2% rispetto al Def di aprile (2,4%). Il dato definitivo firmato Istat si è rivelato inferiore di 0,8 punti percentuali, fermandosi all'1,6%. Si tratta del valore più basso dallo scoppio della crisi finanziaria (1,3% nel 2007) e tra i tre più bassi degli ultimi quarant'anni (inizio delle serie storiche). Ad un minore deficit di bilancio corrisponde anche un maggiore avanzo primario rispetto a quanto programmato, con il conto delle Amministrazioni pubbliche al netto degli interessi passivi che conferma il risparmio fatto registrare da circa tre decenni (Grafico da banca dati Istat). Il saldo... [continua sul sito]
L'Associazione Italiana Revisori Contabili (Assirevi) ha pubblicato sul suo sito internet la

Lista di controllo dei principi di redazione del bilancio d'esercizio - Società ai cui bilanci sono applicabili le disposizioni degli artt. 2423 e successivi del Codice Civile;


e la

Lista di controllo dei principi di redazione del bilancio consolidato - Società ai cui bilanci sono applicabili le disposizioni del Decreto Legislativo 9 aprile 1991, n. 127.

Le check-list di Assirevi vanno intese come linee guida da adattare alle particolarità dell'impresa (per esempio dimensioni aziendali, natura dell'attività, particolarità normative e regolamentari). I documenti rappresenta un importante supporto non solo per l'attività di revisione, ma anche per i redattori dei bilanci.
Deloitte ha pubblicato la 23° edizione dello studio Global Powers of Retailing in cui vengono analizzati i risultati dell'esercizio annuale al 30 giugno 2019 resi pubblici dai più grandi retailer del mondo.
Una sintesi dei risultati:

4740 miliardi $ di fatturato totale per i 250 top retailer globali, +4,1% rispetto all'anno precedente
Amazon continua la sua scalata in classifica, confermando una crescita a doppia cifra, la maggiore tra le aziende presenti nella Top 10 dei retailer mondiali
Il podio si conferma interamente statunitense: guida la classifica Wal-Mart, da oltre 20 anni leader globale; seguono Costco al secondo posto e Amazon al terzo
Tre le aziende europee in Top 10: Schwarz Group (Germania), seguito da Aldi Einkauf (Germania) e Tesco PLC (UK)
L'Europa traina per numero di aziende presenti nella Top 250: sono 88
I retailer europei rappresentano il 35,2% delle aziende in classifica
Le aziende europee sono le più globalizzate, con il 40,7% delle vendite provenienti da operazioni straniere
Conad al 69° posto si attesta la prima società italiana in classifica, seguita da Coop Italia... [continua sul sito]