Tra pochi mesi, anche gli Enti del Terzo Settore piccoli (ETS piccoli), quelli con meno di EUR 220chr("\1")000 di entrate, saranno tenuti a registrarsi al Registro Unico Nazionale Enti del Terzo Settore (RUNTS) e allestire un Rendiconto di Cassa (RdC) che, per i conti del 2021, dovrà essere conforme allo schema stabilito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il documento Bilancio degli Enti del Terzo Settore decreto pubblicato dalla Fondazione nazionale commercialisti (a pagina 88) fornisce spiegazioni specifiche destinate ai piccoli enti. Come si può leggere, gli enti con entrate inferiori a EUR 220’00 all’anno sono esentati dal presentare la Situazione patrimoniale e la Relazione di missione e sono unicamente tenuti a preparare il Rendiconto di cassa, che viene allestito sulla base di una tenuta dei conti basata sul principio di cassa.

Anche se l’adeguamento può mettere pensiero a molti enti che non hanno una vera e propria organizzazione contabile, il passaggio dovrebbe risultare alla portata di tutti grazie a soluzioni software indirizzate proprio agli amministratori che hanno poche conoscenze contabili.

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Tra pochi mesi, anche gli Enti del Terzo Settore piccoli (ETS piccoli), quelli con meno di EUR 220chr("\1")000 di entrate, saranno tenuti a registrarsi al Registro Unico Nazionale Enti del Terzo Settore (RUNTS) e allestire un Rendiconto di Cassa (RdC) che, per i conti del 2021, dovrà essere conforme allo schema stabilito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il documento Bilancio degli Enti del Terzo Settore decreto pubblicato dalla Fondazione nazionale commercialisti (a pagina 88) fornisce spiegazioni specifiche destinate ai piccoli enti. Come si può leggere, gli enti con entrate inferiori a EUR 220’00 all’anno sono esentati dal presentare la Situazione patrimoniale e la Relazione di missione e sono unicamente tenuti a preparare il Rendiconto di cassa, che viene allestito sulla base di una tenuta dei conti basata sul principio di cassa.

Anche se l’adeguamento può mettere pensiero a molti enti che non hanno una vera e propria organizzazione contabile, il passaggio dovrebbe risultare alla portata di tutti grazie a soluzioni software indirizzate proprio agli amministratori che hanno poche conoscenze contabili.

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Come ogni anno, nei primi giorni di gennaio è buona cosa verificare il regime fiscale e contabile applicabile nell’esercizio e, in particolare, se può ancora essere mantenuto l’eventuale regime agevolato adottato nell’esercizio precedente.
Ricordiamo, per esempio, che possono effettuare le liquidazioni IVA con periodicità trimestrale soltanto chi ha rispettato, nell’esercizio precedente, il seguente limite di volume d’affari:

400.000 euro per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi;
700.000 euro per le imprese che esercitino attività diverse dalla prestazione di servizi.

Per quanto riguarda invece i regimi contabili, il limite dell’ammontare dei ricavi, fino a concorrenza del quale le imprese sono automaticamente ammesse al regime di contabilità semplificata (salvo la possibilità di optare per il regime di contabilità ordinaria), viene stabilito in 400.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi e in 700.000 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività.
Il predetto limite non si applica agli esercenti arti e professioni che adottano naturalmente il regime di contabilità... [continua sul sito]