L'Agenzia Entrate memorizza le fatture elettroniche e le rende disponibili per la consultazione in un'area riservata del suo sito internet.

I file delle fatture elettroniche sono memorizzati fino al 31 dicembre dell'ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento, o fino alla definizione di eventuali giudizi, come stabilito dall'art. 14 del decreto legge n. 124/2019.

Per consultare le proprie fatture il consumatore finale deve aderire entro il 20 dicembre 2019 al sevizio gratuito "Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici".
L'adesione va effettuata accedendo all'area riservata di "Fisconline". Dalla pagina "La mia scrivania" cliccare sul riquadro "Fattura elettronica - Corrispettivi elettronici" e, nella pagina successiva, visualizzare il box "Le tue fatture". In quest'ultima pagina cliccare su "Accedi" e subito dopo su "Aderisci".
Effettuata l'adesione, le fatture saranno comunque consultabili a decorrere dal 21 dicembre 2019.

Dopo il 20 dicembre 2019 chi non avrà dato l'adesione, non potrà più consultare i documenti.
Dal Dicembre 2018 gli acquisti online in ambito europeo sono tutelati da nuove regole che proteggono il consumatore da discriminazioni legate alla propria nazionalità o residenza. Gli operatori commerciali devono infatti trattare gli acquirenti online di un altro paese dell'UE allo stesso modo dei clienti locali, consentendo l'accesso ai propri siti e garantendo uniformità di condizioni di vendita.
Il fenomeno, denominato "blocco geografico (geo-blocking)", è più diffuso di quanto si creda. Secondo indagini condotte dalla Commissione europea solo il 37% dei siti web permette al clienti di un altro Stato membro di arrivare alla fase finale che precede la conferma dell'ordine e sono numerose le denunce di casi di discriminazione.
Le nuove regole sono state sancite dal Regolamento UE 2018/302 a cui è recentemente seguita la designazione, con la legge europea 37/2019, dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) come organo di vigilanza e segnalazione.
Da evidenziare che nell'Ue una normativa antidiscriminatoria già esisteva da anni (vedi la Direttiva 2006/123/CE recepita in Italia con il D.lgs. 59/2010) ma il Parlamento europeo, valutando la... [continua sul sito]