Secondo l’ultima fotografia dell’Istat nel terzo trimestre 2022 il numero di dipendenti risulta essere in aumento, sia in termini di occupati (+1,0%) sia di posizioni lavorative nei settori dell’industria e dei servizi (+3,8%). Questa crescita dei dipendenti riguarda inoltre entrambe le categorie di lavoratori, a tempo indeterminato e a termine.
L’incremento dell’occupazione misurata in unità non coincide però con la variazione delle unità di lavoro equivalenti a tempo pieno. Nel terzo trimestre 2022 l’input di lavoro misurato in Ula segna infatti una minima variazione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Positiva invece la variazione rispetto al terzo trimestre 2021, con un +2,7%.
La crescita delle posizioni lavorative a tempo indeterminato registra una crescita di 365mila unità rispetto allo stesso periodo del 2021. In crescita anche le posizioni a tempo determinato, che mettono a segno +201mila unità.
Istat ha analizzato la durata dei contratti a tempo determinato. Secondo i dati rilevati, nel terzo trimestre 2022 il 31,7% delle nuove posizioni lavorative ha una durata inferiore ai 30 giorni. Il 30,1%  si colloca tra i due e i sei mesi… [continua sul sito]

In aprile il commercio al dettaglio torna a scendere, dando seguito alla stagnazione fatta registrare a marzo e rimandando ulteriormente il ritorno ai livelli pre-Covid. Martedì 8 giugno Istat ha pubblicato la nota relativa all’andamento del commercio al dettaglio del mese di aprile 2021, fotografando lo stato delle vendite ai consumatori italiani. Ciò che emerge è tutt’altro che positivo. Nel mese di aprile 2021 le vendite al dettaglio si sono contratte dello 0,4% rispetto al mese di marzo. Una riduzione figlia di due componenti opposte. Da una parte le vendite di beni alimentari, cui domanda è tradizionalmente più rigida, sono incrementate dell’1,0%. Dall’altra i beni non alimentari, che hanno perso l’1,5% in valore rispetto a marzo. La situazione si ribalta guardando al trimestre febbraio-aprile 2021, nel quale le vendite sono complessivamente aumentate del 4,3% grazie ad un +8,6% dei beni non alimentari (recupero dopo la caduta di fine 2020) e un -0,7% dei beni alimentari (appunto meno volatili e più rigidi nella domanda dei consumatori). Impressionante, per quanto poco indicativo del trend di breve termine, è il confronto con il mese di aprile 2020: rispetto al mese in cui… [continua sul sito]