Dal 3 maggio al 24 maggio 2022 si potranno presentare le domande per richiedere contributi a fondo perduto previsti dal Fondo per il rilancio delle attività economiche di commercio al dettaglio.

Il Fondo per il rilancio delle attività economiche, con una dotazione di 200 milioni di euro per l’anno 2022, è finalizzato alla concessione di aiuti in forma di contributo a fondo perduto a favore delle imprese che svolgono in via prevalente attività di commercio al dettaglio.

Il fondo è stato istituito dal decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 (articolo 2) per:

contenere gli effetti negativi derivanti dall’emergenza Covid
prevedere specifiche misure di sostegno per i soggetti maggiormente incisi.

Possono accedere al contributo le imprese che svolgono in via prevalente un’attività di commercio al dettaglio, identificate dai codici della classificazione delle attività economiche ATECO 2007 previsti dall’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, che presentano un ammontare di ricavi, riferito al 2019, non superiore a 2 milioni di euro e che hanno subito una riduzione del fatturato… [continua sul sito]

Il commercio al dettaglio conferma per un altro mese la sua progressione, facendo segnare un risultato positivo a giugno e continuando la sua rincorsa ai livelli pre-crisi. Istat ha pubblicato mercoledì 4 agosto il consueto aggiornamento sull’andamento del commercio al dettaglio e le notizie sono relativamente buone. A giugno 2021 l’Istituto nazionale di statistica stima un incremento delle vendite al dettaglio pari allo 0,7% rispetto a maggio. Un risultato che è figlio dell’incremento di entrambe le componenti, i beni alimentari e quelli non alimentari. I primi hanno visto incrementare dell’1,1% il valore delle vendite, i secondi “solo” dello 0,3%. I valori in gioco assumono altra portata se raffrontati al mese di giugno 2020, quando ancora la crisi economica del Covid si trovava nella sua fase più acuta. Rispetto ad un anno fa infatti le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento del 7,7%, con un delta ben diverso a seconda della componente analizzata. I beni alimentari infatti limitano la loro crescita al 2,5%, un risultato prevedibile vista la natura dei prodotti in questione, caratterizzata da una domanda rigida che oppone maggiore resistenza alle crisi di breve durata… [continua sul sito]