Uno dei temi che devono affrontare tutti gli enti associativi diversi dalle associazioni sportive dilettantistiche (ASD) è l’impossibilità di applicare il regime forfetario di cui alla Legge 16 dicembre 1991, n. 398, per le attività commerciali a partire dal periodo di imposta successivo all’autorizzazione della Commissione europea sulle misure fiscali e comunque non prima del periodo di imposta successivo all’operatività del RUNTS.

Ripercorriamo per sommi capi gli eventi che hanno portato alla situazione attuale.

La Legge 16 dicembre 1991, n. 398, era inizialmente riservata alle sole associazioni sportive e relative sezioni non aventi scopo di lucro, affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi vigenti.

Successivamente, l’art. 9-bis Decreto Legge 417/1991, conv. con modificazioni, L 66/1992, tornava sull’argomento, ampliando la platea degli enti destinatari del regime 398, prevedendo che alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro loco si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398… [continua sul sito]

Il governo ha varato il Documento di Economia e Finanza 2020, in settimana oggetto di discussione alle commissioni parlamentari di bilancio (QUI il link alla pagina del Mef). Un Def dai numeri eccezionali in una fase dell’economia italiana altrettanto eccezionale mai come quest’anno da leggere con le dovute cautele a causa dell’aleatorietà dell’emergenza Covid nei prossimi mesi.

Rispetto alla Nadef pubblicata nel settembre 2019 il quadro macroeconomico italiano è stato chiaramente stravolto. Se le precedenti previsioni ipotizzavano una crescita per il 2020 pari allo 0,6% del Pil, il Def 2020 stima una caduta dell’8%: “Questa nuova previsione sconta una caduta del PIL di oltre il 15 per cento nel primo semestre ed un successivo rimbalzo nella seconda metà dell’anno. Il recupero del PIL previsto per il 2021 è del 4,7 per cento”. Rispetto alle stime di altre istituzioni private le previsioni del Def paiono conservative (agevolando a cascata tutti i parametri relativi al debito pubblico in relazione al prodotto interno lordo, che con stime di partenza più prudenziali e “gravi” avrebbero comportato livelli di indebitamento previsionale più elevati). Il governo tuttavia… [continua sul sito]