Il patto di famiglia è uno strumento utilizzato per “passare”, con certe garanzie successorie, l’azienda e/o le partecipazioni ad uno o più figli, non al coniuge, tacitando gli altri eredi legittimari (coniuge ed altri figli) con delle assegnazioni, in assenza di una eventuale esplicita rinuncia, non tassata.
La liquidazione agli eredi legittimari spetta al figlio assegnatario.
Può questi essere sostituito dal disponente, richiamandosi anche alla relazione al disegno di legge, che appunto così anche prevedeva?
Ove questo fosse ritenuto possibile, è evidente che si pone la problematica della valutazione dell’azienda e/o delle azioni o quote societarie . Questa, ai fini del patto famiglia, deve avere come riferimento la data della stipula dello stesso patto di famiglia. Se la liquidazione è effettuata dal disponente, si potranno porre evidenti problemi all’apertura della successione.

Infatti dapprima si dovrà determinare il valore dei beni oggetto della liquidazione (azienda e/o partecipazioni), dopodiché si dovranno calcolare le correlate quote spettanti ai legittimari per legge ed infine determinare le modalità di liquidazione (denaro… [continua sul sito]

La famiglia è la principale formazione sociale in cui l’uomo svolge la sua personalità secondo il dettato dell’art. 2 Cost. L’art. 29 della Costituzione, riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, quindi famiglia naturale, società naturale sta per diritto naturale. Ciò a dire, una società preesistente allo Stato.
Il termine società è impiegato come forma di organizzazione della convivenza umana, il senso dell’espressione è equivalente a quello di “formazione sociale”.
Così come sociètà “naturale” non significa, immutabilità, questa può mutare con il mutare del costume sociale, con l’evolversi della concezione della famiglia e dei rapporti fra i suoi membri.

Il riconoscimento enunciato nell’art.29 Cost. significa che la famiglia ha dei diritti primordiali e fondamentali, intangibili e anteriori a qualunque riconoscimento della legge positiva. E pertanto, si tratta di riconoscere costituzionalmente la priorità dei diritti che derivano da quell’ordinamento giuridico che è la famiglia, che ha le sue leggi e i suoi diritti, di fronte ai quali lo Stato, nella sua attività legislativa si deve inchinare. (la frase finale è di A. Moro).
Aldo Moro affermò: “Non si tratta soltanto di riconoscere i diritti naturali alla famiglia,… [continua sul sito]

Anche ai nonni acquisiti va riconosciuto il diritto di visita dei nipoti. La Cassazione ha sancito un importante principio in materia di famiglia di fatto, ossia che il diritto di ad avere rapporti significativi con i nipoti va riconosciuto non solo a chi ha un rapporto di parentela diretta, ma anche “a ogni altra persona che affianchi il nonno biologico del minore, sia esso il coniuge o il convivente di fatto” (Cassazione, sentenza del 25 luglio 2018, n. 19779).
L’importante è che quest’ultimo si sia dimostrato adatto ad instaurare con il minore una relazione affettiva stabile, che possa garantire allo stesso un beneficio.
Il caso
In particolare, la Cassazione era stata chiamata ad esaminare il ricorso di una nonna “acquisita” (compagna di fatto del nonno biologico del minore), alla quale i giudici di merito avevano negato la tutela in merito al rapporto con il nipote, ritenendo che la stessa non fosse “legittimata ad agire”.
La Cassazione, ribaltando l’orientamento dei giudici di merito, ha invece valorizzato il rapporto di fatto che si era instaurato tra la ricorrente e il nonno biologico del minore, tale da configurare una famiglia di fatto.
Come far valere il diritto di visita
Ma come possono i nonni, siano… [continua sul sito]