L’Agenzia delle Entrate sta inviando ad alcuni dei nostri assistiti inviti all’adempimento spontaneo derivante dall’incrocio dei dati con lo spesometro fornitori.
L’ Agenzia delle Entrate mette a confronto le operazioni imponibili dichiarate dalla Società che definiremo XXX con le comunicazioni ricevute dai clienti di questa, che chiameremo CLIENTE, riferendosi alle operazioni imponibili (quelle risultanti dai righi VE24 + VE37 +VE39), non sono quindi comprese nelle operazioni imponibili, ad esempio, quelle soggette a reverse charge.
Tra l’altro nell’invito all’adempimento spontaneo si ha modo di leggere che….. dai dati delle fatture elettroniche da lei inviate (nel 2018 non esistevano le fatture elettroniche!) e nel prospetto di dettaglio allegato all’invito documentate da fatture elettroniche da lei emesse.
Prendendo atto delle situazioni che sotto vengono esemplificate si ha modo di constatare che lo spesometro ha fallito il proprio scopo, l’invito all’adempimento spontaneo non può comportare l’obbligo in capo al contribuente di ricostruire analiticamente per ogni cliente l’ammontare delle operazioni imponibili o non soggette ad… [continua sul sito]

