Ad aprile nuovo record storico per il debito pubblico italiano, ma c’era da aspettarselo. Banca d’Italia ha reso noto che nel quarto mese dell’anno l’ammontare del debito pubblico è salito a 2.680,5 miliardi di euro. Per avere un’idea dell’aumento basti pensare che a marzo 2020, ultimo mese in cui i conti pubblici italiani si trovavano in un contesto di ordinaria amministrazione pre-pandemia, il debito delle amministrazioni pubbliche si fermava a 2.433,6 miliardi: un salto di circa 247 miliardi in poco più di un anno. L’esplosione dell’indebitamento si spiega facilmente consultando i numeri del bilancio statale del 2020. Un anno straordinario causato da una emergenza del tutto straordinaria. Nel 2019 il rapporto tra deficit e Pil si era attestato a -1,6%, il valore più basso dal 2007. Nel 2020 ha toccato un profondo -9,5%, il massimo dai primi anni ’90. Valori da epoca precedente il trattato di Maastricht, con un disavanzo primario – la differenza tra le entrate e le uscite del bilancio statale al lordo degli interessi sul debito – del 6,0%. Altro valore eccezionale per un Paese come l’Italia, che dal 1993 ha inanellato un avanzo primario dietro l’altro (tolto il 2009) proprio per… [continua sul sito]

Solo i 65,4 miliardi di sovvenzioni si tramuteranno in un aumento di investimenti netti mentre la quota di prestiti dovrà essere compensata dal bilancio Statale. Il governo ha pubblicato l’attesa Nota di aggiornamento del Def, contenente il quadro macroeconomico nel quale si inserirà la prossima manovra finanziaria. Grande protagonista è certamente il Next Generation Eu, informalmente “Recovery fund”, sul quale il ministro dell’economia Roberto Gualtieri non ha fatto segreto di porre grandi speranze. Rispetto alle semplici stime relative ai “209 miliardi”, la Nota di aggiornamento del Def fornisce ulteriori e interessanti dettagli riguardo l’effettiva entità e impatto del nuovo strumento europeo di risposta alla crisi economica.

Nell’introduzione si fa sapere che “La prossima legge di bilancio e le sovvenzioni della Recovery and Resilience Facility avranno un valore complessivo pari a circa il due per cento del PIL nel 2021. La crescita economica ne beneficerà significativamente, attestandosi al sei per cento”. Le previsioni di crescita programmatiche riportate dal governo nel Def parlano di una caduta del Pil pari al 9% nel 2020 con una crescita del 6% nel 2021,… [continua sul sito]