Nell’ultima nota mensile Istat ha scattato un’istantanea dell’andamento dell’economia italiana che comincia a mostrare alcuni segni di cedimento, legati al peggioramento della bilancia commerciale, il rallentamento della domanda estera e le tensioni geopolitiche.

Il rallentamento previsto dagli analisti nella prima parte del 2022 si sta concretizzando anche nelle statistiche ufficiali. Stando alle rilevazioni Istat nel primo trimestre 2022 il Pil italiano ha registrato una contrazione dello 0,2%. Mentre l’agricoltura ha apportato un incremento e l’industria ha retto (Istat parla di “stazionarietà”), i servizi hanno invece contribuito effettivamente alla riduzione del Pil. Non è solo questione di categoria ma anche di domanda: mentre la componente nazionale ha spinto in maniera positiva la domanda estera netta ha registrato una riduzione.

“A marzo, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è rimasto invariato, a sintesi di un sostenuto aumento congiunturale per l’energia (+2,7%), di una crescita più moderata per i beni di consumo (+1,0%) e quelli strumentali (+0,4%) e di una flessione per i beni intermedi (-0,7%)”, scrive Istat. Tra le… [continua sul sito]

Per l’Istat vi sono “estesi segnali di ripresa” da maggio in poi ma, nel frattempo, il commercio al dettaglio a luglio resta il 7,2% sotto i livelli dell’anno scorso. Rimbalzo cercasi per l’economia italiana, giunta ormai nella parte finale di quel terzo trimestre nel quale il governo spera di poter registrare un segno positivo quantomeno a livello congiunturale. Dopo il crollo senza precedenti del Pil nel secondo trimestre 2020 (-12,8% rispetto al primo) stando alle informazioni in possesso dell’Istat “I mesi di luglio e agosto, seppure ancora parziali, suggeriscono il proseguimento della fase di ripresa. A luglio, si osservano aumenti nei dati dei consumi elettrici e della fatturazione elettronica e le stime preliminari sui flussi commerciali con i paesi extra-Ue indicano la prosecuzione della fase di risalita delle vendite all’estero, con un dimezzamento del calo tendenziale delle esportazioni osservato a giugno”. In salita anche l’indice del clima di fiducia delle imprese a luglio, indicatore tuttavia da prendere con le pinze in una congiuntura economica che non ha eguali dai tempi della Seconda guerra mondiale anche per via della sua natura qualitativa (e non quantitativa) e strettamente… [continua sul sito]