Tra marzo e luglio le imprese italiane potrebbero accumulare un fabbisogno di liquidità pari a 73 miliardi di euro. Lo dice Banca d'Italia, nel suo rapporto sulla stabilità finanziaria aggiornato alla fine di aprile 2020. Palazzo Koch ha infatti stimato l'impatto che la (grave) crisi economica causata dal lockdown sta avendo sui bilanci delle imprese italiane, stima che prende in considerazione il periodo marzo-luglio 2020 (in quanto "gli scenari sull'andamento del Pil [...] prefigurano un recuperano nella seconda metà [dell'anno]"). Ebbene, secondo tali previsioni le attività economiche accumuleranno un fabbisogno di liquidità pari a circa 73 miliardi di euro, "ipotizzando che le imprese possano ricorrere alle sole attività liquide detenute in bilancio". Prendendo in considerazione anche la moratoria per le PMI il fabbisogno scenderebbe a circa 59 miliardi di euro, cifra che si riduce a 50 miliardi di euro nel caso in cui "le imprese utilizzassero completamente i margini disponibili sulle aperture di credito". Tra le società di capitale il deficit di liquidità riguarderebbe circa 130.000 imprese: "In percentuale del fatturato, sarebbe più alto per quelle che prima della crisi... [continua sul sito]