Chiunque cagiona un'epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l'ergastolo.
Se dal fatto deriva la morte di più persone, si applica la pena dell'ergastolo. L'art. 438 punisce con l'ergastolo "chiunque cagiona un'epidemia mediante la diffusione di germi patogeni, la giustificazione della incriminazione viene indicata nell'enorme importanza che ha acquistato la possibilità di venire in possesso di germi capaci di cagionare un'epidemia e di diffonderli".
Pur trattandosi di una nuova figura criminosa, è possibile individuarne almeno due poli di riferimento storico, rispettivamente nel reato di avvelenamento e in quegli illeciti costituiti dalla inosservanza di norme preventive per salvaguardare la collettività dal contagio di malattie infettive. Elementi costitutivi, in senso materiale, della fattispecie preveduta e punita dall'art. 438 c.p. sono: la rapidità della diffusione, la diffusibilità a un numero indeterminato e notevole di persone, l'ampia estensione territoriale della diffusione del male. Il reato deve, perciò, escludersi se, come nel caso di specie, l'insorgere e lo sviluppo della malattia si esauriscano nell'ambito di un ristretto numero di persone che hanno ingerito un pasto infettato dal germe della salmonella.
Costituisce la materialità del reato di epidemia la diffusione, la diffusibilità, l'incontrollabilità... [continua sul sito]