Il 1° gennaio 2021 è scattato il termine ultimo per l'adeguamento dell'applicazione della definizione di default da parte degli istituti bancari. Sono infatti entrate in vigore le nuove norme contenute nel regolamento delegato (UE) 2018/171 della Commissione europea che disciplinano, in maniera più stringente rispetto a quelle precedenti, l'applicazione della definizione di "default" per le esposizioni dei clienti. Le nuove regole cambiano la metodologia con cui gli istituti bancari dovranno classificare i propri debitori e, quindi, calcolare i requisiti patrimoniali minimi obbligatori. La disciplina prudenziale riguardo la classificazione di "default" rimane in linea di base la medesima, ovvero deve ricorrere almeno una delle seguenti condizioni: debitore in arretrato da oltre 90 giorni nel pagamento di una obbligazione rilevante; la banca giudica improbabile che senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie il debitore adempia integralmente alla sua obbligazione. La nuova disciplina, cui scadenza per l'adeguamento era appunto il 1° gennaio 2021, va a modificare la definizione di "obbligazione rilevante", cardine della prima delle due condizioni che possono condurre... [continua sul sito]
Con riferimento alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale sarà in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza della epidemia da COVID-19, il Decreto Cura Italia (art. 106 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito nella Legge 24 aprile 2020, n. 27) ha previsto che:

in deroga a quanto previsto dal codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l'assemblea ordinaria può sempre essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio;
con l'avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le mutue assicuratrici possono prevedere, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l'espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l'intervento all'assemblea mediante mezzi di telecomunicazione; le predette società possono altresì prevedere che l'assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l'identificazione... [continua sul sito]
Con riferimento alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 ovvero entro la data, se successiva, fino alla quale sarà in vigore lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza della epidemia da COVID-19, il Decreto Cura Italia (art. 106 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito nella Legge 24 aprile 2020, n. 27) ha previsto che:

in deroga a quanto previsto dal codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l'assemblea ordinaria può sempre essere convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio;
con l'avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le mutue assicuratrici possono prevedere, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l'espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l'intervento all'assemblea mediante mezzi di telecomunicazione; le predette società possono altresì prevedere che l'assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l'identificazione... [continua sul sito]